
"Panem et circenses" scriveva Giovenale, satireggiando sulla politica degli imperatori che nella sua epoca applicavano la strategia dell’intrattenimento con spettacoli quotidiani e della distribuzione dei beni di prima necessità per distogliere l’attenzione del popolo romano dalle questioni politiche e sociali più pressanti. Così il potere, ai tempi, si assicurava il consenso della plebe.
Chissà cosa scriverebbe il poeta latino se commentasse oggi ciò che accade a Borgia, dove più che al “grano” (cioè alla qualità di vita dei cittadini ed alle politiche di vera equità sociale), il potere pensa ai “circenses” sottraendo ingenti risorse dal bilancio comunale, oltre 300.000 €, per destinarli al calendario estivo.
Apprendiamo, infatti, da una lettura parziale delle determine di pagamento relative al programma “Summer Vibes 2026” pubblicate sull’albo pretorio del comune che la spropositata somma di 185.000 € è stata destinata dall’amministrazione comunale per liquidare il solo cachet degli artisti che si sono esibiti in appena 5 serate.
Uno sperpero inaudito se riferito ad un territorio caratterizzato da un’atavica carenza di servizi e tristemente balzato agli onori proprio della cronaca estiva per il degrado. Con fogne a cielo aperto, erbacce che invadono le strade formato “groviera” e ratti che fanno bellamente capolino anche sulle vie principali. Sporcizia e abbandono che nei mesi estivi non hanno risparmiato neppure la zona marina e la spiaggia determinando un notevole danno d’immagine al paese.
Per noi promuovere un territorio attraverso la cultura non significa scialacquare risorse pubbliche in eventi spot della durata di poche ore. Ma passa necessariamente da un investimento serio e strutturato che favorisca l’attrattività del paese per tutto l’anno e che abbia come punto di riferimento le eccellenze artistiche presenti a Borgia. Il flusso dei visitatori deve inoltre andare a braccetto con l’accoglienza in un ambiente pulito e fornito di servizi primari.
La domanda che ci poniamo è: come sarebbero stati vissuti i mesi estivi a Borgia se quelle 300.000 € fossero state spese diversamente? Magari promuovendo un solo grande evento, destinando la restante somma al decoro urbano e a sostenere realtà artistiche locali capaci anche con budget contenuti di confezionare eventi culturali di qualità idonei ad attrarre il grande pubblico.
Uno sperpero di risorse che negli anni, con ogni probabilità, avrebbe potuto anche evitare quello che è diventato oggi l’emblema del fallimento politico dell’amministrazione comunale: il settore dell’edilizia scolastica. Sono passati oltre sette anni dalla decisione, presa dalla prima amministrazione guidata dal sindaco Sacco, di demolire lo storico edificio scolastico di viale Sabatini che ospitava la scuola primaria e i cittadini borgesi sono ancora in attesa che vengano reperiti i fondi capienti per la sua ricostruzione. Un ritardo non più accettabile che ha prodotto nel tempo notevoli disagi - che si ripresenteranno puntualmente con l’inizio del nuovo anno scolastico - a studenti e genitori oltre a determinare in prospettiva un pregiudizio all’istruzione e alla cultura dell’intera comunità".
E' quanto si legge in una nota a firma della Sezione Forza Italia di Borgia.
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