
Piroso: "Ma gli Uffici della nostra città continuano a negare un diritto riconosciuto da una sentenza dello Stato. Una vergogna"
28 febbraio 2026 13:14Potranno avere le carte richieste. L'accesso agli atti dovrà essere eseguito. Il Tribunale amministrativo della Calabria il 20 febbraio ha accolto il ricorso dei coniugi Grampone Talotta, in qualità di titolari del “lido lo ionio ce l’hai “ordinando al Comune di Catanzaro di dare integrale esecuzione della sentenza entro 30 giorni dalla notificazione ; “nomina quale “Commissario ad acta “ il segretario generale del Comune di Lamezia Terme"; “condannando il Comune di Catanzaro al pagamento in favore del ricorrente di una somma 20 euro per ogni giorno di ritardo rispetto alla notifica . Il tutto dopo che lo stesso tribunale aveva con sentenza , oramai passata in giudicato riconosciuto il diritto dei due coniugi ad accedere agli atti in particolare alla “Scia “ relativa alla costruzione del “ lido lo ionio ce l’hai “.
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Il tutto dopo che lo stesso tribunale aveva con sentenza, oramai passata in giudicato riconosciuto il diritto dei due coniugi ad accedere agli atti in particolare alla “Scia “ relativa alla costruzione del “ lido lo ionio ce l’hai “.
Ma scrive il segretario regionale MRE ( Movimento dei Repubblicani Europei ) Carlo Piroso "gli Uffici della nostra città continuano a negare a due nostri concittadini , a due imprenditori, a due genitori, un diritto riconosciuto da una sentenza dello Stato". "Potrebbe finalmente scriversi FINE ad un ostruzionismo, durato quasi 10 anni , fatto di abusi, negazioni ed umiliazioni a danno dei due imprenditori, costretti a combattere non solo contro la criminalità organizzata , dagli stessi più volte denunciata , tanto da essere dichiarati “vittime di racket “, ma cosa più umiliante a “combattere “ contro la pubblica amministrazione per il riconoscimento di un loro diritto . Numerosissime, infatti negli anni, sono state le richieste di accesso agli atti , tutte negate o parzialmente eseguite ora dal 20 febbario si potrebbe far luce sull’intera vicenda legata al lido in questione ".

Carlo Piroso
Tutto nasce da una Scia presentata nell’aprile del 2014 , dal titolare di una concessione demaniale , finalizzata all’ampliamento di uno stabilimento balneare a Catanzaro lido . Piroso "ricorda che lo stabilimento era stato oggetto di furti ed atti dolosi , tutti prontamente denunciati e di ben due incendi , durante la gestione dei coniugi Grampone, oltre ad un precedente incendio durante la gestione del titolare della concessione . A seguito del secondo incendio, a causa del quale lo stabilimento fu completamente distrutto i due imprenditori, con grossi sacrifici personali lo ricostruirono per come gli era stato consegnato dal titolare della concessione demaniale. Dopo complesse indagini e numerose cause gli imprenditori vennero dichiarati "vittime di racket".
"Intanto in questi anni il Comune ha accusato i coniugi di abusi edilizi di ogni genere sulla base di presunte “carte” e progetti depositati in Comune . Peccato però che ad oggi il Comune quelle carte non solo, non le ha mai e si sottolinea mai fatte vedere ai coniugi Grampone , ma addirittura non le ha mai esibite in nessun tribunale ultimo dei quali il TAR Calabria - spiega ancora Piroso - a questo punto ci si dovrebbe chiedere esistono? o come personalmente credo che, probabilmente, non siano mai esistite queste carte? E se esistono perché non sono state esibite alle autorità? E se esistono perché non consegnarle a chi ha ottenuto il riconoscimento di un diritto attraverso una sentenza dello Stato Italiano? E se esistono perché far umiliare la città di Catanzaro con la nomina di un commissario ad acta per la verifica e la consegna delle suddette documentazioni? Ancora più grave sarebbe la vicenda se le carte non dovessero esistere oppure non fossero mai esistite. Infatti , Abbiamo detto di negazione di atti e di abusi. Basti pensare che lo stabilimento balneare , in nome di presunti abusi è stato più volte chiuso , posto sotto sequestro ed è stato oggetto di sanzioni amministrative , fino a decretarne la definitiva chiusura nel pieno della stagione estiva con l’apposizione dei sigilli . Il tutto creando imbarazzo e frustrazione nei titolari grossissimi disagi ai clienti che avevano gli ombrelloni presso la struttura ed eliminando dall’offerta turistica una delle migliori proposte estive nel settore ristorazione e divertimento, della città di Catanzaro e non solo. La cosa altrettanto grave e che ci dovrebbe far rabbrividire tutti è che in questi anni il sig.Grampone Aniello ( detto Nello ) e sua moglie sig.ra Matilde Talotta hanno dovuto subire cause civili e penali ,di ogni genere , con danni economici e di immagine incalcolabili, proprio sulla base di quei documenti a tutt’oggi negati. Ecco perché il 20 febbario il sindaco e la sua amministrazione hanno scritto la parola "vergogna” per non aver dato esecuzione ad una sentenza dello stato italiano negando un diritto , obbligando così il TAR calabria alla nomina di un commissario ad acta. quindi potrebbe essere il Segretario Generale del Comune di Lametia Terme a mettere la parola fine a questa “vergognosa “ storia . Ecco perché pensiamo che fino a quando si verificheranno queste vicende , la città di Catanzaro non sarà un Capoluogo di Regione reale, vero e compito. Carissimi Catanzaresi quale buona amministrazion , di destra o sinistra essa sia, nega un diritto ad un suo cittadino? Quale ufficio prima di prendere decisioni così gravose per chi le subisce non si accerta della regolarità e/o addirittura dell’esistenza degli stessi documenti comprovanti abusi e/o cattive condotte?".
"Mi viene difficile pensare che i comportamenti della nostra amministrazione possano essere stati dettati da antipatie personali , ripicche o addirittura interessi di altro genere. Questi sarebbero i principi di buon andamento , trasparenza , e leale collaborazione ai quali si dovrebbero ispirare i nostri uffici competenti nell’esercizio delle loro attività Il sindaco di questa città a quali buone pratiche a quale trasparenza si riferisce durante l’esecuzione del suo mandato? Certamente non a quella trasparenza che se vi fosse stata avrebbe impedito ad una famiglia catanzarese di cadere nella frustrazione quotidiana per aver perso tutto ciò che erano stati in grado di costruire ed oggi chi li ripagherà?"
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