Asp di Catanzaro. Quei 'dubbi' sull'appalto di servizi informatici da 6,7 milioni di euro

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L'ingresso dell'Asp di Catanzaro
  06 luglio 2021 20:42

Nella sterminata galassia della sanità calabrese c’è un pianeta poco indagato. I servizi legati alla componente informatica rappresentano un dedalo intricato, gravido di disfunzioni (poco ‘digerito’ dai dipendenti pubblici vecchia scuola) e spesso e volentieri parecchio costoso. L’Asp di Catanzaro, retta dalla commissione prefettizia, agli inizi di giugno con la delibera n. 304 ha indetto “l’appalto specifico per l’affidamento di Gestione, assistenza e monitoraggio dei servizi ICT mediante il rilancio competitivo tra le ditte aggiudicatarie dell’accordo quadro ‘Servizi System Management 2, Sm-2’, stipulato da Consip spa”. Una procedura che, a guardare l’importo presunto a base d’asta, circa 6,7 milioni di euro per cinque anni di contratto, non è certo giochino.

L’intento indicato nella delibera è certamente pregevole. Si spiega come ci sia la necessità “di unificare ed omogeneizzare la gestione e la manutenzione dell’ICT aziendale” attraverso la concorrenza fra i quattro operatori economici (quattro grossi raggruppamenti temporanei di imprese) già aggiudicatari dell’accordo quadro Consip che sono chiamati a presentare l’offerta all’Asp di Catanzaro. Secondo quanto stimato, si scorge ancora nel provvedimento, potrebbero essere risparmiati ‘a freddo’ circa 118 mila euro all’anno e fino a 213 mila considerando ‘nuovi servizi’ prima non previsti. Fin qui i buoni e inappuntabili propositi. Il punto è: il capitolato predisposto dall’Asp è conforme alle indicazioni dell’accordo quadro Consip? Per qualche operatore del settore con la vista lunga non esattamente.

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Nell’oggetto della fornitura viene testualmente enunciato con formulazione piuttosto estensibile: “il fornitore può proporre e successivamente realizzare qualsiasi modifica, integrazione o anche sostituzione, a qualsiasi componente o modulo software, sia di base che applicativo, sia hardware che di rete LAN/WAN, qualora ritenuto necessario o comunque utile al fine del raggiungimento degli obiettivi del presente appalto, anche al fine di ottimizzare il System Management e di migliorare le prestazioni e le funzionalità del sistema ICT dell’ente. Resta inteso – si legge ancora- che ogni onere derivante dai cambiamenti proposti, resta a carico del fornitore SM2, che dovrà prestare senza aggravio di spesa ogni servizio necessario (installazione, configurazione, migrazione, integrazione, avviamento, formazione e collaudo)”.

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Come detto il ‘rilancio competitivo’ si basa sempre e comunque sull’accordo quadro ‘Servizi System Management, SM-2’ stipulato da Consip con aggiudicazione avvenuta nel luglio del 2019. Ebbene, fra i chiarimenti riportati nelle more dell’espletamento della gara si precisa che le attività di ‘manutenzione sistemi’  del capitolato tecnico “includono il supporto tecnico necessario per l’aggiornamento dei prodotti software (installazione di nuove versioni/release, ricerca e installazione di patch/fix, ecc.) ma non includono la fornitura commerciale dei suddetti aggiornamenti, per i quali le Amministrazioni dovranno avvalersi di opportuni contratti con i produttori/distributori”. Il dubbio, sostanzialmente mosso dagli operatori, è che quella eccessiva ‘estensibilità’ dell’oggetto della fornitura indicata dall’Asp possa cozzare con questo chiarimento (il n.109) fornito a suo tempo sull’accordo quadro Consip. Il sospetto, o comunque l'effetto indiretto, è che, pur salvando l’intento del risparmio di spesa per l’ente pubblico, tramite il meccanismo congegnato non si voglia ‘drogare’ il campo di applicazione tracciato con Consip.

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Potenziali incoerenze o eccessiva genericità negli atti che magari la stessa Asp di Catanzaro riuscirà a chiarire, forse partendo con la pubblicazione (cosa che non risulta essere stata eseguita) di quest’appalto da 6,7 milioni di sito web aziendale come prevede la stessa delibera. Chiarezza necessaria, quella sulla corrispondenza dell’oggetto della fornitura con l’accordo quadro Consip, che serve anche ad escludere possibili difetti congeniti nella valutazione delle offerte che saranno presentate dai concorrenti. E’ chiaro che se verrà assegnato un punteggio ad una proposta contenente servizi che non ci dovrebbero essere si rischia di creare un bel pasticcio. (g.r.)

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