Caro biglietti a Natale, i Giovani Democratici chiedono un fondo per i fuorisede

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  28 ottobre 2026 15:37

"Il dibattito aperto in questi giorni sull'istituzione di un fondo regionale per sostenere il rientro dei giovani fuorisede durante le festività natalizie pone una questione che va ben oltre il rincaro dei biglietti e chiama in causa il rapporto tra la Calabria e le sue giovani generazioni". Ad aprire il focus sulla questione sono i Giovani Democratici della sezione di Catanzaro. 

"Negli ultimi anni - scrivono - si è discusso molto della necessità di contrastare l'emigrazione giovanile, anche attraverso misure come il Reddito di merito, recentemente introdotto dalla Regione Calabria. Una misura che, pur perseguendo un obiettivo condivisibile, presenta aspetti discutibili, a partire dalla scelta di subordinare il sostegno economico ai risultati universitari, indipendentemente dalle condizioni reddituali. Ma soprattutto, non possiamo pensare che le politiche giovanili si esauriscano negli incentivi a rimanere, senza preoccuparci di chi si allontana dalla Calabria per percorsi di studio o lavoro spesso temporanei. Partire non significa necessariamente andare via per sempre: significa anche acquisire competenze ed esperienze che un giorno potranno essere valorizzate nella propria terra. Sostenere chi resta e mantenere vivo il legame con chi parte non sono obiettivi contrapposti.

Ogni anno, con l'avvicinarsi delle festività, tanti studenti e giovani lavoratori calabresi devono affrontare costi di viaggio che si aggiungono alle spese già sostenute per vivere lontano dalla propria regione. Non è accettabile che persino la possibilità di trascorrere le festività con la propria famiglia finisca per dipendere dalle condizioni economiche.

Come Giovani Democratici, sosteniamo dunque la proposta di un fondo regionale che renda economicamente accessibile il rientro in Calabria, dando priorità a chi si trova in condizioni di maggiore difficoltà. Riteniamo però che debba accompagnarsi ad accordi con gli operatori del trasporto ferroviario, aereo e su gomma, prevedendo tariffe agevolate e sconti applicati direttamente all'acquisto, senza costringere i giovani ad anticipare somme spesso elevate.

Non possiamo continuare a trattare come un'emergenza ciò che si ripete puntualmente ogni dicembre. Servono politiche strutturali di sostegno alla mobilità giovanile. In regioni come la Campania e l'Emilia-Romagna sono già previste, a determinate condizioni, forme di gratuità del trasporto pubblico per gli studenti. Perché non aprire anche in Calabria una discussione sull'introduzione di abbonamenti gratuiti o fortemente agevolati per gli under 30, a partire da studenti e giovani lavoratori, con particolare attenzione alle condizioni economiche? Sarebbe un intervento concreto per favorire il diritto allo studio, al lavoro e alla mobilità all'interno della regione.

Ma c'è una questione ancora più profonda, che non possiamo ignorare: il problema della Calabria non è soltanto quanto costa tornare, ma quanto costa, in termini di opportunità perdute, essere costretti a partire.

Dietro molti di quei biglietti ci sono giovani che vorrebbero costruire il proprio futuro in Calabria, ma non trovano le condizioni per farlo. Per questo il dibattito sui trasporti deve inserirsi in una riflessione più ampia sul diritto allo studio, sulla qualità del lavoro e sulle disuguaglianze territoriali. Il diritto alla mobilità non può sostituire quello di poter scegliere liberamente dove vivere.

Chiediamo quindi alla Regione Calabria di tradurre la proposta del fondo regionale in un intervento concreto già per le prossime festività e di avviare un confronto stabile sulle politiche di mobilità giovanile. È necessario riportare al centro dell'agenda regionale le condizioni materiali di una generazione troppo spesso evocata nei discorsi pubblici e troppo poco considerata nelle scelte politiche.

Vogliamo una Calabria dalla quale si possa partire per scelta, alla quale si possa tornare senza ostacoli economici e nella quale sia finalmente possibile decidere di restare". 

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