Cardinale, l’intelligenza artificiale alla prova delle professioni e della responsabilità

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  12 luglio 2026 11:57

Tre giornate, tre territori e un unico grande percorso culturale, scientifico e istituzionale. Con la sessione ospitata nella Biblioteca comunale di Cardinale (CZ) si è concluso il III Congresso Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, un’edizione itinerante che, dopo le tappe di San Vito sullo Ionio e Torre di Ruggiero, ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale e mondo delle professioni.

Un appuntamento di elevato profilo accademico e professionale, capace di mettere in dialogo università, amministrazioni locali, Ordini, avvocati, ingegneri, architetti ed esperti dell’innovazione digitale. Il filo conduttore dell’intera giornata è stato chiaro: l’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento straordinario di supporto, ma non deve sostituire il giudizio umano, la responsabilità personale e la competenza maturata attraverso lo studio e l’esperienza.

Ad aprire i lavori è stato il professor Francesco Pungitore, direttore tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, che ha illustrato origini, finalità e attività dell’Accordo di Rete. Un progetto nato nei territori ma con una vocazione nazionale, orientato a costruire una comunità di studio, formazione e responsabilità capace di accompagnare istituzioni, scuole, famiglie e professionisti nella comprensione delle trasformazioni determinate dall’intelligenza artificiale.

Pungitore ha richiamato la necessità di mantenere la persona al centro dell’innovazione, evitando tanto l’entusiasmo acritico quanto le letture allarmistiche. La sfida, è emerso, non consiste soltanto nell’imparare a utilizzare nuovi strumenti, ma nel costruire una cultura dell’intelligenza artificiale fondata su consapevolezza, capacità di verifica, rispetto dei diritti e tutela dei soggetti più vulnerabili.

Particolarmente significativo il saluto dell’ingegnere Paolo Tealdi, intervenuto in presenza a nome dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo. Un collegamento a distanza ha permesso anche ai professionisti piemontesi di partecipare alle attività formative e di ottenere i crediti previsti, rafforzando la dimensione nazionale del Congresso e creando una concreta connessione tra Calabria e Piemonte.

L’esperienza ha mostrato come le tecnologie digitali, quando inserite in un progetto culturale e formativo strutturato, possano ridurre le distanze geografiche e favorire lo scambio di competenze tra comunità professionali appartenenti a territori diversi.

Nel corso dei saluti istituzionali, il sindaco di Cardinale, Danilo Staglianò, ha sottolineato la forte volontà dell’Amministrazione comunale di sostenere l’Accordo di Rete dell’Osservatorio e le sue iniziative. Il primo cittadino ha ribadito il valore di un progetto capace di portare anche nei piccoli centri contenuti scientifici e accademici di livello nazionale, trasformando i territori in luoghi di elaborazione, formazione e confronto.

Il sindaco di Torre di Ruggiero, Vito Roti, intervenuto nella qualità di presidente dell’Accordo di Rete, ha espresso soddisfazione per un’edizione che ha saputo crescere nei contenuti, nelle collaborazioni e nella partecipazione. Le tre giornate hanno infatti attraversato ambiti differenti ma strettamente collegati: la scuola, la sanità, le professioni, la responsabilità, l’etica e il bene comune.

Ad introdurre il tema dell’intelligenza artificiale nelle professioni è stata l’avvocato Tiziana Catricalà, componente del Comitato scientifico dell’Osservatorio, che ha presentato alcuni casi pratici relativi all’impiego dei sistemi generativi nel lavoro legale.

Gli esempi hanno mostrato risposte errate, interpretazioni contraddittorie e riferimenti a provvedimenti giudiziari inesistenti. In uno dei casi esaminati, il sistema aveva fornito una ricostruzione sbagliata della forma dell’opposizione di terzo prevista dall’articolo 619 del Codice di procedura civile, correggendosi soltanto dopo la lettura diretta della norma. In un altro caso, aveva indicato una sentenza del Giudice di Pace di Napoli non presente in alcuna fonte ufficiale.

Non semplici errori tecnici, dunque, ma episodi che evidenziano il rischio delle cosiddette “allucinazioni algoritmiche”: risposte formulate con apparente sicurezza, ma prive di un fondamento verificabile. Da qui il richiamo alla responsabilità del professionista, chiamato a controllare le fonti, confrontare le informazioni e non affidarsi passivamente alle risposte prodotte dalla macchina.

L’intelligenza artificiale può accelerare la ricerca, organizzare documenti e offrire prime ipotesi di lavoro, ma non può sostituire il dovere di verifica, la conoscenza delle norme, il ragionamento giuridico e la responsabilità connessa alla sottoscrizione di un atto.

Su questi aspetti si è soffermata anche l’avvocato Vincenza Matacera, presidente dell’Ordine distrettuale degli Avvocati di Catanzaro e componente della FIIF, la Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense.

La presidente Matacera ha posto al centro dell’intervento la responsabilità professionale e deontologica dell’avvocato nell’utilizzo degli strumenti digitali. La disponibilità di sistemi sempre più avanzati non attenua gli obblighi del professionista, ma rende ancora più necessario un utilizzo competente, trasparente e prudente.

Particolare attenzione è stata riservata alla tutela della riservatezza e dei dati personali. L’impiego di piattaforme esterne, soprattutto quando vengono inserite informazioni relative a clienti, procedimenti o documenti riservati, richiede consapevolezza delle modalità di trattamento dei dati e delle conseguenze che possono derivare da un uso non controllato.

Il messaggio rivolto agli Ordini professionali è stato altrettanto netto: non è sufficiente accompagnare la diffusione degli strumenti tecnologici, ma occorre investire nella formazione, prevenendo un uso passivo dell’intelligenza artificiale e costruendo competenze adeguate sul piano tecnico, normativo e deontologico.

