Assunzioni e minacce ai sindacalisti in Hitachi rail, tre arresti

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  13 giugno 2026 17:49

Tre persone sono state arrestate dalla Squadra mobile di Reggio Calabria per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Tra queste c'è il sindacalista della Confsal-Fismic Maurizio Chiarolla, di 48 anni, candidato del centrosinistra alla presidenza della V circoscrizione Reggio Centro-Sud.

Nei suoi confronti, su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli, il gip Claudia Colli ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita anche nei confronti degli indagati Salvatore Aricò e Roberto Puglia.
    Tutti e tre gli arrestati, secondo la Dda, avrebbero minacciato Antonio Hanaman e Gabriele Labate, sindacalisti rispettivamente della Cisl e della Uil, affinché questi ultimi desistessero dall'intraprendere ogni iniziativa sindacale che potesse ostacolare l'assunzione, da parte delle società operanti all'interno dello stabilimento Hitachi Rail spa di Reggio Calabria, di lavoratori sponsorizzati da Chiarolla.
    Chiarolla, Aricò e Puglia sono anche accusati dell'incendio, avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2025, che ha distrutto le auto dei due sindacalisti. Rogo che, stando alla ricostruzione della Squadra mobile, sarebbe stato innescato da un quarto indagato per il quale il gip ha rigettato l'arresto.
    L'inchiesta della Dda è partita da un'altra tentata estorsione per la quale è indagato Maurizio Chiarolla. Tentata estorsione che ha portato, il 30 giugno 2024, all'incendio che ha distrutto l'auto di Nunzio Blandini, manager della Miri Spa, un'impresa che opera in subappalto della Hitachi. Pure a lui, secondo gli inquirenti, il sindacalista arrestato voleva imporre assunzioni di operai e voleva costringerlo a omettere licenziamenti di soggetti iscritti alla Confsal-Fismic.

In merito ai gravissimi atti intimidatori verificatisi lo scorso anno nei confronti dei lavoratori Gabriele Labate e Antonio Hanaman, tra cui l’incendio dei veicoli di proprietà dei due colleghi, la FIM CISL e la UILM UIL Calabria ringraziano per l’attività investigativa condotta dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, che ha portato all’adozione di una misura restrittiva nei confronti di un rappresentante della Fismic Confsal. 
Nel rispetto della presunzione di non colpevolezza e in attesa che la vicenda sia definita in tutti i gradi di giudizio, si esprime apprezzamento alle istituzioni per l’impegno dimostrato nella tutela del territorio e della comunità produttiva.
Sin dalle prime fasi della vicenda, le Segreterie Nazionali della FIM CISL e della UILM UIL hanno garantito pieno sostegno, assumendo una posizione ferma a difesa della legalità all’interno dello stabilimento.
Si ribadisce con fermezza che comportamenti e metodi finalizzati a intimidire, minacciare o creare un clima di paura non hanno alcuna attinenza con la tutela dei lavoratori, con la democrazia sindacale o con il rispetto delle persone, e non possono trovare spazio in alcun ambito produttivo. I fatti contestati rappresentano episodi di gravità assoluta, che vengono condannati senza esitazioni. 
Per la FIM e la UILM, il sito HITACHI RAIL STS di Reggio Calabria rappresenta un presidio di valore assoluto per il territorio: non solo un importante punto di riferimento industriale ed economico, ma anche un presidio di legalità. FIM e UILM si impegnano a fare tutto quanto necessario per preservarne l’integrità, su entrambi questi fronti.
Si esprime piena solidarietà ai lavoratori coinvolti, alle loro famiglie e a tutta la comunità produttiva, segnata da eventi inaccettabili.
L’impegno della FIM e della UILM Calabria prosegue nella difesa dei diritti, della sicurezza e della dignità di tutti i lavoratori, nella piena trasparenza e nel rispetto delle regole.
RSU Hitachi Rail STS e Segreterie Regionali FIM CISL e UILM UIL Calabria


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