
"L'ondata di caldo eccezionale che sta interessando il Paese rende ancora più urgente l'attenzione sulle condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari, dove le alte temperature aggravano una situazione già caratterizzata da criticità strutturali, sovraffollamento e fragilità sanitarie.
Una realtà che riguarda da vicino anche la Casa Circondariale "Ugo Caridi" di Catanzaro, istituto che, come molte strutture penitenziarie italiane, deve confrontarsi quotidianamente con problematiche legate alla vetustà di alcuni ambienti, alla necessità di garantire condizioni detentive sempre più rispettose della dignità della persona e alla gestione di una popolazione detenuta caratterizzata da crescenti fragilità sanitarie e sociali. In presenza di temperature eccezionali, tali criticità rischiano di amplificarsi, incidendo significativamente sulle condizioni di vivibilità degli spazi detentivi.
Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Catanzaro, Luciano Giacobbe, esprime forte preoccupazione per le condizioni in cui sono costretti a vivere molti detenuti, in particolare le persone anziane, i soggetti affetti da patologie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche e coloro che presentano condizioni di salute particolarmente delicate. In questo periodo dell'anno il rischio di disidratazione, colpi di calore, malori, infarti e altri eventi acuti aumenta sensibilmente, rendendo indispensabili interventi tempestivi e concreti.
Le elevate temperature che si registrano all'interno delle sezioni detentive, spesso caratterizzate da una limitata ventilazione naturale e da spazi ristretti, possono trasformare le celle in ambienti estremamente difficili da sopportare, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Analoga attenzione deve essere riservata agli spazi e/o cortili destinati all'ora d'aria, dove l'esposizione diretta al sole può comportare rischi significativi per la salute delle persone detenute e del personale di Polizia Penitenziaria che vi presta servizio.
Le immagini di detenuti costretti ad affrontare temperature proibitive durante l'ora d'aria, spesso con un abbigliamento ridotto al minimo per cercare sollievo dal caldo, rappresentano il segno evidente di una sofferenza che non può essere ignorata. La pena detentiva non può e non deve trasformarsi in una condizione che metta ulteriormente a rischio la salute e la dignità della persona.
Per la realtà della Casa Circondariale "Ugo Caridi" di Catanzaro, così come per tutti gli istituti penitenziari, è necessario adottare misure immediate per mitigare gli effetti delle temperature elevate: rimodulare gli orari dell'ora d'aria evitando le fasce più calde della giornata; garantire una costante disponibilità di acqua potabile fresca; predisporre aree d'ombra e sistemi di raffrescamento o nebulizzazione nei cortili destinati ai passeggi; assicurare ambienti più confortevoli durante i colloqui con i familiari; favorire un utilizzo adeguato dei dispositivi di refrigerazione regolarmente autorizzati; intensificare il monitoraggio sanitario delle persone maggiormente esposte ai rischi derivanti dal caldo.
Al tempo stesso, appare opportuno valutare ogni misura prevista dall'ordinamento che possa contribuire ad alleggerire la pressione sul sistema penitenziario, anche attraverso una più ampia fruizione dei benefici già riconosciuti dalla legge, laddove ne ricorrano i presupposti. La riduzione del sovraffollamento rappresenta infatti anche uno strumento concreto per migliorare la tutela della salute pubblica all'interno degli istituti di pena.
Il rispetto dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale costituisce un principio irrinunciabile dello Stato di diritto. La tutela della salute, sancita dall'articolo 32 della Costituzione, deve essere garantita anche all'interno degli istituti di pena, così come il principio, previsto dall'articolo 27 della Costituzione, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione della persona e non tradursi in un trattamento contrario al senso di umanità.
L'emergenza climatica impone una riflessione ulteriore: gli istituti penitenziari non possono essere esclusi dalle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Rendere più vivibili gli ambienti detentivi significa tutelare non solo le persone detenute, ma anche il personale dell'Amministrazione Penitenziaria, gli operatori sanitari, gli educatori e tutti coloro che quotidianamente lavorano all'interno del carcere.
Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Catanzaro, Luciano Giacobbe, rinnova pertanto l'appello al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e a tutte le istituzioni competenti affinché siano adottati con la massima urgenza gli interventi necessari a fronteggiare l'emergenza climatica all'interno degli istituti penitenziari e, in particolare, della realtà catanzarese, nella consapevolezza che il rispetto della dignità della persona rappresenta il fondamento di una giustizia realmente civile".
Lo scrive Luciano Giacobbe, Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
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