Assemblea Regionale di "Noi con l'Italia" con vista Libano. L'intervista a Vincenzo Speziali

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Vincenzo Speziali
  05 novembre 2021 12:23

di ENZO COSENTINO

Presso l'Hotel Marechiaro a Gizzeria (CZ), si è tenuta  l'Assemblea Regionale di Noi con l'Italia, alla presenza del Presidente Nazionale On. Maurizio Lupi, del Responsabile Organizzativo On. Alessandro Colucci, del Referente Nazionale On. Giuseppe Galati e dei Dirigenti On. Antonino Foti, On. Michele Ranieli e del Dott. Franco Pichierri.

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In collegamento da  Beirut sono intervenuti il leader dell'Internazionale Democratico Cristiana e di Centro ed ex Presidente della Repubblica Libanese, Amine Gemayel e Vincenzo Speziali.  Con Speziali abbiamo realizzato una intervista per meglio inquadrare il momento attuale della politica anche in chiave regionale e sull’apporto che “Noi per ‘Italia” intende dare per un salto di qualità della Calabria.

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Vincenzo Speziali un proficuo dibattito nel corso della riunione? Il Presidente Gemayel è stato un autorevole  testimonial.

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“Certo sono soddisfatto e anche riconoscente a Maurizio Lupi, per le belle parole che ha avuto nei miei confronti, confermando non solo gli sforzi che ho sempre profuso per l'area moderata -come lui ha ricordato e di ciò gli sono grato- ma anche per aver ribadito alla presenza di Amine il mio ruolo in questo processo federativo, il quale continuerò a esercitare, nel rispetto della storia di tutti, poiché l'impegno dei più diventa essenziale. Io provengo dalla DC, come tutti sanno, e uno slogan famoso era : Solidarietà cambia il mondo! A ciò intendo rifarmi".

Accanto a lei abbiamo visto un Presidente Gemayel emozionato

 “Si lo era, è vero, ma il nostro è un rapporto affettivo ormai consolidato dal tempo, dalla consuetudine e anche dalle situazioni della vita, le quali io considero una ricchezza, poiché grazie a Dio mi hanno permesso, certamente, di essere una persona diversa. Agli altri dire se anche migliore, così come molti mi dicono.

 Con l'On. Colucci traspare sintonia di vedute.

“L'on. Colucci è un amico, oltre che un fior di politico, non solo perché figlio d'arte, bensì per il fatto che la materia l'ha praticata sin da giovane.”

Lupi era contento e l'ha pregata di tornare presto in Italia. Preoccupazione per il Libano?

 

“Cosa vuole un amico come Maurizio si preoccupa sempre per uno a cui vuole bene ed è affezionato. Se per questo dovrei raccontarle le apprensioni dell'On. Galati, con il quale abbiamo un'amicizia da più di trent'anni. Con l’on Lupi c'è pure il precedente di un viaggio a Damasco dove si ricorderà sempre come mi controllavano gli apparati di sicurezza siriani. Che ridere! Ma soprattutto che bel viaggio.”

 

Sembra avere un velo di tristezza nella voce

“È vero, perché ricordo che con noi c'era una persona che oggi non c'è più, cioè Caterina, la moglie dell'On.Tassone, Ancora oggi con Mario ne parliamo, non solo del viaggio, ma anche di Caterina.”

 

Come si muoverà adesso? Cosa vuole fare?

“Ciò che sto facendo da tempo, coagulare, unificare, laicamente ecumenizzare, trovare insomma la sintesi, poiché da questo ruolo come sorta di coordinatore federativo devo promuovere l'incontro delle varie strutture esistenti, che non possono non convivere assieme nella prima fase e poi fondersi in un futuro che io spero sia il più vicino possibile. Mi rendo conto che qualcuno sia afflitto da improbabile protagonismo, ma appunto è una questione, sterile, egoistica e direi soprattutto patetica, però io assorbo ogni intoppo in modo resiliente, poiché ci vuole buona volontà per perseguire e ottenere, come diceva Andreotti, la santa pace.”

Da vero democristiano lei perde mai la pazienza?

 “Quasi mai, perché a perderla non si ottiene nulla, non si risolvono i problemi e ci si abbassa ai mediocri e ai meschini”.

 

Dove la trova la forza?

“Nella formazione fideistica sincera, sentita e coerente e poi nel confronto con i prelati, con i quali quotidianamente mi rapporto. Se per questo le aggiungo anche come ciò è un insegnamento della persona più intelligente che io abbia mai conosciuto nella mia vita e mi creda, di persone ne ho incontrate a iosa. Sa chi è? Mio padre!”

