
“Le parole dell’avvocato Anselmo non rappresentano una legittima richiesta di garanzie, ma una delegittimazione preventiva del lavoro della Procura di Bologna e della Squadra Mobile. Far passare il principio che chi indossa una divisa sia, per definizione, incapace di svolgere un’indagine imparziale è una tesi grave, che mette sotto accusa un intero sistema investigativo”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp, rispondendo alle affermazioni del legale della famiglia Fakir.
“Le indagini - continua Pianese - non le dirige la Questura, ma la Procura della Repubblica, che opera in piena autonomia e decide modalità e sviluppo degli accertamenti. Insinuare che magistrati e investigatori possano lasciarsi condizionare da fantomatiche pressioni politiche significa alimentare un sospetto pesantissimo sulle istituzioni senza offrire alcun elemento concreto. La solidarietà portata dalle istituzioni agli agenti coinvolti non è un'ingerenza, ma un atto dovuto verso chi rischia la vita per la sicurezza pubblica.
Noi siamo i primi a pretendere che sulla morte di Fakir venga accertata tutta la verità, ma la verità si cerca attraverso gli atti d’indagine e non delegittimando chi è chiamato a svolgerli. Sostenere che la Procura non sia libera e che la Squadra Mobile sia asservita alla politica non colpisce solo questo procedimento, ma mina la credibilità stessa dello Stato di diritto”, conclude.
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