Barriere architettoniche a Catanzaro, la questione approda al Comune

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L'accesso principale al Comando dei vigili urbani del capoluogo
  18 luglio 2019 16:57

di ANTONELLA SCALZI

Barriere architettoniche, l'incubo dei disabili catanzaresi è approdato a Palazzo de Nobili. Nessuna decisione assunta, ancora, ma il presidente della commissione Urbanistica, Patrimonio, Polizia urbana, Mobilità e Traffico, Antonio Mirarchi, ha inserito il problema nell'agenda politica del Comune. Sua l'idea di invitare in commissione l'assessore ai Lavori pubblici, Franco Longo, e quello ai Servizi sociali, Lea Concolino. Bisognerà capire qual è la disponibilità finanziaria che si potrà investire per provare a invertire la rotta e poi decidere come farlo. Questa la consapevolezza di un incontro preparatorio che dovrà ripetersi alla presenza del vicesindaco Ivan Cardamone in quanto titolare del Patrimonio.

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Quel che è certo è che, se in una città che già soltanto per la sua conformazione geografica è poco adatta ai diversamente abili, si deciderà di intervenire si partirà dagli uffici pubblici. In cima alla lista proprio Palazzo de Nobili che, nonostante sua munito di ascensore non è accessibile a un disabile che debba richiedere la carta d'identità. E poi l'ufficio Tributi - Acquedotto - Patrimonio, sempre del Comune, sempre e totalmente inaccessibile. Da non dimenticare anche il Comando dei vigili che di ingressi ne ha due, ma che diventa accessibile a chi, magari in carrozzina, debba richiedere un pass per il parcheggio. E i parcheggi, soprattutto le agognate strisce gialle, sono l'altra nota dolente di problema che coinvolge l'intera città e che non è mai stato affrontato nella sua interezza.

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Ed è di pochi giorni fa lo sfogo di un vicentino trapiantato a Catanzaro (leggi qui) per i problemi di salute della moglie. Di certo la risoluzione è ancora lontana, ma tante storie complicate e tristi sembrano aver scosso le coscienze al Comune facendo emergere almeno la consapevolezza che il problema esiste e che non è più possibile ignorarlo.  

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    È l’incubo che sui tre colli vivono tanti disabili. Storie più o meno gravi si trovano a ogni angolo del capoluogo di regione. Sono storie da brividi anche a causa della conformazione di una città dove salite e scale sono praticamente inevitabili. Storie che spesso si trasformano in dramma  e tra queste c’è anche l’incubo di un vicentino di nascita che vive nel capoluogo di regione per amore. La moglie è di Catanzaro, ma la sua non è una bella storia di emigrazione al contrario.

Sullo sfondo non c’è il Sud che batte il Nord, c’è un uomo innamorato della sua compagna, una donna che sta combattendo la sua battaglia per la vita. Antonello Sartori vorrebbe sentire il calore di una città piccola, vorrebbe che la moglie potesse sentirsi meno sola nella sua città e invece fa i conti, tutti i giorni, con una realtà che sa di beffa. È deluso da una città che non è a misura di disabile.

Il contatto con i vigili è costante, ma l’incubo è quotidiano come la battaglia che la coppia conduce «contro l'indifferenza della gente e spesso contro le Istituzioni». E la sintesi è agghiacciante: «Burocrazia senza pietà». Per questo si sono rivolti al Codacons. Vivono in via De Riso. La loro non è, dunque, una storia che ruota attorno alle periferie abbandonate. È piuttosto l’odissea di una coppia che tocca con mano la carenza di parcheggi per disabili e soprattutto l’inciviltà di chi quei pochi posti riservati li occupa senza averne alcun diritto.

«Ci sentiamo soli e mal aiutati». Antonello Sartori è un uomo stanco di vedere la moglie soffrire nell’indifferenza generale, ma il suo non è e non vuole essere uno sfogo fine a se stesso. Anzi. La sua storia, in fondo, potrebbe fare da apripista a un cambiamento di cui a Catanzaro si discute da tempo.  Un mutamento culturale: questo il sogno di una coppia che ha bisogno di riconquistare subito la propria quotidianità per concentrarsi soltanto sulla battaglia contro quel tumore al seno che ha stravolto la loro vita.

Da qui le proposte: «Aumentare il numero di strisce gialle e attivare un numero whatsApp attraverso il quale i cittadini possano segnalare alle autorità competenti i casi di chi parcheggia senza diritto».

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