Caso pestaggio Ferrerio, il Tribunale dei minori conferma la messa alla prova per la ragazza all'epoca dei fatti minorenne

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images Caso pestaggio Ferrerio, il Tribunale dei minori conferma la messa alla prova per la ragazza all'epoca dei fatti minorenne
Davide Ferrerio e all'interno Aldo Truncè
  31 gennaio 2024 16:27

di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA

Il Tribunale dei minori conferma la messa alla prova per la ragazza, oggi maggiorenne, indagata per concorso anomalo nel tentato omicidio di Davide Ferrerio, il 21enne di Bologna brutalmente picchiato l’11 agosto 2022 a Crotone e ora ricoverato in coma irreversibile nel capoluogo emiliano.

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Il Gup Emanuela Folino e i giudici a latere Barbuto e Mallamaci al termine dell'udienza svolta in giornata hanno accolto le tesi difensive dell’avvocato della giovane imputata, Aldo Truncè del Foro di Crotone che si è trovato di fronte al Procuratore capo Alessandra Roberto.

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Il nuovo processo scaturisce dalla decisione della Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio l’ordinanza del Gup del Tribunale per i minorenni di Catanzaro che nel mese di aprile aveva sospeso il processo e disposto la messa in prova della ragazza.

La difesa sostiene che Martina ha mostrato un comportamento collaborativo e rispettoso della legge nel corso del processo, ed ha intrapreso un percorso di maturazione e crescita personale.

L’avvocato Truncè chiede al giudice di non interrompere il percorso di messa alla prova a cui Martina è stata sottoposta, in quanto ritiene che questo percorso sia l'unica possibilità per la ragazza di riscattarsi e di essere reinserita nella società.

Gli elementi chiave delle tesi difensive sono tre:

Martina non ha avuto la possibilità di prevedere l'esito drammatico dell'aggressione; ha mostrato un comportamento collaborativo e rispettoso della legge; ha intrapreso un percorso di maturazione e crescita personale.

La Map deve proseguire perchè la condotta è stata occasionale:  

Martina non ha voluto che l'aggressione accadesse, e non poteva prevederne l'esito drammatico.

Il percorso di maturazione condotto dalla giovane imputata l’ha portata, secondo la relazione di chi la segue, ad essere in grado di comprendere la gravità della situazione e di volersi impegnare per cambiare.

La giovane è al centro della vicenda dalla quale scaturì l’aggressione a Davide Ferrerio per uno scambio di persona. Aggressione per la quale è stato già condannato per tentato omicidio Nicolò Passalacqua, 22enne di Colleferro (Roma).

La vicenda nasce da una relazione che la giovane aveva sui social con un uomo di 32 anni che si nascondeva sotto un profilo falso con il nome di un ex fidanzato della ragazza. Per questo la giovane, insieme alla mamma (che è a processo con il rito ordinario per lo stesso reato), invitò il suo spasimante social a un appuntamento con lo scopo di scoprirne l’identità. 

L’uomo, però, si avvide della trappola e riuscì a defilarsi inviando poi alla ragazza il messaggio: «Ho una camicia bianca» che provocò lo scambio di persona con Davide Ferrerio il quale, indossando proprio una camicia bianca, stava passando nei pressi del tribunale di Crotone quell’11 agosto. Il ragazzo bolognese venne picchiato brutalmente da Passalacqua.

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