
di SANDRO BENINCASA
Dopo cinque anni la Pineta di Siano riapre i cancelli in silenzio. Niente inviti alla città, laboratori didattici o visite guidate con esperti. Il dubbio che divide Catanzaro: scelta di stile o un modo per nascondere i lavori non ancora finiti? I cancelli del Parco Li Comuni sono nuovamente aperti, ma in città in pochissimi lo sanno. La storica Pineta di Siano, chiusa dal devastante incendio del 2021 per i complessi lavori di messa in sicurezza, è tornata accessibile attraverso un taglio del nastro sottotono, riservato a pochi intimi e privo di una vera campagna di comunicazione.Per una città Capoluogo di Regione e per un’area verde di fondamentale valore naturalistico, l'evento ha lasciato un forte senso di incompiutezza.Come doveva essere: cultura, didattica ed esperti sul campo
L'arrivo in un bene pubblico di questa portata non doveva ridursi a un passaggio burocratico. Per fare davvero il bene della città e ricucire il legame tra i cittadini e la pineta, l'evento avrebbe dovuto puntare su tre pilastri fondamentali:Un invito aperto a tutta la città: Trasformare la riapertura in una vera manifestazione culturale, un momento di festa popolare capace di chiamare a raccolta famiglie, giovani, sportivi e associazioni da tutta la provincia.Piani di lavoro e laboratori didattici: Organizzare percorsi educativi dedicati ai bambini e alle scuole, con attività pratiche sul campo per insegnare l'importanza della tutela ambientale e della prevenzione degli incendi.Visite guidate con esperti della natura: Mettere a disposizione guide botaniche, forestali e tecnici per accompagnare le persone lungo i sentieri, spiegando le caratteristiche dell'ambiente, le specie vegetali rinate e il grande lavoro svolto per salvare la pineta. Il nodo centrale: il parco è pronto solo a metà?
Di fronte a un'inaugurazione così timida e priva di iniziative, in molti si pongono una domanda inevitabile: perché si è scelta la strada del basso profilo?La risposta potrebbe risiedere nelle condizioni effettive dell'area. Il sospetto diffuso è che la manifestazione sia stata limitata proprio perché il parco non è ancora completato al 100%. Le carenze ancora visibili sul campo giustificherebbero la prudenza delle istituzioni:Cantieri e aree ancora da rifinire: Alcune zone potrebbero necessitare di ulteriori interventi di messa in sicurezza o pulizia del sottobosco.Servizi e infrastrutture incomplete: Segnaletica dei sentieri non del tutto installata, punti ristoro non ancora operativi e servizi igienici da perfezionare.
Paura delle polemiche: Organizzare un grande evento avrebbe puntato i riflettori non solo sulla riapertura, ma anche su tutto ciò che ancora manca per rendere il parco pienamente funzionale.
Pretendere trasparenza per vivere il parcoSe da un lato la riapertura resta un segnale positivo e atteso da anni, dall'altro le modalità con cui è avvenuta lasciano l'amaro in bocca. Se il problema erano le carenze strutturali e i ritardi nei lavori, sarebbe servita maggiore trasparenza verso i cittadini.
La speranza ora è che queste carenze vengano colmate nel minor tempo possibile. Catanzaro merita un parco completo, sicuro e accessibile a tutti, ed è compito della comunità continuare a frequentarlo e a pretenderne la totale valorizzazione.
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