Caraffa e la “Gloria di Scanderbeg”: inaugurata l’opera di Giuseppe Rocca

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  09 gennaio 2026 10:06

La Sala Consiliare “A. Santo” del Comune di Caraffa ha ospitato un evento di straordinario valore culturale e simbolico: la doppia inaugurazione del Vocabolario arbëreshë–italiano Fjalor Caraffa, curato dal prof. Luigi Comi, e dell’opera pittorica “La Gloria di Skanderbeg” dell’artista di fama internazionale Giuseppe Rocca.

All’iniziativa hanno preso parte il sindaco Antonio Giuseppe Sciumbata, la presidente del Consiglio comunale Serena Notaro (con delega alla Cultura), il vicesindaco e assessore Luigi Ciambrone, l’assessore Francesco Comi, e i consiglieri comunali Andrea Mazzei, Fabio Scicchitano, Massimio Peruzzi, Raffaele Schinea, Saverio Fava, Sergio Maiorana e Tommaso Bubba.

Davanti a una platea numerosa, composta anche da cittadini provenienti da altri centri del Catanzarese, l’incontro è stato moderato dal giornalista Francesco Graziano dell’emittente La C. Tra gli ospiti, il direttore de Il Quotidiano l’Italiano, giornalista e scrittore Riccardo Colao, il capitano dei Carabinieri Pasquale Cuzzola, comandante della Compagnia di Girifalco, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, e il noto social influencer di Tele Stream Calabria Andrea Paonessa.

La duplice iniziativa si è svolta in un clima di forte partecipazione e condivisione collettiva, confermando il profondo legame della comunità con la propria storia e identità.

L’opera pittorica “La Gloria di Skanderbeg”, di notevoli dimensioni (1,80 x 1 metro), è dedicata alle gesta di Giorgio Castriota Skanderbeg (1405–1468), eroe nazionale albanese e condottiero che nel XV secolo guidò la resistenza contro l’Impero Ottomano, diventando simbolo di libertà, difesa della cristianità e identità nazionale. La figura di Skanderbeg, celebrata in monumenti, statue e opere letterarie, incarna ancora oggi l’essenza della memoria storica arbëreshë.

Caraffa (Garrafë in arbëreshë) è un borgo di lingua e cultura arbëreshë situato a pochi chilometri dal capoluogo calabrese. Fondato nel XV secolo da profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana dei Balcani, conta oggi circa 1.680 abitanti. Secondo lo storico Domenico Zangari, autore de Le colonie italo-albanesi di Calabria, gli albanesi giunsero a Caraffa intorno al 1550, provenienti dall’insediamento di Arenoso (o Santa Barbara), dove si erano stabiliti dopo l’arrivo nel Regno di Napoli nel 1467.

Grazie all’impegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sciumbata, tutti i presenti hanno ricevuto una copia del primo vocabolario arbëreshë di Caraffa, curato dal prof. Luigi Comi: un risultato di grande valore per la tutela di una lingua e di una cultura secolare, che rappresenta un passo concreto nella salvaguardia dell’identità arbëreshë.

L’opera di Giuseppe Rocca, acquisita dal Comune di Caraffa, sarà esposta stabilmente nella sede municipale e costituisce un bene culturale di rilevanza artistica e simbolica, destinato ad arricchire il patrimonio della comunità. Secondo alcune indiscrezioni, l’esposizione potrebbe in futuro ampliarsi con altre opere dello stesso artista.

«Questo momento di incontro e riflessione dedicato alla storia, all’arte e alla lingua arbëreshë – ha dichiarato il sindaco Sciumbata, concetto ribadito anche dalla presidente Notaro – rappresenta uno degli elementi fondanti dell’identità della nostra comunità».

Nel corso del suo intervento, il direttore Riccardo Colao ha offerto una profonda riflessione sull’opera e sull’artista:
«Le doti dei grandi maestri del passato riemergono talvolta dalle profondità della Storia per parlare ai contemporanei. Giuseppe Rocca è uno di quei rari artisti capaci di tradurre pensieri ed emozioni con un linguaggio pittorico autentico, lontano da ogni mondanità, animato da una profonda onestà intellettuale».

Parole di grande rilievo anche quelle del critico d’arte internazionale John T. Spike, massimo esperto mondiale di Mattia Preti, che ha definito The Glory of Scanderbeg «un capolavoro dinamico e indimenticabile», sottolineando la capacità di Rocca di dare vita a soggetti storici attraverso una potente resa emotiva e un magistrale uso del chiaroscuro.

Prima dello svelamento ufficiale dell’opera, è stato proiettato un reel realizzato dai figli dell’artista, Francesco e Luigi Rocca, che ha coinvolto emotivamente il pubblico mostrando il processo creativo del “dipintore”.

A concludere l’incontro, l’intervento dell’assessore regionale Gianluca Gallo, che ha assicurato l’impegno della Regione Calabria nel destinare fondi alla cultura e alla valorizzazione dei percorsi artistici nei centri storici delle piccole comunità.

Al termine del pomeriggio culturale, l’amministrazione comunale ha consegnato ai presenti le serigrafie firmate da Giuseppe Rocca, riproducenti La Gloria di Skanderbeg, e le copie del Vocabolario arbëreshë Fjalor Caraffa. Un evento destinato a rimanere nella memoria collettiva di Caraffa come testimonianza viva di identità, bellezza e appartenenza.


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