
Finisce dopo 15 anni, con una parola definitiva pronunciata dalla Suprema Corte, l'odissea giudiziaria del Generale Graziano Melandri. La Terza Sezione Penale della Cassazione ha infatti annullato senza rinvio la sentenza di condanna emessa nel maggio 2025 dalla Corte d’Appello di Catanzaro, chiudendo un capitolo doloroso iniziato nel lontano 2011.
Tutto ebbe inizio con l’inchiesta sulla gestione della discarica di Catanzaro-Alli, che portò all'arresto di diversi imprenditori del Nord Italia. In quel contesto, Melandri – allora Commissario Straordinario all’Ambiente della Regione Calabria – finì nel mirino degli inquirenti con l’accusa di compiacenza e coinvolgimento diretto. Un’accusa pesante che spinse il Generale a rassegnare immediatamente le dimissioni per senso delle istituzioni.
Nonostante una sentenza della Corte dei Conti avesse già da tempo dichiarato la piena legittimità del suo operato, i giudici penali avevano seguito un’altra strada: condanna in primo grado nel 2021 e conferma in Appello nel 2025.
Un punto cruciale della vicenda è stato il coraggio processuale della difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Fonte e Giacomo Carbone. Per permettere un accertamento pieno della verità e non uscire dal processo per un semplice decorso del tempo, Melandri aveva deciso di rinunciare alla prescrizione. Una scelta rischiosa che ieri, con la decisione degli ermellini, ha trovato la sua definitiva validazione.


Gli avvocati Giuseppe Fonte e Giacomo Carbone
Al termine dell’udienza, l’avvocato Giuseppe Fonte ha espresso soddisfazione, non senza una punta di amarezza per i tempi della giustizia italiana: "La vicenda del Generale Melandri è la testimonianza più evidente dei danni che la lungaggine del processo può provocare a un imputato incolpevole. È paradossale che un cittadino debba attendere 15 anni per vedersi restituire l'onorabilità. Questa è una distorsione del sistema che il potere legislativo deve affrontare: per Melandri questa declaratoria di innocenza arriva dopo un tempo così lungo da pesare drammaticamente sulla sua intera vita lavorativa".
Con la sentenza di ieri, cala definitivamente il sipario su uno dei casi giudiziari più discussi della gestione ambientale in Calabria, restituendo al Generale Melandri la piena onorabilità dopo oltre un decennio di "calvario".
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