Bianco (Antica Congrega Tre Colli): “Pitta Days” a Catanzaro, formula vincente che ha unito tradizione, storia e convivialità

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images Bianco (Antica Congrega Tre Colli): “Pitta Days” a Catanzaro, formula vincente che ha unito tradizione, storia e convivialità
L’avvocato Francesco Bianco

  17 luglio 2026 07:47

di FRANCESCO BIANCO*

Con la fine delle celebrazioni in onore di San Vitaliano, è calato il sipario sulle giornate celebrative del “Pitta Days”. Dal 14 al 16 luglio, festa religiosa a parte, vera protagonista è stata un’autentica prelibatezza tutta catanzarese, vale a dire il pane tipico “pitta”, che ha recentemente ottenuto il riconoscimento della De.CO..

Tre giorni che hanno visto il centro storico di Catanzaro come palcoscenico di una serie di eventi, i quali hanno unito l’intrattenimento e lo svago con la storia della gastronomia locale.

Senza alcun dubbio una formula vincente, avendo catalizzato l’attenzione del pubblico presente intorno ad un aspetto fortemente identitario. Esprimo quindi un personale plauso all’Amministrazione comunale, con particolare riferimento all’operoso dinamismo degli Assessori Giuliana Furrer e Vincenzo Costantino, nonchè ai soggetti e alle associazioni intervenute.

I numerosi incontri, percorsi enogastronomici e stand dedicati alle eccellenze territoriali, unitamente ai momenti di spettacolo incastonati nell’ambito dell’interamanifestazione, hanno consentito una conoscenza ed unaconsapevolezza verso una specialità tipica proposta in accompagnamento a diversi cibi locali, in primisl’immancabile Re della cucina catanzarese, l’Illustrissimo “morzello”.

La “pitta”, pane tipico quindi, dunque in quanto tale di per sé fortemente simbolico non solo come primo elemento di sostentamento, ma anche come elemento del lavoro dell’uomo, a tacere dell’ulteriore e “alto” significato cristiano, per chi come me è credente. Si comprende di conseguenzal’importanza di tutto questo, nella misura in cui le pratiche alimentari contemporanee sono figlie di tradizioni, valori e contesti ambientali e sociali.

Il racconto del cibo tipico rappresenta uno strumento di viva espressione culturale, perché strettamente correlato alle nostre radici, al nostro patrimonio, alla nostra appartenenza ad una comunità.

Aggiungo che, come ormai predica da tempo una narrazione non sempre realizzata, la valorizzazione dei prodotti gastronomici impedisce una omologazione globale, dando luogo a tre benefici principali: 1) la tutela del territorio, attraverso la salvaguardia delle tecniche di produzione e delle ricette storiche; 2) la crescita economica e turistica, attraverso i circuiti di filiera corta e una enogastronomia di nicchia, a sua volta decisiva per un turismo di qualità e non massivo; 3) la consapevolezza del consumatore, legata ad una domanda di autenticità e tracciabilità. Con i diversi soggetti coinvolti, operatori economici di settore compresi, ho visto con piacere un po' tutto questo. Una manifestazione ampiamente partecipata e consapevole, senza dare luogo ad una situazione di caos e disordine, anche sotto il profilo organizzativo e logistico. Non è poco.


Concludo affermando che la cultura, anche e soprattutto della tradizione gastronomica, radica i valori in profondità, negli stili di vita e nelle abitudini. Essa è un elemento portante della nostra vita, dal quale deriviamo e al quale siamo chiamati a conferire sempre nuovo vigore, essendo un abito che indossiamo ogni giorno e per il quale dev’essere portata la giusta cura.

*presidente Antica Congrega Tre Colli


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