
Emergono ulteriori dettagli investigativi e procedurali sull’arresto del latitante Bruno Vitale in Svizzera, confermando l’importanza dell’operazione e sottolineando la portata degli sviluppi successivi alla cattura. (Leggi qui la notizia)
Secondo le ultime ricostruzioni delle forze dell’ordine, la latitanza di Vitale — ritenuto vicino alla potente cosca di ’ndrangheta Gallace di Guardavalle e protagonista dell’indagine “Ostro” — si è conclusa dopo oltre dodici mesi di fuga, con il fermo all’interno di un’abitazione a Wetzikon, nel cantone di Zurigo. Il ricercato era uno dei due indagati sfuggiti al maxi blitz del 29 gennaio 2025, che aveva visto l’esecuzione di 44 misure cautelari tra Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia.
Le autorità svizzere, in collaborazione con i Carabinieri del ROS e la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno portato a termine l’arresto lo scorso 23 gennaio 2026 grazie a complesse attività investigative e di cooperazione internazionale, sfruttando servizi tecnici e pedinamenti transfrontalieri.
Confermata anche l’attuale situazione processuale di Vitale: oltre alle imputazioni già note per associazione mafiosa, traffico di armi, reati contro la persona e violazioni legate agli stupefacenti, l’arrestato — noto agli investigatori anche con l’alias “Kenzo New” — è stato collegato da intercettazioni e messaggi criptati alle dinamiche interne della cosca, tra cui la gestione di fondi per le famiglie dei detenuti e il recupero di crediti derivanti da attività criminali.
Sul fronte giudiziario è emersa una novità importante: nel corso dell’udienza preliminare tenutasi a Catanzaro nei giorni scorsi, è stato comunicato che Vitale seguirà il rito abbreviato, con l’udienza di discussione fissata per il 18 febbraio prossimo.
Nonostante la cattura di Vitale rappresenti un colpo significativo per l’indagine “Ostro”, resta ancora libero un latitante: Cesare Antonio Arcorace, classe 1989, l’ultimo al momento non rintracciato dalle autorità.
Le autorità italiane hanno già avviato le procedure di estradizione per il trasferimento di Vitale in Italia, dove risponderà formalmente delle accuse contestate nel lungo filone d’indagine che ha colpito i vertici e la rete della cosca Gallace.
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