Lei è ripartito nel nuovo viaggio dalla Federazione Popolare dei Democratici Cristiani…

 “la quale ha ricevuto una conferma di avvio di interazione politica firmata da Alessandro Colucci e indirizzata all'On. Giuseppe Gargani come Presidente Nazionale, oltre che a me e dal sottoscritto inviata, per doverosa comunicazione ai membri più autorevoli, della Federazione stessa e cioè all'On.Tassone, all'On.Gemelli e all'On.Lillo Manti.”

 

Gia`, l'On. Manti, un signore d'altri tempi, anche considerando i modi e lo stile.

 

“Assolutamente si, poiché è così ed è una delle persone più intelligenti, lucide, oneste e coerenti che io conosca. Lo diciamo sempre con Pino Galati, ovvero quando parla Lillo c'è sempre da imparare.”.

 

Appunto con i nomi che sta facendo lei sembra un tessitore della trama, come sostiene, del tombolino abbruzzese, notoriamente un ricamo difficile e raffinato.

 

“Forse è così. D'altronde è una specialità che evidentemente, oggi, abbiamo solo Io, Gianni e Enrico Letta, un altro mio caro amico di gioventù, anche se lui è, al momento in un campo diverso da quello dove credo dovremmo essere e restare, fino al mutamento della legge elettorale. In ogni modo questa è la mia vita, questo ho voluto fare sin da ragazzino, cioè servire con decoro, onore e dignità le Istituzioni del mio Paese e ciò l'ho ricordato anche innanzi ad Amine durante il collegamento con Gizzeria all'Assemblea di Noi con l'Italia, nella cui organizzazione sono stato accolto da amico tra amici, riconoscendomi ruolo e dignità. Di ciò sono grato a Maurizio Lupi e Alessandro Colucci, senza dimenticare Nino Foti, componente dell'Ufficio di Presidenza Nazionale e Michele Ranieli, ma soprattutto Franco Pichierri che per primo, mi ha costruito un viatico, dimostrando la grandezza della sua umanità e lo spessore politico culturale che gli è proprio. E poi come non ringraziare il caro amico Franco Zoleo.”

 

Un compito con tante difficoltà

Mi sono impegnato con tutte le mie energie e valori per costruire quest'area moderata frutto dell'incontro tra popolari, riformisti, socialisti democratici e liberali, alfine di creare prima di tutto un programma comune e poi un'unica organizzazione strutturata e democraticaticamente legittimata, la quale solo così potrà essere presa sul serio e in considerazione dai cittadini che sono il corpo elettorale su cui si basa la democrazia. Il tutto, ovviamente, con il ripristino del proporzionale a cui miriamo e che faremo in modo di ottenere, pure in base ad eventi, i quali si avvereranno per inevitabile divenire in base alla logicità o alla pubblica necessità.”

 

Sta cercando proseliti?

 

“Non faccio proselitismo, sarebbe irraguardoso il termine poiché ciò è riferito, solamente, alla mia fede cattolica. a cui dovremmo rifarci sempre più spesso, seppur laicamente, come ci ha insegnato il sublime Presidente Moro. Personalmente cerco di creare prospettive politiche, per questo con Maurizio Lupi, Alessandro Colucci, Peppino Gargani, Saverio Romano, Lillo Manti e anche con Mario Tassone certamente, sto tentando assieme al mio temerario compagno di ventura, cioè Pino Galati, il dialogo, pure con Clemente Mastella, Totò Cuffaro e Vittorio Sgarbi. Dobbiamo unirci, fare squadra, essere coesi, non spezzettarci o chiuderci in microscopici, perciò sterili e aridi, non orticelli, bensì metroquadrati vasi di piante bonsai.”

 

Vuole aggiungere un'ultima considerazione?

 

“Ho stima in Maurizio Lupi che conosco da anni, l'ho detto pure nel collegamento. Sta facendo, assieme a Alessandro Colucci un grande sforzo, il quale deve essere rispettato e supportato. Sono certo che Peppino Gargani, un pezzo monumentale della migliore tradizione politica italiana, con la Federazione troverà la sintesi e il modo di cooperare, poiché le interlocuzioni sono in corso, in modo proficuo, coerentemente a quanto ho accennato in precedenza. Se qualcuno volesse sabotare, io vado avanti lo stesso, perché modestia a parte, i miei argomenti sono più forti e più credibili. Sic transit gloria mundi!”

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