Carabinieri, si insedia il generale Sabatino: “Contro la ’ndrangheta non arretreremo di un millimetro”

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Il generale Lorenzo Sabatino

  23 settembre 2026 13:03

di FILIPPO COPPOLETTA

Una stele per ricordare chi ha sacrificato la propria vita servendo lo Stato, il silenzio solenne della cerimonia, gli onori che risuonano nel cortile della Legione. È iniziato così, a Catanzaro, l’insediamento del generale Lorenzo Sabatino alla guida dell’Arma regionale.

Prima della cerimonia ufficiale, il momento particolarmente significativo della scopertura della stele dedicata ai militari caduti in servizio, simbolo della memoria e del sacrificio di uomini che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere. Un passaggio che ha fatto da cornice al cambio della guardia al vertice della Legione, alla presenza del Comandante interregionale Culqualber, generale Claudio Domizi, del predecessore di Sabatino, il generale Riccardo Sciuto, e dei comandanti provinciali e dei diversi reparti dell’Arma presenti sul territorio calabrese.

Sabatino arriva in Calabria con una lunga esperienza maturata anche nel campo investigativo. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi al Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, nei nuclei investigativi e in diversi comandi territoriali, occupandosi anche di criminalità mafiosa. Già nel 2018, quando assunse il comando provinciale di Messina, proveniva dal II Reparto Investigativo del Servizio centrale del ROS e aveva alle spalle esperienze nel contrasto alla criminalità organizzata, al riciclaggio e al narcotraffico internazionale.

Un bagaglio professionale che oggi assume un significato particolare in una regione nella quale il contrasto alla ’ndrangheta rappresenta una delle principali sfide per lo Stato.

E proprio dalla lotta alla criminalità organizzata è arrivato il messaggio più netto del nuovo comandante. “La lotta alla ’ndrangheta non può arretrare di un millimetro, anzi, è necessario impegnare sempre più risorse in questa direzione”, ha affermato Sabatino, indicando con chiarezza una delle priorità del suo nuovo incarico.

Parole che arrivano da un ufficiale che, come ha ricordato lui stesso, ha trascorso gran parte della propria carriera a contatto con le indagini. “Nella vita mi sono occupato molto di indagini, al Ros, nei nuclei investigativi. Quindi conosco, purtroppo, i fenomeni criminosi”, ha spiegato, definendo la ’ndrangheta una delle organizzazioni criminali più pericolose e agguerrite del panorama italiano.

Ma il nuovo comandante ha voluto evitare qualsiasi idea di rottura con il passato. Il suo obiettivo, ha spiegato, sarà proseguire nel solco tracciato dai predecessori, rafforzando il ruolo dell’Arma come presidio dello Stato e punto di riferimento per le comunità.

“È un grande onore assumere oggi l’incarico di comandante della Legione Calabria”, ha detto Sabatino. Una Legione che, nelle sue parole, è “una macchina molto complessa” che dovrà innanzitutto conoscere a fondo. “Cercherò di portare il mio contributo e di fare sì che l’Arma in Calabria continui a essere all’altezza delle aspettative dei cittadini e dei vertici istituzionali”.

Un compito che passa quotidianamente dai territori, dalle stazioni, dai comandi provinciali e dai reparti specializzati. Ed è proprio ai carabinieri impegnati ogni giorno in Calabria che il nuovo comandante ha rivolto il suo primo invito. “Continuare a fare il loro lavoro come fanno quotidianamente, a tutela delle collettività che ci sono state affidate” ha detto ai militari schiarati nel cortile d'onore. 

Il cambio al vertice chiude così la parentesi di comando del generale Riccardo Sciuto, alla guida della Legione dal settembre 2024. Nel suo periodo in Calabria Sciuto ha posto tra le priorità il contrasto alla criminalità organizzata e la tutela del territorio, prima di lasciare il comando regionale per il nuovo incarico a Roma alla guida dei NAS.