Riduzioni di pena per due tra gli imputati ritenuti centrali nell’inchiesta “Basso Profilo”. La Corte d’Appello di Catanzaro ha rideterminato a 26 anni di reclusione la condanna per l’imprenditore Antonio Gallo, inizialmente condannato a 30 anni, figura considerata di primo piano nell’indagine e ritenuta vicina al clan Trapasso di San Leonardo di Cutro. Confermata l'assoluzione per Tommaso e Saverio Brutto.
Pena ridotta anche per l’imprenditore Umberto Gigliotta, che passa da 30 anni a 20 anni e 4 mesi di carcere.
Sono queste le principali decisioni adottate dal collegio della Corte d’Appello di Catanzaro, presieduto da Carlo Fontanazza, con a latere Domenico Commodaro e Abigail Mellace, al termine del processo di secondo grado scaturito dall’inchiesta sui presunti intrecci illeciti tra le cosche crotonesi e il mondo dell’imprenditoria.
Tra le altre decisioni: 2 anni e 9 mesi per Glenda Giglio (assolta in primo grado); 5 anni e 4 mesi per Ieso Marinaro (7 anni e 2 mesi in primo grado); 15 anni e 4 mesi per Andrea Leone (18 anni in primo grado); 5 anni per Francesco Le Rose (4 anni e 8 mesi in primo grado); 3 anni e 8 mesi per Liberato Giuseppe Paciullo (4 anni e 4 mesi in primo grado); 5 anni per Daniela Paonessa (7 anni e 2 mesi in primo grado).
Assolti Antonio Santo Bagnato (6 anni e 6 mesi in primo grado), Umberto Rotundo (2 anni e 2 mesi in primo grado) e Rolando Russo (3 anni e 4 mesi in primo grado).
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