Caso falso cieco nel Vibonese, arriva la sentenza di assoluzione e la difesa: "L'opinione pubblica lo aveva già condannato, necessaria massima prudenza"

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  30 giugno 2026 16:26

Era l’estate del 2024 quando la Guardia di Finanza di Tropea eseguiva un sequestro di circa 100mila euro nei confronti di Francesco Zungri. La stampa locale e nazionale cavalcava immediatamente la notizia del "falso cieco" che, pur essendo abile al lavoro, avrebbe truffato lo Stato. Sui social network si scatenava la corsa al commento ironico e indignato per il cieco assoluto presumibilmente impegnato a fare il bagnino.
Oggi, a distanza di due anni – e dopo che già in fase cautelare la difesa era riuscita a dimezzare l'importo del sequestro –, il GUP del Tribunale di Vibo Valentia, dott. Maccarone, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Francesco Zungri.
Il Giudice ha accolto integralmente la tesi difensiva, secondo cui non è emersa alcuna "falsa attestazione" dello stato di cecità volta a trarre in inganno la commissione collegiale; la stessa che, nel 2018, aveva riconosciuto lo Zungri quale cieco assoluto.
L’Avv. Sandro D’Agostino accoglie questa sentenza con grande soddisfazione e dichiara:
"La vicenda processuale vissuta dal Sig. Zungri ci ricorda ancora una volta quanto sia necessaria la massima prudenza nell’analizzare l’applicazione di misure cautelari personali o, come nel caso di specie, reali. Prima ancora che il Sig. Zungri potesse esercitare il proprio diritto di difesa, l’opinione pubblica lo aveva già condannato senza pietà.
Fin dal primo momento abbiamo manifestato la piena volontà del mio assistito a sottoporsi a qualsiasi accertamento medico. Nel corso dell'udienza preliminare, sviluppatasi su più sedute, abbiamo chiesto con fermezza sia di specificare quale fosse la presunta falsa attestazione che avrebbe raggirato la commissione medica, sia di far verificare l'intera documentazione investigativa da un perito nominato dal Giudice. Esprimiamo grande soddisfazione per una sentenza che ha stabilito l'assenza di qualsiasi ragionevole probabilità di condanna e che – grazie all’attenzione del Giudicante – ha sottratto il Sig. Zungri a un processo che si prospettava lungo e faticoso".


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