Aumento dei prezzi, lo sfogo dei commercianti di Catanzaro: "Saremo costretti a far pagare di più i clienti"

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images Aumento dei prezzi, lo sfogo dei commercianti di Catanzaro: "Saremo costretti a far pagare di più i clienti"

  19 gennaio 2022 16:07


di CARMEN MIRARCHI  

Da tanto se ne parla anche se la speranza di tutti era quella di un forte intervento del Governo per evitare che i rincari legati alla produzione si a andassero a ripercuotersi su vendita al dettaglio o sulle famiglie.

Nessun intervento concreto, i piccoli interventi economici del Governo sono stati troppo esigui e cosi la stangata è arrivata.
Per il commercio al dettaglio di beni primari, per i bar, i ristoranti e le piccole attività di quartiere la sopravvivenza diventa sempre più difficile. Gli aumenti sono legati alla pandemia anche se il realtà si tratta di motivazioni più ampie legate al processo di globalizzazione capitalista.

Difficile da spiegare al cliente finale il perché si è dovuto aumentare il costo di un bene come il pane o il caffè, ma la realtà è che ormai i costi per gli stesso commercianti sono talmente alti da determinare alcune volte le chiusure delle piccole attività.



"Il caffè al momento non lo aumento perché sono un bar di quartiere, lavorerò io di più sacrificando il mio guadagno o  forza lavoro. I miei clienti sono anche pensionati e quando gli spieghi che gli aumenti finali sono legati agli aumenti delle materie prime rispondono giustamente che le pensioni non sono aumentate. Sino a quando potrò manterrò i prezzi bassi. Ci sono però alcune bibite che vendiamo tantissimo il cui prezzo è davvero elevato adesso e che anche per il cliente dovrà per forza essere più alto, parlo di una nota bibita calabrese" ci spiega il proprietario di un bar al porto di Catanzaro Lido.

Per le piccole attività che vendono beni di prima necessità, i cosiddetti alimentari generici, la situazione è davvero preoccupante. Ci spiegano che il prezzo del pane per loro è di 1,60 al chilo e che dunque per coprire almeno le spese dovranno aumentarlo un minimo per il cliente finale. "Il costo del pane e dell'acqua è alle stelle. I fornitori a cui abbiamo chiesto spiegazioni ci rispondono che i costi sono maggiori anche per loro e che non possono che esserci dei rincari. Ovviamente a questo c'è da aggiungere l'aumento del 100% dell'energia elettrica e tutte le situazioni legati alla pandemia,  non ultimo il controllo di mascherine e Greenpass" ci dice la titolare di un piccolo market. "Alla fine sopravviveranno solo le grandi distribuzioni perché con acquisti in grandi quantità riusciranno ad avere dei prezzi inferiori" questo sostanzialmente il commento di vari commercianti di Lido a telecamere spente.

Anche  i costi di beni legati alla zootecnia e all'agricoltura hanno avuto una brusca impennata.
"La ragione è da ricercare un dinamiche economiche ventennali legate anche all'affermarsi della Cina che ha praticamente monopolizzato il mercato"  dice invece una giovane commerciante.

Incremento sostanzioso anche per la frutta e la verdura, soprattutto gli ortaggi hanno prezzi vertiginosi. Si salvano i prodotti locali come i mandarini ma per il resto i fornitori hanno dovuto aumentare il costo per i commercianti ed i clienti non possono più permettersi l'acquisto di determinati beni. Fra questi addirittura finocchi, zucchine e melanzane.
"Lavoriamo dalle 4 di mattina alle 20 ma no  guadagnano come prima,  cerchiamo di mantenere i prezzi bassi per andare incontro al cliente ma è difficile. A questo aggiungiamo la pandemia con un ristoro di soli 2000 euro, il costo del bollette cresciuto del 100% e l'attività spesso illegale degli ambulanti. Noi siamo controllati mentre quest'ultimi lavorano senza nessun problema e controllo e quando chiamiamo i vigili per segnalare spesso ci dicono che sono in pochi e non riescono ad intervenire" dichiara un giovane proprietario di un negozio di frutta e verdure nel quartiere Fortuna di Catanzaro.

L'aumento del costo dell’energia, ma non solo questo, ha inciso non soltanto sulle bollette di elettricità e gas, ma anche su una serie di beni primari, che vanno dalla sanità alla spesa alimentare. Il governo Draghi ha stanziato 3,8 miliardi di euro per attenuare l’impatto dei rincari, ma la situazione è ancora critica. 
La CGIA di Mestre ha stimato che soltanto nei primi sei mesi del 2022 si potrebbero perdere circa 500.000 posti di lavoro. Molte aziende ad alto consumo energetico, dal vetro alla carta, passando per cemento, plastica, alimentazione, meccanica pesante e ceramica, potrebbero essere obbligate a sospendere, anche temporaneamente, la produzione. 

La Federconsumatori ha analizzato una serie di prodotti ed effettuato una stima sui rincari 2022, soltanto per la spesa alimentare i prezzi cresceranno di più del 4%. Ecco il quadro complessivo degli aumenti in percentuale e in euro previsti per il 2022, in ordine di ‘peso’ per i budget delle famiglie.
1. Tariffe luce e gas (332,82 – 18,9%).
2. Alimentazione (299,60 – 4,2%).
3. Trasporti (172,67 – 3,2%).
4. Scuola (83,84 – 0,8%).
5. Prodotti e servizi casa (83,79 – 2,7%).
6. Tariffe professionali-artigiani (62,74 – 2,9%).
7. Prestazioni sanitarie (44,90 – 3,4%).
8. Ristorazione (41,01 – 2,6%).
9. Assicurazioni auto (32,69 – 2,3%).
10. Tariffa acqua (23,63 – 3,6%).
11. Tari (19,42 – 3,1%).
12. Costi bancari (15,07 – 2,1%).
13. Comunicazioni (13,50 – 1,8%).
14. Tariffe autostradali (3,12 – 3,4%).

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