





Nel territorio della Diocesi di Lamezia Terme è stato complessivamente di circa 46,26 milioni di euro il denaro perso nello scorso a causa del gioco d’azzardo. Si tratta di dati ufficiali dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) riferiti all'anno 2025 (con dati disponibili fino a febbraio 2026) per i 25 comuni della Diocesi che rivelano cifre impressionanti.
“La somma complessiva che i cittadini del nostro territorio hanno ‘investito’ nell'azzardo è vertiginosa – dichiara don Fabio Stanizzo, direttore della Caritas - e si tratta di risorse sottratte ai consumi reali, al risparmio delle famiglie, al sostentamento dei figli e all'economia circolare del nostro territorio I dati, ufficiali e aggiornati, mostrano una realtà complessa che interpella le nostre coscienze, le parrocchie e le istituzioni locali”.
In particolare, secondo quanto reso noto nel corso dell’iniziativa della Caritas nazionale “la tenda del buon gioco”, svoltasi nei giorni scorsi anche a Lamezia Terme e finalizzata a sensibilizzare la comunità diocesana sull'impatto economico e sociale della pratica dell'azzardo nel territorio diocesano, il giocato totale sul territorio diocesano è stato pari a 381,49 milioni di euro con 335,23 milioni di euro di vincite complessive per un introito all’erario di 21,19milioni di euro e per una perdita di 46.256.115,84 di euro.
Dati di per sé allarmanti ai quali si aggiunge la ripartizione tra i canali di vendita: fisico (agenzie, tabacchi, Awp/Slot) per complessivi 109.918.490,44 di euro pari al 28,8% del totale e telematico (online, app, siti web) pari a 271.569.188,46 euro che rappresenta il 71,2% del totale.
Da ciò si evince che “l'azzardo si è trasferito massicciamente all'interno delle mura domestiche e sugli smartphone, rendendo il fenomeno invisibile, accessibile 24 ore su 24, e particolarmente pericoloso per i giovani e gli adolescenti, che si avvicinano a piattaforme online (giochi di abilità, scommesse a quota fissa) spesso senza la percezione del valore del denaro”.
L'azzardo, quindi, è ormai diventato un fenomeno sociale complesso che coinvolge molte sfere della persona e può avere conseguenze devastanti per individui, famiglie e intere comunità. Spesso etichettato erroneamente come un semplice "vizio" o una debolezza personale attribuita alla mancanza di volontà, l'azzardo è a tutti gli effetti una condizione patologica di dipendenza (Gap - gioco d'azzardo patologico), equiparabile alla dipendenza da sostanze come droga o alcol.
“Il primo passo per costruire una coscienza critica collettiva – spiega al riguardo don Fabio Stanizzo - è non chiamarlo gioco. Per questo, nell'ambito del progetto ‘vince chi smette’, promosso dalla Caritas, invitiamo ad utilizzare il verbo alternativo ‘praticare’. Infatti, dire ‘praticare l'azzardo’ invece di ‘giocare’, per toglie a questa attività quella veste di divertimento e socialità che appartiene unicamente al gioco vero. Per questo abbiamo voluto chiamare il nostro report ‘Il buon gioco è educativo e coinvolgente: l'azzardo non è un gioco’”.
La Caritas diocesana, aderendo al progetto nazionale, ha intenzione di impegnarsi attivamente sul territorio per promuovere percorsi di animazione e prevenzione comunitaria al fine di: creare una strategia comune che parta dal basso, coinvolgendo direttamente le parrocchie e i cittadini; migliorare la percezione reale del fenomeno all'interno della comunità, smascherando le false credenze legate alle ‘vincite facili’; offrire strumenti di prevenzione e orientamento differenziati per fasce d'età (ragazzi, giovani, famiglie, anziani); costruire e rafforzare reti esterne e interne in sinergia con le associazioni del terzo settore, i servizi sanitari (SerD) e gli enti locali.
Da qui l’idea de “la cassetta degli attrezzi” con cui Caritas Italiana mette a disposizione di parrocchie e gruppi animativi materiale video, audio e cartaceo dedicato, scaricabile dall'area riservata del sito ufficiale www.vincechismette.it, oltre a un'app interattiva di sensibilizzazione.
Questo perché non si può restare indifferenti ed ogni cittadino, sacerdote, educatore o genitore può fare la differenza: vigilando e informando, parlando del rischio dell'azzardo telematico con i più giovani e controllando l'uso improprio di smartphone e carte prepagate; promuovendo il buon gioco riscoprendo il gioco sano, relazionale, gratuito e comunitario all'interno degli oratori e delle famiglie; accogliendo e orientando chi si trova in una situazione di sofferenza economica o compulsione che non deve essere giudicato, ma accompagnato verso i centri di ascolto Caritas e i servizi specialistici del territorio.
Per questo motivo, da tempo, la Caritas diocesana, in collaborazione con la Diocesi, oltre ad avviare incontri informativi nelle scuole e nelle Vicarie con sacerdoti e laici, ha anche partecipato attivamente ai corsi prematrimoniali per fornire informazioni sulla gestione del bilancio familiare alle coppie che si apprestano a sposarsi.
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