“Riteniamo sussistano gravi irregolarità nelle procedure di riscossione adottate per la riscossione dei proventi dell’autovelox di Simeri Crichi". Così il Codacons commenta quanto accaduto ad un automobilista cui è stata notificata una richiesta di pagamento da 300 euro.
L’ingiunzione, emessa da LaB Consulenze Srl per conto del Comune, riguardava una multa originaria di 173 euro oltre 17,05 di spese. L’automobilista aveva pagato 138,75 euro, convinto – per la confusione legata alla data di notifica – di poter usufruire dello sconto del 30%. In realtà, la somma corretta da pagare entro 60 giorni era 190,65 euro. Di conseguenza, il residuo dovuto era di appena 51,90 euro. Nonostante ciò, è stata emessa un’ingiunzione da 300 euro, ignorando il pagamento parziale già effettuato e applicando maggiorazioni calcolate come se il cittadino non avesse mai pagato nulla.
“Si tratta di una condotta gravissima e scorretta – spiega l’avv. Francesco Di Lieto vicepresidente nazionale del Codacons – che porta a chiedere due volte lo stesso debito e viola i principi di buona amministrazione”.
L’autovelox contestato
Il verbale deriva da un autovelox non omologato, che a più riprese la Cassazione (10505/2024, 20913/2024, 1332/2025, 10365/2025) ha già dichiarato non idoneo a produrre accertamenti validi. Nonostante ciò, a Simeri Crichi lo strumento continua ad essere utilizzato, generando contenziosi e minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. “È evidente – aggiunge Di Lieto – che l’autovelox non viene usato per la sicurezza stradale, ma solo per far cassa”.
Il Codacons ricorda che, per legge (art. 208 CdS), i proventi delle multe devono essere destinati a sicurezza, segnaletica e manutenzione delle strade. Gonfiare gli importi o riscuoterli tramite strumenti illegittimi significa sottrarre risorse che dovrebbero tornare a beneficio della collettività.
Le richieste
Il Codacons chiede al Comune di Simeri Crichi, nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza, di controllare l’operato del concessionario e verificare tutte le ingiunzioni emesse negli ultimi anni. Chiediamo - prosegue Di Lieto - al Prefetto di Catanzaro di garantire legalità e correttezza nelle procedure di riscossione e confidiamo in un intervento della Corte dei Conti per danno erariale derivante da indebite duplicazioni di crediti nonché all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche scorrette.
“Non siamo davanti a un semplice errore – conclude Di Lieto – ma a un sistema che rischia di colpire i cittadini con importi gonfiati, multe illegittime, regole distorte e mancato riconoscimento dei pagamenti già effettuati. Una vera e propria trappola per i cittadini. Pretendiamo trasparenza, rispetto della legge e tutela dei diritti dei contribuenti”.
Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019.
Direttore responsabile: Enzo Cosentino. Direttore editoriale: Stefania Papaleo.
Redazione centrale: Via Cardatori, 9 88100 Catanzaro (CZ).
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Aruba S.p.a.
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 0961 873736