Botricello. Aule scolastiche deserte: cresce la paura tra i genitori che chiedono a dirigente e sindaco la Dad

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  12 aprile 2021 10:33

Da una parte, il Comune di Botricello che chiarisce come i contagi covid nelle scuole siano circoscritti, dall'altra la preoccupazione dei genitori che hanno inviato alla dirigente scolastica  dell'istituto comprensivo "Ilaria Alpi", Isabella Marchio,  e all'amministrazione comunale presieduta dal sindaco,  Michelangelo Ciurleo, una lettera dove chiedono, anche alla luce dell'apertura delle classi considerato che da oggi la Calabria passa in fascia arancione, la sospensione dell'attività in presenza. 

I genitori di Botricello alla luce degli ultimi dati (un aumento di due casi  registrati al 9 aprile scorso che portano il totale dei contagi a 92) "profondamente preoccupati dalla gravosa situazione sanitaria in cui versa Botricello" ricordano che " la nostra autonoma e libera decisione di vietare  l'ingresso dei nostri figli a scuola abbia preservato, ad oggi, ben 3 classi dall' eventualità di sottoporre i discenti al tampone, con le conseguenti gravi contingenze all'interno di ogni relativa famiglia. Pertanto tale maggioranza genitoriale  richiede ufficialmente - si legge nella lettera -   di proseguire con la Dad, a garanzia del diritto all'istruzione di ogni discente, alla luce del numero sempre crescente degli accertati casi di positività - come da bollettino quotidiano- e a conoscenza della facoltà data dal DL 2, che rimanda in ultimo al sindaco (o a chi per lui) la decisione di intervenire direttamente, personalmente e tempestivamente nel caso in cui si manifesti un focolaio importante , i cui dati esprimano conformità ed attuabilità del succitato DL, come il famoso "buon senso" preveda"

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Una richiesta che "va nella direzione di osservare la preservazione, nonché garantire l'istruzione in  presenza per i discenti aventi diritto. Ci poniamo in maniera ostativa a qualsiasi tipo di paragone con realtà differenti dalla nostra, in quanto consapevoli della profonda differenza esistente tra determinate regioni, la cui  sanità risulta essere efficiente ed  attiva, rispetto alla nostra già palesemente al collasso, motivo per il quale ci sentiamo ulteriormente poco tutelati dalle istituzioni tutte".

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