
"È il momento di agire". Le condizioni del sistema penitenziario italiano impongono una riflessione seria e un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni. L'appello lanciato dalla Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale rappresenta un richiamo forte alla politica e alla società civile affinché il tema del carcere torni al centro del dibattito pubblico.
"Oggi negli istituti penitenziari italiani sono recluse oltre 64 mila persone. Dietro questi numeri ci sono uomini e donne che vivono quotidianamente in condizioni spesso incompatibili con il principio costituzionale della dignità umana", afferma Luciano Giacobbe, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Catanzaro.
Il sovraffollamento continua a rappresentare una delle principali emergenze del sistema penitenziario. Celle sovraffollate, temperature insostenibili durante il periodo estivo, carenza di personale, insufficienza delle attività trattamentali, difficoltà nell'accesso alle cure sanitarie e al supporto psicologico alimentano tensioni, episodi di autolesionismo e un numero sempre più allarmante di suicidi.
"A preoccupare ulteriormente - sottolinea Giacobbe - è il dato relativo agli oltre 17 mila detenuti che, negli ultimi tre anni, hanno ottenuto un riconoscimento economico o in termini di riduzione di pena per aver subito trattamenti inumani e degradanti ai sensi dell'articolo 35-ter dell'Ordinamento penitenziario. Non si tratta di opinioni o denunce isolate: è lo stesso Stato, attraverso le decisioni della magistratura, ad aver certificato condizioni incompatibili con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo."
Il recente sequestro di alcune sezioni del carcere di Sollicciano, disposto dal Tribunale di Firenze dopo gli accertamenti che hanno evidenziato gravi criticità igienico-sanitarie e strutturali, rappresenta, secondo il Garante, "un segnale che non può essere ignorato. Quando è la magistratura a dover intervenire per dichiarare inagibili interi reparti di un istituto penitenziario significa che il degrado ha superato ogni livello di tollerabilità."
Il Garante richiama anche i ripetuti interventi del Presidente della Repubblica, che ha definito il sovraffollamento carcerario e l'aumento dei suicidi una vera emergenza sociale, nonché il recente riconoscimento ottenuto dalla Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, ammessa dal Presidente della Corte Costituzionale come Amicus Curiae, quale conferma del ruolo istituzionale svolto dai Garanti nella tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà.
"In questo momento - prosegue Giacobbe - servono scelte coraggiose e costituzionalmente orientate. La proposta della Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale di introdurre una liberazione anticipata speciale, aumentando da 45 a 75 giorni la detrazione di pena per ogni semestre per chi partecipa positivamente al percorso rieducativo, non rappresenta un atto di buonismo ma uno strumento di responsabilizzazione e di effettiva funzione rieducativa della pena."
Accanto a tale misura, il Garante ritiene necessario un intervento immediato per consentire ai detenuti con un residuo di pena inferiore a un anno, non condannati per reati ostativi e privi di particolari esigenze di sicurezza, di accedere più rapidamente alle misure alternative previste dall'ordinamento.
Secondo Giacobbe, il carcere non può continuare a essere il luogo nel quale confluiscono tutte le fragilità sociali senza adeguate risposte sul piano sanitario, psichiatrico e assistenziale. "La sicurezza collettiva non si costruisce rendendo il carcere più duro o più degradato, ma riducendo la recidiva attraverso percorsi concreti di responsabilizzazione, formazione, lavoro e reinserimento sociale."
Il Garante del Comune di Catanzaro evidenzia che la Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale intende avviare nelle giornate del 13, 14 e 15 luglio ulteriori momenti di mobilitazione, invitando cittadini, istituzioni e rappresentanti della società civile a guardare con maggiore attenzione alla realtà penitenziaria.
"Il carcere riguarda tutti. È uno specchio della qualità della nostra democrazia e della capacità dello Stato di coniugare sicurezza, legalità e rispetto dei diritti fondamentali. Per questo è necessario superare l'indifferenza. Come ricorda la Conferenza Nazionale dei Garanti, il tempo degli annunci è finito: servono interventi concreti, perché la dignità della persona non può più attendere."
Così Luciano Giacobbe, Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale
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