Assemblea Unindustria. Le ricette di imprese, politica e sindacati per il rilancio della Calabria

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images Assemblea Unindustria. Le ricette di imprese, politica e sindacati per il rilancio della Calabria

  30 ottobre 2021 23:04

di FRANCESCO IULIANO


Rigenerare riformando la Pubblica amministrazione ed investendo su formazione, digitalizzazione ed infrastrutture che, ancora una volta, rappresentano l’elemento chiave dello sviluppo nazionale e regionale.

Sono stati soprattutto questi i temi approfonditi  nel corso dell’assemblea pubblica  dal titolo “Ripartire per il futuro” organizzata da Unindustria Calabria  ed ospitata, questo pomeriggio, nelle sale della Casa delle Culture  della Provincia di Catanzaro.

All’incontro, moderato dalla responsabile  web Tv de “Il Sole 24 ore”, Rosalba Reggio hanno partecipato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara,  il
vicepresidente di Confindustria Natale Mazzuca, il neo presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra ed il sindaco Sergio Abramo che, a conclusione delsuo intervento di apertura dei lavoro, ha chiesto, ai rappresentanti delle istituzioni, massima partecipazione e massimo impegno. “Dateci una mano – ha detto -. Abbiamo bisogno di voi. Finiamola di fare sempre la solita politica. Finiamola di fare sempre i soliti proclami e poi additare a qualcuno la responsabilità del fermo di questa Regione. La responsabilità dobbiamo prendercela tutti. Io con voi.
Mettiamoci tutti in discussione, finiamola con le polemiche e facciamo in modo che questa nostra Regione possa crescere e può farlo solo attraverso il mondo delle imprese. L’amministrazione pubblica non
può più dare grandi soddisfazioni dal punto di vista occupazionale, ci serve far partire il mondo produttivo. Come regione produciamo troppo poco. Solo il 13 per cento. Abbiamo bisogno di infrastrutture che
devono essere accompagnate  da un progetto di sviluppo che dovrà essere realizzato da questa classe dirigente di cui facciamo tutti parte e che affiancherà il prossimo governo regionale”.



Un invito raccolto dal neo governatore della Regione, Roberto Occhiuto che ha auspicato in una collaborazione fattiva dell’associazione regionale degli industriali. «Siamo desiderosi di ricevere
suggerimenti da Confindustria che riteniamo possa contribuire in maniera decisiva allo sviluppo di  questa regione. Nei prossimi 10 anni arriveranno oltre 200 miliardi. Questa deve essere l’occasione
propizia per lo sviluppo del Mezzogiorno ed anche della Calabria. Le risorse del Piano ci daranno la possibilità di fare degli investimenti e ci daranno la possibilità di riformare l'apparato dello Stato.
Riforme che sono come la benzina che si mette in un motore. Il motore però – ha aggiunto - deve essere efficiente, e qui in Calabria, ma nel Mezzogiorno in generale, abbiamo un deficit di capacità amministrativa. Abbiamo un sistema burocratico che va motivato e reso più efficiente, altrimenti non riusciremo a spendere bene queste risorse. Per fare questo chiedo al governo di aiutarmi ad avere qualche margine in più nella scelta dei direttori generali, nei concorsi utili ad inserire giovani laureati, giovani capaci per aiutare i decisori politici a realizzare le loro attività. Si deve fare non solo per la Calabria ma per il Mezzogiorno. Se non utilizzano le risorse del Piano sarà un'occasione perduta per tutti».

Standing ovation per il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, a conclusione del suo intervento. “Senza un apparato amministrativo all'altezza di questo compito, non sarà facile mettere
a terra le risorse. Il futuro si costruisce sulle infrastrutture, sugli investimenti e sul capitale umano. Queste sono le "condicio sine qua non" del futuro che è fatto di mobilità di merci e di persone.
Questo significa: infrastrutture digitali, mobilità sostenibile, infrastrutture della logistica avanzata. Abbiamo delle grandi risorse. Ci aspettiamo che lo strumento principe per attivare investimenti ed
orizzontare un sistema produttivo che sia veramente resiliente competitivo ed evoluto, siano i bandi regionali che dovranno essere semplici e sistematici. Quindi sarà fondamentale puntare sulle teste,
sul capitale umano. Le due grandi frontiere che serviranno per far uscire la Calabria dagli ultimi posti delle classifiche economiche europee. Da non trascurare, infine, la sicurezza sui posti di lavoro e un’attenzione all’aspetto della legalità. Arriveranno grandissime risorse e non possiamo permetterci che non vadano nelle mani della parte sana della Regione”.

Di politiche del lavoro ha parlato Luigi Sbarra che ha ribadito il compito del sindacato. “C’è la necessita  - ha detto - di mettere in campo ogni responsabilità, ogni progettualità per utilizzare sino all'ultimo centesimo delle tante risorse che ci arriveranno nei prossimi mesi dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, dalla riprogrammazione dei fondi strutturali dalla utilizzazione del fondo
di sviluppo e coesione. Mettere al centro il tema del lavoro dei giovani delle donne e fare una grande operazione di investimento sulle infrastrutture sulla piccola e media impresa, per garantire veridicità
a scuola, trasporti, mobilità e lavoro”.

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Al presidente nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi, il compito di chiudere l’assemblea.
“Credo che abbiamo di fronte un'occasione storica in termini di ripresa del Paese e del Mezzogiorno. In questo la Calabria può svolgere un ruolo importante. Ma solo le risorse non bastano. Servono anche le riforme, che sono importantissime, e serve anche la possibilità di una riorganizzazione della Pubblica amministrazione. Non possiamo continuare a pensare di poter scaricare le risorse che ci
vengono messe a disposizione se non abbiamo il coraggio di una rigenerazione della Pubblica amministrazione. Per quanto ci riguarda, dobbiamo metterci a disposizione del Paese.

Sull’aumento del prodotto interno lordo che si è registrato nel periodo che sta rappresentando l’inizio del post Covid per la nazione, Carlo Bonomi ha sottolineato che “questo dato debba leggersi come il
segnale di un rimbalzo importante che ci aspettavamo, ma non in questa misura anche se noi, come Confindustria, avevamo detto sin dall'inizio dell'anno che pensavamo di superare il limite del cinque per cento, quando nessuno pensava di poterlo raggiungere. Questo perché eravamo e siamo convinti della forza strutturale della nostra manifattura”.

E qualche critica è arrivata in tema di taglio delle tasse  e sulla rivalutazione degli asset delle imprese. “Sono stati stanziati 8 miliardi ma non sappiamo ancora dove verranno indirizzati. Noi abbiamo
detto che auspichiamo che saranno tutti indirizzati sul taglio contributivo del cuneo fiscale perché questo vorrebbe dire mettere più soldi in tasca degli italiani, quindi abbassare il costo del lavoro rendendo più competitive le nostre imprese. Per quanto riguarda il lavoro, poi, devo dire che sono stati previsti interventi su gravi errori del passato: quota 100 e reddito di cittadinanza. Sulla riforma degli ammortizzatori sociali registriamo che purtroppo si vuole andare avanti nell'impostazione dell'attuale cassa integrazione che difende il mondo lavoro e non mette al centro le persone e quindi la loro capacità di formazione e ricollocazione. Si vuole di nuovo investire sui centri pubblici per l'impiego che sono stati un grande fallimento e sulle politiche attive del lavoro c'è solo una bozza. Una partita – ha chiuso Bonomi – che si giocherà sui decreti attuativi”.

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