Avvisi per la scelta del segretario e del dg del Consiglio regionale, i dubbi del consigliere Francesco Pitaro

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Il consigliere regionale, Francesco Pitaro

Il consigliere ha chiesto (attraverso formale istanza) l’intervento del Presidente della Regione, del Presidente del Consiglio regionale, dell’Ufficio di Presidenza, del Prefetto di Reggio Calabria e del Ministro per gli Affari regionali.

  17 aprile 2021 13:52

Circa gli “avvisi” per la scelta del Segretario generale e del  Direttore generale del Consiglio regionale, il consigliere  Francesco Pitaro ha chiesto (attraverso formale istanza) l’intervento del Presidente della Regione, del Presidente del Consiglio regionale, dell’Ufficio di Presidenza, del Prefetto di Reggio Calabria e del Ministro per gli Affari regionali.

 “Ciò - spiega Pitaro - al fine di fermare un iter amministrativo sbagliato, sia in punto di diritto che istituzionalmente e politicamente, in quanto: 1) innescato in una fase di prorogatio della legislatura che prescrive solo atto di ordinaria amministrazione; 2) esclude la partecipazione degli esterni, e davvero non si comprende quale sia l’utilità per il Consiglio; 3) condiziona la nuova  legislatura, essendo i contratti della durata di tre anni; 4) scandalosamente prevede somme annue (240 mila euro) superiori persino all’indennità del Presidente della Repubblica”. 

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Nell’istanza, Pitaro spiega che “con deliberazione N. 21 del 26/6/2021 l’Ufficio di Presidenza ha conferito all’avv. Maria Stefania Lauria, dirigente del Consiglio regionale, l’incarico di Segretario/Direttore generale reggente con il mandato di predisporre gli avvisi per il conferimento degli incarichi di Segretario generale e Direttore generale. Tuttavia, contravvenendo anche a  quanto disposto con detta  deliberazione, è stato l’Ufficio di Presidenza ad emanare gli avvisi interni per il conferimento dell’incarico di Segretario generale e Direttore generale”.  Inoltre, “secondo quanto previsto nei detti avvisi, i nominandi continueranno a percepire l’abnorme somma di euro 240.000,00 ciascuno all’anno”.

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Pitaro segnala che “gli avvisi sono stati emessi dall’Ufficio di Presidenza che è organo politico e, pertanto, non competente. E ciò in quanto, com’è noto, le selezioni sono tipici atti di gestione e rientrano nella competenza dell’apparato gestionale/amministrativo, come si evince dall’art. 11 bis del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi del Consiglio. In cui è disposto che ‘Ai fini del conferimento degli incarichi di cui agli articoli 10 e 11 (Direttore generale e Segretario generale) il settore del Consiglio competente, su richiesta dell’Ufficio di Presidenza, procede a predisporre e rendere pubblici due distinti avvisi”. Come d’altronde si coglie “anche dalla deliberazione N. 21 con cui l’Ufficio di Presidenza ha dato mandato al Segretario/Direttore generale di predisporre gli avvisi per il conferimento degli incarichi. Il che evidenzia l’incompetenza dell’Ufficio di Presidenza nella emanazione degli avvisi de quibus”.

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Il fatto, poi, che gli avvisi siano rivolti esclusivamente ai soggetti interni, “viola, ancora una volta, l’art. 11 bis (‘Ai fini del conferimento degli incarichi di cui agli articoli 10 e 11 del presente regolamento il settore del Consiglio competente, su richiesta dell’Ufficio di Presidenza predispone due distinti avvisi, il primo destinato a verificare prioritariamente professionalità interne il secondo diretto a valutare le candidature esterne’). In sostanza, gli avvisi  per gli interni e per gli esterni devono essere emessi contestualmente, mentre sono stati emessi due avvisi rivolti solo al personale interno”.

Aggiunte Pitaro: “Del resto, a fronte dell’esoso compenso, l’interesse del Consiglio è palesemente quello di rivolgersi anche all’esterno, al fine di potere fare accedere alla selezione figure che, da un lato,  siano in possesso di curricula e competenze e capacità di livello altissimo per  qualificare l’attività amministrativa e legislativa, e dall’altro abbiamo la capacità di  relazionarsi proficuamente con il Governo e con l’Europa in modo utile per il Consiglio regionale”.

Nell’istanza l’altra anomalia indicata è “la previsione di contratti per la durata di tre anni con la conseguenza di condizionare la prossima legislatura, il che confligge con il regime di prorogatio che impone di adottare solo atti indifferibili ed urgenti”.

Circa “l’attribuzione per ciascuna delle figure dell’importo annuale di euro 240.000,00 ( superiore a quello percepito dal Capo dello Stato) di cui euro 56.499,60 previsti a titolo di ulteriore indennità ai sensi dell’art. 17 della L. 8/1996”, il consigliere regionale afferma: “E’ di tutta evidenza  la illogicità ed abnormità di un tale importo di retribuzione, soprattutto se riferito all’attuale crisi economica e sociale scaturita dall’emergenza sanitaria che in Calabria assume criticità sociali allarmanti”.

Ai destinatari dell’istanza, Pitaro chiede di “tempestivamente intervenire al fine di accertare ed emendare le violazioni che caratterizzano gli avvisi predetti e di procedere, utilizzando gli strumenti di legge e adottando le necessarie iniziative politico/amministrative, alla riduzione dello sproporzionato importo retributivo annuo previsto per ciascuna delle figure”.

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