Di eccezionale spessore la successiva sessione accademica, affidata al professore Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCampus, e al professore Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro.

Ingegnere, architetto e studioso della progettazione dei ponti, il Rettore Siviero ha utilizzato proprio il ponte come chiave interpretativa del cambiamento contemporaneo. Il ponte, nella sua riflessione, non è soltanto un’opera tecnica, ma una forma culturale: unisce sponde, discipline, persone, generazioni e territori.

Da questa prospettiva ha sviluppato una relazione capace di mettere in connessione ingegneria, architettura, creatività e intelligenza artificiale. Le tecnologie possono modificare radicalmente i processi di progettazione, simulazione e costruzione, ma devono restare inserite in una visione ampia, governata dall’intelligenza umana e dalla capacità di immaginare il futuro.

L’algoritmo, dunque, non sostituisce il progettista. Può amplificarne le possibilità, elaborare dati e scenari, ma non possiede la responsabilità, la sensibilità e la visione necessarie per interpretare i bisogni delle comunità e la complessità dei luoghi.

Il professore Antonio Viscomi ha proposto una lettura di particolare profondità, spostando l’attenzione dal semplice funzionamento degli strumenti tecnologici alle strutture economiche e politiche che ne rendono possibile lo sviluppo.

L’intelligenza artificiale, è emerso dalla sua analisi, non può essere considerata soltanto come una tecnologia neutrale. Dietro i sistemi algoritmici si collocano grandi concentrazioni di dati, infrastrutture computazionali, piattaforme globali e soggetti capaci di orientare standard, comportamenti e processi decisionali.

Viscomi ha affrontato il tema del potere che si costruisce attraverso il controllo delle tecnologie, dei dati e delle infrastrutture digitali. Il confronto tra Stati Uniti e Cina rappresenta, in questa prospettiva, non soltanto una competizione economica, ma una contesa strategica per la definizione degli equilibri globali del futuro.

L’Europa, pur svolgendo un ruolo centrale sul piano della regolamentazione e della tutela dei diritti, rischia di rimanere marginale nella produzione delle tecnologie, nelle capacità industriali e nel controllo delle infrastrutture. La sfida europea consiste quindi nel trasformare la propria forza normativa in una vera capacità politica, scientifica e industriale, evitando di partecipare alla nuova geografia del potere digitale soltanto come regolatore di tecnologie sviluppate altrove.

Il quadro normativo europeo impone già principi di trasparenza, obblighi di informazione e responsabilità nell’utilizzo dei sistemi automatizzati. Tuttavia, la regolamentazione deve essere accompagnata da investimenti nella ricerca, nella formazione e nella costruzione di un’autonomia tecnologica coerente con i valori democratici europei.

In diretta streaming è intervenuta l’avvocato Stefania Gallo, fondatrice e responsabile di Fashion Law Italia, professionista impegnata nei settori del diritto industriale, della proprietà intellettuale, della tutela dei marchi, del design e degli asset immateriali.

Il suo contributo ha aperto un’ulteriore prospettiva sul rapporto tra intelligenza artificiale, professioni creative e protezione delle opere dell’ingegno. La diffusione di sistemi capaci di generare immagini, testi e progetti pone infatti nuove questioni in materia di titolarità, originalità, utilizzo dei contenuti e tutela dell’identità dei marchi.

La giornata è proseguita con gli interventi dell’ingegnere Gerlando Cuffaro, presidente uscente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catanzaro; dell’ingegnere Domenico Stefanucci, vicepresidente dell’Ordine; e dell’architetto Eros Corapi, presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Catanzaro.

I loro contributi hanno restituito il punto di vista delle professioni tecniche, sempre più coinvolte nell’impiego di algoritmi, simulazioni, sistemi di progettazione assistita e strumenti predittivi. Anche in questi ambiti è stata riaffermata la necessità di evitare automatismi, preservando la responsabilità del progettista, la capacità di valutare il contesto e la centralità della sicurezza.

A chiudere le relazioni è stata l’avvocato Roberta Ussia, che ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale, piattaforme digitali, regole, dipendenze e vulnerabilità.

L’intervento ha posto l’accento sui rischi connessi agli ambienti digitali e sui meccanismi attraverso i quali le piattaforme possono condizionare l’attenzione, i comportamenti e le relazioni. Un tema particolarmente importante quando gli utenti sono minori o persone fragili, maggiormente esposte alle dinamiche persuasive e alla raccolta massiva dei dati.

La tutela dei minori, è stato sottolineato, non può limitarsi all’introduzione di divieti o controlli tecnici. Richiede un progetto educativo più ampio, rivolto innanzitutto agli adulti: genitori, insegnanti, educatori e professionisti devono essere messi nelle condizioni di comprendere gli strumenti e accompagnare i più giovani verso un utilizzo critico e consapevole.

Nelle conclusioni, Francesco Pungitore ha ringraziato i relatori, le autorità, gli Ordini professionali, le amministrazioni comunali, i partner, i collaboratori e tutti i partecipanti per il successo della giornata e dell’intero Congresso.

San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale non sono state soltanto tre sedi, ma le tappe di un unico progetto capace di collegare educazione, cura, lavoro, tecnologia ed etica.

Un’edizione straordinaria per qualità dei contenuti, ampiezza delle competenze coinvolte e capacità di costruire relazioni tra territori e istituzioni. Il Congresso si è chiuso, ma il lavoro dell’Osservatorio continua: promuovere una cultura dell’intelligenza artificiale che non rinunci alla responsabilità, al pensiero critico e alla centralità della persona.

 


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