Caos scuole, ecco in quali comuni calabresi è stato disposto il rinvio della ripresa delle lezioni in presenza

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Caos scuole, ecco in quali comuni calabresi è stato disposto il rinvio della ripresa delle lezioni in presenza

  07 gennaio 2022 18:23

Sono diversi i comuni calabresi dove a causa dell'impennata di contagi da Covid 19, malgrado il Governo si sia espresso per la ripresa regolare delle lezioni al termine delle vacanze natalizie, si stanno disponendo ordinanze di rinvio della riapertura delle scuole al prossimo 15 gennaio. Tra i primi a disporre il posticipo del ritorno in classe c'è San Giovanni in Fiore, nel cosentino. "Per precauzione, prudenza, buon senso e spirito di collaborazione nei confronti delle strutture sanitarie - afferma la sindaca Rosaria Succurro - oggi sotto pressione costante, ho ordinato la chiusura delle scuole fino a sabato 15 gennaio. In questo stesso periodo, la didattica si svolgerà distanza. Ho assunto la decisione dopo aver sentito i dirigenti sanitari, i comandanti locali delle forze dell'ordine, i dirigenti scolastici, i rappresentanti della Chiesa e delle attività produttive. Era giusto determinarsi in questo senso, per causa dell'aumento dei contagi che si è registrato negli ultimi giorni, al momento, per fortuna, senza casi gravi". Analoga decisione a Motta San Giovanni nel Reggino dove il sindaco Giovanni Verduci. Anche qui per tutta la durata della sospensione delle attività in presenza, sarà attivata la didattica a distanza. Scuole chiuse anche nei comuni di Taverna, Magisano e Pentone, nella Presila Catanzarese. A Crosia si riprenderà dal 22 gennaio.

"Il virus nella Piana di Gioia Tauro è ormai inarrestabile e non riusciamo più a contenere le preoccupazioni dei cittadini anche per la totale disorganizzazione del sistema sanitario che non riesce più a dare risposte certe". Così i rappresentanti del Direttivo dei Sindaci della Piana che si è riunito a Cinquefrondi per esaminare la situazione che si è creata e che vede il territorio pianigiano travolto dai contagi che allo stato, affermano i primi cittadini, "nessuno riesce a quantificare tanto che i positivi potrebbero essere anche il doppio di quelli conosciuti visto che il tracciamento dei casi è completamente saltato". "Così come - proseguono - è saltata l'organizzazione della vaccinazione con centri che non vengono forniti di vaccini, con cittadini che non trasmettono l'eventuale loro positività a nessuno, con l'ospedale di Gioia Tauro ormai completamente saturo di ricoverati da Covid 19 e con posti letto che ormai si trovano solo fuori della Regione". I sindaci della Piana, che domani mattina si riuniranno in assemblea, esamineranno alcune misure che ritengono ormai improcrastinabili per contenere il virus il cui picco, affermano, "arriverà fra 15 giorni", come la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per 15 giorni, l'aumento dei posti letto Covid nell'Ospedale di Gioia Tauro, la creazione di un reparto di terapia intensiva a Gioia Tauro, la creazione di un laboratorio che processi i tamponi molecolari nella Piana, che quello del Gom di Reggio Calabria ha tempi troppo lunghi a causa della mole di lavoro che affronta.

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner