Autonomia, Palaia: "Legge frutto di baratto che sgretola il Paese, non finisce qui"

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images Autonomia, Palaia: "Legge frutto di baratto che sgretola il Paese, non finisce qui"
Daniela Palaia
  19 giugno 2024 13:50

"C’è un solo aggettivo per qualificare la foto che mostra i leghisti calabresi mentre sventolano la bandiera della nostra Regione confondendola tra i vessilli storici dei secessionisti del Nord. L’aggettivo è: raccapricciante. Perché solo così può essere definito lo spettacolo andato in scena e visto alla Camera dopo l’approvazione dell’autonomia differenziata. Lo strappo, lo sgretolamento del Paese è stato consumato ed è impressionante il combinato disposto tra questo e l’approvazione in Senato della riforma sul premierato che stravolge la Costituzione repubblicana. È la rappresentazione plastica di un governo le cui componenti sono completamente e irresponsabilmente intrise della logica del baratto. Una cosa a te, una a me. Un pasto tribale e cannibale, consumato con il corpo vivo dell’Italia".

Lo scrive in una nota la consigliera, Daniela Palaia.

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"Nessuno di loro ha inteso sentire ragioni. Nessuno di loro ha inteso dare ascolto ai campanelli di allarme che segnalavano un disegno pseudo riformatore raffazzonato, superficiale, capace di cristallizzare i divari tra le aree più ricche e quelle più svantaggiate del Paese segnandone la pressoché definitiva marginalizzazione. Campanelli d’allarme che non sono arrivati solo dal Sud ma anche da quello stesso Nord che si vorrebbe “liberare”, da istituzioni e osservatori terzi, che con dati oggettivi alla mano hanno dimostrato più e più volte l’avventurismo e la follia di ciò che si andava legiferando.

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Nessuna disponibilità all’ascolto, nessuna condivisione della necessità di approfondire, più volte evidenziata e non solo a livello politico. Le forze di governo avevano un solo obiettivo, attaccare ciascuna uno scalpo al proprio cinturone e di fronte a questo obiettivo sono andate avanti come un treno, soffocando il dibattito, imponendo il blitz notturno del voto.

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Ma non finisce qui. Il Sud, che ha già dato ampiamente prova di saper valutare ascari e nemici, non se ne starà con le mani in mano. Gli strumenti non mancano, dalla mobilitazione al referendum. Non può essere consentito che l’Italia nata dal Risorgimento, che la Repubblica una e indivisibili nata dalla Resistenza, si trasformino in un coacervo di stati e staterelli perché così ha voluto un governo di avventurieri".

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