Case dei familiari dei pentiti in condizioni di degrado, la denuncia dell'avvocato Conidi: "Letti sfatti e formiche sul pavimento"

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images Case dei familiari dei pentiti in condizioni di degrado, la denuncia dell'avvocato Conidi: "Letti sfatti e formiche sul pavimento"
L'avvocato Maria Claudia Conidi
  27 maggio 2021 16:48

di MARIA CLAUDIA CONIDI*

E’ davvero inaccettabile quanto accade  ogni giorno a discapito della gente sottoposta a protezione speciale e dei suoi familiari al seguito, in merito all’ “accoglienza” loro riservata nelle “località protette” in cui vengono allocati per motivi di sicurezza con documenti di copertura , nella più assoluta segretezza e inaccessibilità, sempre per ovvi motivi legati alla protezione cui soggiace chi opta per la giustizia.

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 Infatti accade sempre fin troppo spesso che i soggetti in questione trovino delle brutte sorprese sul posto “protetto” loro riservato per iniziare la “nuova vita” all’insegna della legalità, poiché una volta prelevati dalle loro case agiate e confortevoli -lasciate pur a  malincuore, ma per necessità legata alla loro stessa sopravvivenza- ,vengono destinati ad ambienti squalidi, insalubri, scarsamente igienizzati, privi di qualsiasi confort anche minimale , ma soprattutto, siano “divisi” tra di loro: nipoti dagli zii, cugini fra di loro, fratelli tra sorelle, genitori dai figli e via dicendo ,e  ciò a dispetto dei valori costituzionalmente garantiti quali la famiglia, nucleo primigenio di legalità e comunione di interessi, il rispetto per la dignità della persona umana, sia come individuo che nell’ambito della comunità stessa in cui si svolge la sua personalità-

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Ma quello che si intende oggi rimarcare per averne avuto ennesima riprova fotografica in tempo reale, è come sia  calpestato troppo frequentemente un diritto ormai sancito oltre che dalla Costituzione Italiana e non solo ,ma anche dalle Nazioni Unite con la Convenzione Internazionale sui diritti economici, sociali culturali  ,ovvero il diritto a una casa dignitosa. 


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Tale diritto, infatti, si fonda proprio su quello a vivere una esistenza dignitosa.

Nella casa si svolge la maggior parte del tempo della vita stessa di ciascun individuo ed è proprio nella casa in cui si abita che si svolge la parte fondamentale della propria esistenza, sin da piccoli , fino a diventare adulti, spazio in cui maturano scelte e decisioni importanti e ci si rinfranca dopo le fatiche legate al lavoro svolto  quotidianamente e anche qui, negato clamorosamente e fin troppo.

Se la casa diventa un inferno e la lontananza tra i parenti è la regola sulla quale dover basare i rapporti affettivi tra chi è legato da vincoli di sangue, allora non c’è più mordente per credere nella scelta fatta e tanto lo Stato realizza, nel momento in cui questa gente , delusa profondamente dallo Stato, ritorna sui suoi passi, lascia la località protetta e opta per la vita pericolosa in terra natìa, molto spesso subendo conseguenze atroci se non letali-

E se  chiede altro alloggio, nel frattempo questa gente” che non si accontenta di quello che passa il convento” deve pagare di sua tasca un albergo per sfuggire alle soluzioni forzate dello Stato, che , a dire di chi scrive, così facendo, disincentiva la collaborazione e fallisce nei suoi intenti, sempre presupponendo che  questi coincidano effettivamente con quelli degli operatori di diritto e legalità che sono i magistrati  delle varie Procure Distrettuali Antimafia d’Italia e che propongono allo Stato i vari pentiti di mafia, “cosa nostra” , “camorra”, “sacra corona unita” o “’ ndrangheta” che dir si voglia.

E’ il momento di denunciare questo grande sfacelo, poiché in troppi credono che fare i pentiti sia da sempre  un pregio , un lusso riservato a pochi eletti, anzi,-

E’ una vita che inizia zoppicando, tra letti sfatti e formiche sul pavimento, tubi di scarico nelle vasche da bagno  e fornelli con pericolo di fughe di gas-

Non mi vergogno di dire che ne ho viste di peggio, allorquando mi è stato riferito da persone fin troppo attendibili, anche nei processi di mafia in cui sono stati sentiti , che è capitato finanche di dover condividere il tetto domestico con donnine un po’ troppo allegre e seguaci al seguito.

Insomma è ora che lo Stato si preoccupi un po’ di più degli interessi in gioco , riservando a chi merita ,la giusta accoglienza.

La posta in gioco è alta. Si rischia di deludere un’ intera popolazione che ne ha fin troppo subito da un sistema che dà prova ogni giorno di non potersi permettere lui il lusso di gestire un fenomeno così serio e determinante qual è quello della collaborazione con la giustizia, perché gestito con mezzi inadeguati e poco consoni ,in risposta al lerciume della malavita che invece, purtroppo, sguazza sempre di più nel lusso, tra rubinetti d’oro ,  piscine coperte ,- d’oro e non -, permettendosi pure di deridere questa gente che invece  combatte ogni giorno per far trionfare la giustizia , in nome di un passato rinnegato di ogni sorta di delitti e nefandezze. 

*AVVOCATO

 

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