Bertè, Consoli e Tosca: la musica porta il pubblico nei luoghi della storia

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Loredana Bertè sullo sfondo del pubblico che l'ha applaudita a Locri

  03 settembre 2026 08:18

di VITTORIO PIO

Per Loredana Bertè è stato quasi un ritorno a casa. Carmen Consoli ha attraversato lo Stretto portandosi dietro una Sicilia che nella sua musica non è mai semplice provenienza geografica; Tosca è arrivata alla Villa Romana di Casignana dopo anni trascorsi a inseguire canzoni, lingue e tradizioni lungo le rotte del Mediterraneo. Tre esperienze artistiche che, per qualche sera d'estate, si sono date appuntamento in alcuni dei principali siti archeologici della Locride.

È una delle intuizioni più riuscite di “Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare”, l'iniziativa con cui la Regione Calabria ha portato dal 24 al 30 agosto musica, teatro e migliaia di spettatori tra Locri Epizefiri, l'Antica Kaulon di Monasterace, il Teatro greco-romano di Portigliola e la Villa Romana di Casignana. Non soltanto nomi importanti per richiamare pubblico, dunque, ma artisti in grado di stabilire una relazione riconoscibile con i luoghi che li ospitavano.

Con Loredana Bertè questa relazione era innanzitutto personale. Nata a Bagnara Calabra, conserva con la regione un legame che rendeva la presenza a Locri qualcosa di diverso da una normale tappa estiva. La sua è stata anche la proposta più direttamente popolare delle tre, sostenuta da un repertorio entrato da tempo nella memoria collettiva e capace di mettere insieme generazioni differenti.

Carmen Consoli è arrivata dalla sponda opposta dello Stretto. La Sicilia attraversa la sua scrittura attraverso lingua, mito, personaggi, memoria familiare e cultura popolare, senza trasformarsi in rivendicazione identitaria di maniera. Da qualche anno, proprio questa ricerca l'ha posta al centro dell'attenzione anche internazionale nel suo status di fuoriclasse. A Locri Epizefiri questo rapporto con il Mediterraneo trovava un contesto particolarmente pertinente. Non a caso Consoli, durante la manifestazione, ha insistito anche sul rapporto fra cultura e sostenibilità economica, sintetizzandolo nell'idea che si possa vivere di «pane e Divina Commedia».

Con Tosca, altra personalità di spessore elevatissimo per la ferrea conoscenza dei poliedrici materiali affrontati, la prospettiva si è allargata ulteriormente. La sua ricerca degli ultimi anni ha attraversato lingue e repertori, dalla canzone d'autore alle tradizioni popolari. Alla Villa Romana di Casignana il riferimento alla Calabria è diventato esplicito anche attraverso l'omaggio diretto a Otello Profazio, riportando nella serata una figura fondamentale della cultura musicale regionale.

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Foto di Niccolò Morrone

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Bertè parte dunque dalla Calabria, Consoli dalla Sicilia, Tosca da una geografia musicale più ampia. Ad accomunarle è il rapporto con una cultura mediterranea che continua a circolare fra sponde, lingue e tradizioni. In un progetto costruito intorno ad archeologia, mare e identità dei luoghi, la scelta delle tre artiste ha trovato così una coerenza che andava oltre la forza dei rispettivi nomi.

Promossa dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria nell'ambito di Calabria Straordinaria e attuata dall'Ente per i Parchi Marini Regionali, “Luce sui Parchi” ha coinvolto anche Alessandro Siani, Sebastiano Somma e Fabio Macagnino con l'Orchestra del Conservatorio Cilea, affiancando agli spettacoli visite, incontri, itinerari culturali e momenti dedicati alla conoscenza del territorio.

È un aspetto sostanziale. Montare un palco in un'area archeologica non basta a valorizzarla e può persino ridurla a una scenografia particolarmente efficace. L'operazione diventa più interessante quando lo spettacolo funziona come accesso al luogo e offre al pubblico l'occasione di conoscerlo oltre la durata di un concerto.

In Calabria esiste del resto un precedente importante e ormai consolidato. Nei suoi ventisei anni di storia, Armonie d'Arte Festival ha dato un contributo decisivo alla conoscenza e alla valorizzazione del Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, legando progressivamente la propria identità a quella del luogo. All'origine di questa storia c'è un suggerimento di Uto Ughi: fu il violinista a indicare a Chiara Giordano, ideatrice e tuttora direttrice artistica del festival, la possibilità di costruire proprio in quello scenario una manifestazione capace di mettere in relazione spettacolo e patrimonio archeologico.

Quella suggestione è diventata nel tempo un progetto culturale stabile. La continuità della programmazione e il passaggio di artisti italiani e internazionali hanno portato migliaia di spettatori a frequentare l'area, per molti dei quali il festival ha rappresentato anche il primo incontro con Scolacium. Un'esperienza maturata nell'arco di oltre un quarto di secolo che offre oggi un precedente concreto: la valorizzazione attraverso lo spettacolo produce i suoi effetti più profondi quando alla forza dell'evento si aggiunge la continuità.

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Le oltre trentamila presenze indicate nel bilancio di “Luce sui Parchi” confermano la capacità di attrazione della formula. Per la Regione il risultato può diventare ancora più significativo se l'esperienza della Locride verrà considerata un punto di partenza. La Calabria possiede un patrimonio archeologico diffuso, con siti molto diversi per importanza e notorietà, e una programmazione culturale di questo tipo può contribuire a portarli fuori da una frequentazione ancora troppo occasionale.

Il pubblico è arrivato per Bertè, Consoli, Tosca e gli altri protagonisti della settimana. La verifica più interessante comincia adesso: capire se una parte di quelle trentamila persone vorrà tornare a Locri, Kaulon o Casignana, o semplicemente condividere con altri il piacere di esserci stata, anche senza un palco ad aspettarla.

Maddalena Crippa, recente protagonista a Scolacium  per Armonie d'Arte Festival (foto di Massimiliano Natale)