Capellupo risponde a Dragone: "Le ambizioni non bastano senza risorse e volontà politica extra-comunale"

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  02 maggio 2026 17:09

"Accolgo con attenzione e rispetto l’articolo di Sergio Dragone, verso il quale nutro sincera stima, e nel quale colgo anche un riferimento ad alcune battaglie pubbliche ed istituzionali  che ho portato avanti in questi anni per il Capoluogo. Proprio per questo, ritengo utile contribuire ad alimentare un dibattito che si apre e che considero comunque positivo: discutere è sempre un bene, soprattutto quando si rompe il clima di apatia che troppo spesso ha avvolto la città tranne che all'avvicinarsi dei momenti elettorali". Lo scrive il consigliere comunale Vincenzo Capellupo. 

"Catanzaro, infatti, ha assistito per anni, in un sostanziale silenzio collettivo, a una progressiva perdita di funzioni, opportunità e centralità – da ultimo, la vicenda della facoltà di medicina a Cosenza – arrivando persino a premiare elettoralmente coloro che queste scelte le hanno determinate, imposte o non contrastate.

Tuttavia, spostare l’attenzione dalla realtà concreta alla presunta “assenza di ambizione” rischia di essere una semplificazione che non aiuta. Le grandi ambizioni, per tradursi in risultati, devono poggiare su grandi risorse e su forti volontà politiche che travalicano la dimensione comunale. Senza questi elementi, ogni visione rischia di restare astratta, una buona idea e niente più.

È giusto non piangersi addosso, ma è altrettanto doveroso riconoscere la realtà: da oltre vent’anni questa città si trova a pietire nelle stanze del potere extra comunale ciò che dovrebbe esserle riconosciuto per ruolo e funzione. Una condizione che non nasce dal caso, ma dalla mancanza di una rappresentanza istituzionale capace di difendere con determinazione e continuità gli interessi del Capoluogo, una rappresentanza che questa città la ami fino in fondo e non solo alle elezioni.

Non si è mai trattato – né deve trattarsi – di alimentare contrapposizioni tra territori. Quando si citano esempi come la facoltà di medicina a Cosenza con l’assunzione di decine di docenti finanziata dalla Regione con risorse straordinarie o gli investimenti aeroportuali a Reggio Calabria con l'accordo finanziario dalla Regione per portare lì i voli Ryanair, è necessario essere chiari: non sono il frutto di pianificazioni comunali, ma di decisioni regionali e nazionali, sostenute da ingenti risorse pubbliche. Parliamo di decine e decine di milioni di euro destinati, per scelta politica, a specifiche aree. Anche io vorrei avere, lo dico con un po' di invidia e nei limiti della correttezza istituzionale che però evidentemente non paga, un parlamentare della mia città  che con un suo emendamento portasse qualche decina di milioni di euro straordinari per interventi su Catanzaro. Ma Catanzaro non ha questi rappresentanti!

Appare evidente che in altre città della Regione esiste da anni un interesse concreto, continuo e trasversale per il loro sviluppo, tanto nei livelli decisionali regionali quanto nei rapporti con Roma. Interesse che, al contrario, sembra mancare quando si tratta del Capoluogo di regione.

I comuni italiani, tutti, affrontano difficoltà enormi nella gestione ordinaria, tra tagli e carenze strutturali ed in questo clima ciò che fa la differenza è la volontà politica di investire in maniera significativa su alcuni territori piuttosto che su altri. E allora la domanda resta: perché non si è mai voluto dare sostanza a una visione per Catanzaro? Perché, nonostante proposte reiterate del Comune, non si è mai giunti a una legge con adeguata dotazione economica a sostegno del ruolo di Capoluogo?

Nel flusso consistente di risorse pubbliche destinate ad altri territori, era davvero impossibile ritagliare uno spazio concreto e stabile per Catanzaro? Evidentemente sì, se la rappresentanza politica extra comunale  espressa dalla città non ha saputo o voluto incidere nei luoghi decisionali.

I temi sul tavolo sono numerosi e partono da lontano – dalla mancata valorizzazione istituzionale fino alla questione della istituzione della città metropolitana, passando per la sede Rai – e meritano un confronto serio, documentato e libero da semplificazioni". 


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