CarPediEm, concluso il progetto contro dipendenze e disagio giovanile

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  17 giugno 2026 10:01

Un ragazzo che impara a parlare delle proprie paure. Un genitore che trova finalmente uno spazio di ascolto. Un minore detenuto che scopre, attraverso la testimonianza di chi ce l'ha fatta, che il proprio futuro non è scritto negli errori commessi. Sono alcuni dei risultati più significativi di CarPediEm – Creare Presidi Educativi, il progetto promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga, conclusosi dopo dodici mesi di attività.

Nato per prevenire il rischio di dipendenze tra adolescenti e giovani e per intercettare precocemente situazioni di vulnerabilità, il progetto ha operato costruendo una rete educativa capace di coinvolgere famiglie, scuola, territorio, operatori sociali e istituzioni. L'obiettivo era semplice ma ambizioso: arrivare prima che il disagio si trasformi in dipendenza, devianza o abbandono dei percorsi di crescita.

Cuore delle attività è stato lo Spazio Giovani allestito nel Centro Sociale Aranceto, diventato nel tempo un punto di riferimento per molti ragazzi del quartiere. Attraverso laboratori sportivi, giochi educativi, percorsi socio-emotivi, attività di orientamento scolastico e professionale, momenti di confronto e ascolto, i partecipanti hanno sperimentato forme sane di aggregazione e costruito nuove competenze relazionali. Gli educatori hanno registrato un progressivo miglioramento nella gestione delle emozioni, nel rispetto delle regole, nella collaborazione tra pari e nella capacità di immaginare il proprio futuro. Un ruolo importante è stato svolto anche dallo Sportello SOS Famiglie, che ha offerto sostegno e orientamento a genitori spesso alle prese con difficoltà educative, fragilità relazionali e preoccupazioni legate ai comportamenti dei figli. Lo sportello ha rappresentato un presidio stabile di ascolto e accompagnamento, contribuendo a rafforzare le competenze genitoriali e la capacità delle famiglie di affrontare situazioni complesse.

Particolarmente significativa l'esperienza realizzata all'interno dell'Istituto Penale per i Minorenni "Silvio Paternostro" e della Comunità Ministeriale di Catanzaro. Incontri, seminari sulle dipendenze e sulle neuroscienze, testimonianze di ex utenti e di persone che hanno trasformato esperienze difficili in opportunità di rinascita hanno favorito nei giovani detenuti una riflessione autentica sulle proprie scelte e sulle possibilità di cambiamento. Gli operatori hanno osservato un passaggio da atteggiamenti inizialmente difensivi a una partecipazione sempre più consapevole e propositiva.

Il progetto ha inoltre investito nella sensibilizzazione della comunità e nella formazione degli educatori cosiddetti "naturali" – genitori, insegnanti, operatori e figure di riferimento dei giovani – con l'obiettivo di rendere il territorio più preparato a riconoscere i segnali precoci del disagio.

A supporto delle attività è stata realizzata anche una guida alla consapevolezza dal titolo "Il tuo futuro non è scritto nei tuoi errori, ma nelle scelte che fai oggi", distribuita in diversi contesti educativi e aggregativi come strumento di prevenzione e riflessione.

Sul piano della valutazione, il progetto ha raccolto 231 questionari anonimi tra giovani e giovani adulti, creando una base conoscitiva importante per comprendere meglio la percezione del rischio, i fattori di vulnerabilità e i bisogni emergenti del territorio.

Più dei numeri, tuttavia, resta il valore delle relazioni costruite. CarPediEm lascia in eredità un'esperienza che ha dimostrato come la prevenzione sia davvero efficace quando riesce a creare luoghi sicuri, occasioni di confronto e opportunità concrete. Perché aiutare un ragazzo a fare una scelta consapevole oggi significa spesso evitare una dipendenza domani e restituire fiducia al suo futuro.


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