
Aumento dei casi di epatite A in Calabria, al punto che i reparti di malattie infettive degli ospedali registrano una impennata di ricoveri.
Secondo quanto emerge, negli ultimi giorni sono sensibilmente aumentate le diagnosi di questa patologia. L'ipotesi più accreditata è che il fenomeno possa essere collegato alle continue ondate di maltempo che si sono registrate nella regione, che potrebbero avere provocato una miscelazione o comunque una contaminazione dell'acqua potabile con scarichi fognari.
La situazione è sotto osservazione da parte di tutte le istituzioni coinvolte.
IL PARERE DELL'ESPERTO
“Alla comparsa dei sintomi rivolgersi immediatamente al medico per le prescrizioni necessarie. Evitare il consumo di frutti di mare crudi e cuocere bene il pesce in generale. Non creiamo allarmismi ma mantenere un elevato livello di attenzione”. L'invito è di Cristina Mussini, professore ordinario di Malattie Infettive presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena e presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), commentando il focolaio di epatite A sviluppatosi in Campania.
Le indagini in corso indicano una possibile correlazione con fenomeni ambientali, in particolare le forti e prolungate piogge dei mesi invernali che potrebbero aver favorito contaminazioni di alcune aree marine. In questo contesto sono stati individuati mitili positivi al virus dell’epatite A, elemento che rafforza l’ipotesi di una trasmissione alimentare legata al consumo di molluschi crudi o insufficientemente cotti. Tuttavia, non tutti i casi segnalati risultano associati al consumo di frutti di mare, a conferma di un quadro epidemiologico complesso e ancora in fase di approfondimento.
Sul piano della prevenzione, le indicazioni riguardano l’attenzione alla sicurezza alimentare e alle norme igieniche, insieme al ruolo della vaccinazione come strumento efficace per limitare la diffusione dei focolai, in particolare tra i soggetti più vulnerabili.
La Simit invita inoltre a evitare allarmismi e a mantenere un’informazione corretta, sottolineando che le autorità sanitarie stanno monitorando la situazione e adottando le misure necessarie.
L’epatite A è generalmente una patologia autolimitante, ma può evolvere in forme più gravi nei soggetti fragili, negli anziani e in chi presenta patologie epatiche preesistenti. “Alla comparsa di ittero, urine molto scure o feci chiare è importante rivolgersi tempestivamente al medico”, precisa Mussini. Tra i segnali di allarme anche alterazioni dello stato mentale ed eventuali emorragie, condizioni che richiedono un accesso immediato al pronto soccorso.
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