Benevento-Catanzaro 1-1, Mignani: “Punto meritato, la squadra non si è disunita”

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Credit: Us Catanzaro 1929

  27 ottobre 2026 22:30

di CARLO MIGNOLLI

“Credo che, alla fine, sia un punto meritato, anche per quanto riguarda la prestazione”. Michele Mignani comincia la sua avventura sulla panchina del Catanzaro con un pareggio per 1-1 sul campo del Benevento, al termine di una gara in cui i giallorossi hanno mostrato segnali di reazione dopo il pesante 1-6 casalingo contro l’Ascoli e un avvio di campionato estremamente complicato. A decidere la sfida è il guizzo di Nicolò Buso al 92’, una rete pesantissima non soltanto per la classifica, ma soprattutto per il morale di una squadra chiamata a ritrovare fiducia dopo aver raccolto appena quattro punti nelle prime otto giornate.

Il nuovo tecnico, subentrato a Giorgio Gorgone, ha avuto pochissimo tempo per conoscere il gruppo e preparare la partita. Un giorno e mezzo di lavoro non poteva bastare per rivoluzionare la squadra, ma la risposta arrivata dal campo rappresenta un primo segnale incoraggiante. Mignani ha trovato un gruppo provato dalle difficoltà, ma disposto a mettersi immediatamente a disposizione, capace di reagire allo svantaggio e di cercare fino all’ultimo l’episodio utile per evitare la sconfitta. Una serata speciale anche sul piano personale per l’allenatore, che al Vigorito si è ritrovato di fronte il figlio Guglielmo, calciatore del Benevento, vivendo per la prima volta da avversario in Serie B una sfida che entrambi sognavano.

Il primo aspetto sottolineato da Mignani riguarda proprio le condizioni in cui ha iniziato il suo percorso alla guida delle Aquile: "È difficile rispondere a queste domande, perché ho avuto un giorno e mezzo per stare con la squadra. Dopo aver perso una brutta partita e aver vissuto un inizio di campionato del genere, è chiaro che non ho trovato un gruppo che sprizzasse euforia da tutte le parti. Sono ragazzi che si sono messi subito a disposizione. Ho visto nei loro occhi la voglia di provare a seguire le tre cose che ci eravamo riproposti di fare durante la partita, per cui secondo me è un buon punto di partenza”.

L’allenatore non nasconde che servirà tempo per trasferire alla squadra le proprie idee, soprattutto considerando un calendario che non concede pause: “Quanto ci vorrà? Non lo so. Sicuramente ci vuole un po’ di tempo, perché non abbiamo la possibilità di lavorare con continuità: c’è un’altra partita a pochi giorni di distanza. Per mettere dentro determinati concetti serve tempo”. Una prima risposta, dunque, è arrivata soprattutto sul piano dell’atteggiamento, mentre il lavoro quotidiano dovrà permettere di costruire progressivamente una squadra più consapevole e capace di interpretare le diverse fasi della partita.

Passando all’analisi della gara, Mignani riconosce i meriti del Benevento, formazione che considera in un momento particolarmente positivo: “Abbiamo trovato una squadra che, secondo me, in questo momento è una delle formazioni che stanno meglio, che ha acquisito confidenza e sicurezza sia con il campionato sia con se stessa. Nella prima mezz’ora abbiamo fatto fatica, abbiamo sbagliato qualcosa, concesso molto palleggio e perso campo. Questo è stato merito loro, ma anche demerito nostro, perché non siamo riusciti a fare quello che pensavamo di poter fare”.

Il Catanzaro è però riuscito a crescere con il passare dei minuti, ritrovando progressivamente le distanze e riuscendo a rimanere dentro la partita: “Nella seconda parte del primo tempo siamo cresciuti e siamo rientrati in gara. Pensavo che il secondo tempo sarebbe stato diverso dal primo, ma siamo andati sotto. La squadra, comunque, non si è disunita. Chi è entrato ci ha dato energia e questo è importante. Magari non abbiamo creato tantissime occasioni da rete, ma siamo arrivati tante volte nell’area del Benevento. Alla fine, dal mio punto di vista, è un punto meritato anche per la prestazione”.

“Negli ultimi minuti saltano un pochino gli ordini, - prosegue l'allenatore - poi diventa una partita che si gioca sui nervi e sulle palle un po’ più sporche. È chiaro che il Benevento ha avuto delle possibilità in ripartenza per farci male, perché noi dovevamo forzare la partita e lo abbiamo fatto, inserendo tanti giocatori offensivi. I ragazzi, però, sono stati bravi a restare in partita, a non disunirsi e a reggere l’urto. Questo, secondo me, è un segnale importante per noi, perché probabilmente in altre partite si sarebbero lasciati un po’ andare”.

La serata del Vigorito ha regalato a Mignani anche un’emozione particolare. Dall’altra parte del campo c’era infatti il figlio Guglielmo, che veste la maglia del Benevento e che il tecnico ha ritrovato da avversario proprio nella sua prima partita alla guida delle Aquile: “Per quanto riguarda il fatto che sia entrato bene ad Arezzo e abbia segnato, sono ovviamente molto contento per lui. Poi le scelte le decide il mister e Guglielmo ha soltanto il compito di metterlo in difficoltà e di accettare qualsiasi decisione. Per quanto riguarda il fatto di esserci ritrovati, mi ha fatto davvero piacere. Anche oggi ho visto un avversario fastidioso, che avrebbe voluto in tutti i modi fare gol per il Benevento, per la squadra del padre. Era un po’ il nostro sogno ritrovarci sul campo da avversari, soprattutto in Serie B, perché è una categoria che lui si è conquistato e ha sudato. Mi ha fatto veramente piacere trovarlo”.

Mignani riparte dunque da un punto che vale più di quanto dica la classifica. Non basta per cancellare le difficoltà di un avvio da appena quattro punti in otto giornate, né per risolvere in pochi giorni i problemi della squadra. È però un risultato che può restituire fiducia all’ambiente, dare ai giocatori una prima conferma del lavoro svolto e consentire al nuovo tecnico di affrontare i prossimi impegni con una base da cui ripartire. 

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