
La mancata intitolazione del lungomare di Botricello all'ex sindaco Giuseppe Puccio diventa un caso e approda sul tavolo della Prefettura di Catanzaro. Il presidente del Comitato spontaneo dei cittadini, Pasquale Bruno, ha inviato una lettera al prefetto chiedendo chiarimenti su quella che definisce una disparità di trattamento: da un lato il diniego all'intitolazione del lungomare all'ex primo cittadino, motivato dal Comune con i vincoli normativi sui tempi previsti per le intitolazioni; dall'altro l'annuncio dell'intitolazione di una piazza a monsignor Domenico Graziani, scomparso nel 2026. Di seguito il testo integrale della lettera inviata alla Prefettura.
"Illustre Eccellenza,
in qualità di presidente di un comitato spontaneo di cittadini di Botricello, ben consapevole che Ella è sempre ispirato dai principi costituzionali di equità e giustizia tra tutti i cittadini ed in particolar modo, tra quelli che hanno servito per lunghi anni lo Stato e le istituzioni democraticamente elette, sono qui a sottrarle istanti preziosi del suo tempo per redimermi, un dubbio o un equivoco o ancora più, perché ignoriamo, un comportamento che ci risulta alquanto iniquo.
Poiché non è nostra intenzione comparare la memoria dei defunti che sono stati condottieri egualmente valevoli e portatori sani di principi di giustizia ed emancipazione per la nostra comunità, sulle sponde dello stesso fiume. Nell’ormai remoto 7 marzo del 2023, condividendo un desiderio comune, con protocollo del comune di Botricello nr.3885 e 30 firme autografe, abbiamo richiesto al primo cittadino di Botricello, motivando evidentemente, l’istanza di predisporre gli atti per l’intitolazione del lungomare di Botricello al Prof. Giuseppe Puccio, Sindaco di Botricello dal 1985 al 1991, segretario del Partito comunista di Botricello prima e segretario Provinciale di Crotone dopo.
Il primo cittadino che credo almeno formalmente non abbia mai interessato con un atto proprio, il suo onorevolissimo ufficio, dopo un certo numero di richieste informali ha di fatto bocciato l’istanza, sostenendo che l’intervallo temporale previsto, tra la morte dell’intestatario e l’atto, è normato e che pertanto il Signore Prefetto non avrebbe autorizzato alcun atto di intitolazione.
Ora premesso che il Sindaco per questa circostanza omette la possibilità di Deroghe che, se pur da ignoranti comprendiamo che l’autorizzazione è in capo al Sig. Prefetto, soprattutto se trattasi di personaggi che hanno servito il nostro paese. Purtroppo nell’anno 2026 la nostra comunità ha subito un altro lutto importante.
Il parroco degli scout divenuto Vescovo di Cassano e Crotone Mons. Domenico Graziani, insignito da numerosi riconoscimenti e onorificenze, come la chiave della città, ci ha lasciati. In occasione della messa di suffragio degli otto giorni dalla morte, il primo cittadino in un appassionato ricordo ha annunciato l’intitolazione della piazza prospiciente la Chiesa. Scelta tra l’altro condivisa e anche da noi auspicata, per ragioni ben diverse e lontane da quelle del primo cittadino che spiega tra l’altro nella Ecclesia della chiesa Madre, di essere legato al nostro rappresentante più illustre per averlo sostenuto alla carriera di Sindaco.
Ribadito che la piazza per don Mimmi, cosi lo chiamavano i ragazzi, non solo è cosa buona e giusta e a seconda delle voluttà dei singoli forse avrebbe potuto avere locazione diversa, la domanda che le sottopongo e la ringrazio per il suo preziosissimo tempo che saprà riservare a questi dubbi è la presente: un Sindaco, anche se comunista che ha servito diversamente dal Vescovo la sua comunità vanta lo stesso diritto per una intitolazione o vi è una discrezionalità più o meno legittima che derivi magari dal diritto canonico, che si ignora? 'A morte 'o ssaje ched'è? … È una livella!
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