
"Dopo anni di sofferenze e un lungo iter processuale, la sentenza restituisce dignità al collega della Polizia Locale Orlando Lagonia. La fine di un calvario ingiusto e umiliante", ha dichiarato Ettore Allotta segretario generale provinciale del sindacato della polizia di stato PNFD.
"Si chiude con la formula più ampia, l’assoluzione totale, perché “il fatto non sussiste” (LEGGI QUI LA SENTENZA) La complessa vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un sottufficiale della Polizia Locale, il caro amico e collega Orlando Lagonia. Dopo anni di dibattimenti e udienze, l’impianto accusatorio che gravava su Lagonia è definitivamente crollato, mettendo la parola fine a quello che è stato definito da amici e colleghi come un vero e proprio "calvario giudiziario".
La fine di un incubo
"La sentenza pronunciata nei giorni scorsi, non rappresenta solo un atto tecnico-giuridico, ma una vittoria morale per l’uomo e per l’istituzione che rappresenta. Lagonia ha dovuto affrontare un periodo di profonda amarezza, segnato da accuse che oggi si rivelano prive di fondamento. Per anni, il sottufficiale ha subito le pressioni e l’umiliazione di un processo che ha messo a dura prova la sua vita privata e professionale".
Verità e trasparenza
"La decisione del tribunale ristabilisce la verità dei fatti, riconoscendo formalmente l'innocenza del sottufficiale. "Questa sentenza restituisce dignità non solo a un uomo onesto, ma al valore stesso della giustizia", commentano i colleghi in una nota di solidarietà. "La trasparenza ha trionfato su ogni dubbio, dimostrando che la verità, seppur a volte lenta, emerge sempre con forza".
Verso la riabilitazione
"Con l'assoluzione piena, si apre ora la fase della riabilitazione professionale e personale. Per Lagonia, il verdetto segna il ritorno alla serenità e alla piena integrità della sua immagine pubblica. La comunità e il corpo di Polizia Locale si stringono attorno al collega, celebrando la fine di un periodo oscuro e l'inizio di un nuovo capitolo basato sul rispetto e sul riconoscimento del lavoro svolto con dedizione"
Conclude Ettore Allotta " Resta, come monito, la riflessione sul peso umano dei processi e sull'importanza di attendere i tre gradi di giudizio prima di emettere condanne mediatiche premature. Oggi, però, è il giorno della festa e del sollievo: LA GIUSTIZIA HA TRIONFATO!".
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