
La vicenda dei felini di Catanzaro ha sollevato un polverone mediatico che necessita di una rilettura attenta, basata sui fatti e sulle responsabilità contrattuali, come sottolineato con fermezza da Francesca Console, Presidente dell'Associazione Anima Randagia OdV. Al centro della questione vi è la posizione di un medico veterinario che, secondo l'associazione, ha operato per un decennio con estrema diligenza e professionalità, rispettando i doveri di prudenza e decoro sanciti dal Codice Deontologico, nonostante le gravi inadempienze istituzionali.
Il fulcro del problema risiede nel mancato rispetto degli accordi contrattuali sottoscritti tra il Comune di Catanzaro e la società in house incaricata del servizio. Secondo quanto riportato dalla Presidente Console, i contratti in essere obbligano l'amministrazione a realizzare una struttura idonea per il ricovero temporaneo e il pronto soccorso dei gatti randagi incidentati. Tuttavia, negli anni, la gestione si è trasformata in un'ospitalità a tempo indeterminato che esula dalle competenze puramente sanitarie del medico convenzionato. I gatti sono stati curati e mantenuti anche oltre i termini stabiliti, spesso per patologie non rientranti nella convenzione, trasformando di fatto una prestazione professionale in un'attività di volontariato non dovuta.
La recente comunicazione riguardante la "liberazione" degli animali è stata ampiamente travisata dall'opinione pubblica. Console chiarisce che il termine, usato in senso figurato, indica la restituzione dei gatti al loro legittimo proprietario, ovvero il Comune, presso strutture che l'amministrazione avrebbe dovuto predisporre da oltre dieci anni. Non si tratta dunque di abbandono in strada, ma della necessaria riconsegna di "pazienti" che il medico non è più in grado di ospitare a proprie spese, non potendo più garantire gli standard di cura necessari a causa della saturazione del sistema e della mancanza di fondi.
Anima Randagia punta il dito contro il fallimento sistemico dell'Amministrazione Comunale e del Servizio Veterinario, accusati di non aver garantito i Livelli Essenziali di Assistenza in materia di randagismo. La critica della Presidente è rivolta a chi elargisce giudizi senza conoscere la realtà dei flussi finanziari e delle omissioni istituzionali, ledendo la reputazione di chi ha operato in prima linea. L'invito finale è quello di indirizzare le proteste verso le autorità che detengono il potere e l'obbligo di intervenire, ponendo fine a un immobilismo che grava esclusivamente sulle spalle dei professionisti e sulla pelle degli animali.
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