Caso S. Anna Hospital. La minoranza in Consiglio presenta una mozione per salvare la clinica

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Il Consiglio regionale della legislatura guidata da Jole Santelli
  23 aprile 2021 18:54

Sul rischio che il Sant’Anna - Hospital “sia cancellato dal Sistema sanitario regionale con la perdita di 300 posti di lavoro e la dispersione di un rilevante patrimonio scientifico che costringerebbe i pazienti calabresi a sottoporsi a interventi cardiochirurgici in strutture sanitaria di altre regioni”,  intervengono i  capigruppo dell’opposizione attraverso una mozione presentata in Consiglio regionale. La mozione, ad avviso dei capigruppo che la siglano - Francesco Pitaro (Misto), Domenico Bevacqua (Pd), Marcello Anastasi (Io resto in Calabria) e Antonio Billari (Dp) - si auspica che sia discussa e approvata lunedì prossimo, durante la discussione programmata dal Consiglio regionale sulla sanità alla presenza del Commissario ad acta per il Piano di rientro Guido Longo. Obiettivo dei capogruppo dell’opposizione è che il Consiglio regionale “impegni il Presidente della Regione, affinché si promuova con urgenza ogni passaggio utile a definire positivamente la vicenda amministrativa del Sant’Anna interessando direttamente il Ministero della Salute e il Ministero dell’Interno, affinché avochino la procedura del rinnovo del contratto o rimuovano la triade commissariale dell’Asp di Catanzaro”.

Nella mozione si sottolinea l’urgenza di salvaguardare un’eccellenza della sanità calabrese (effettua 900 interventi  di cardiochirurgia l’anno e ha ottenuto per 3 anni il primo posto nella classifica delle cardiochirurgie stilata da Agenas) che  - violando ogni principio di efficacia, trasparenza e buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione - è lasciata in sospeso senza preoccuparsi che, se venisse meno, si lederebbero i livelli essenziali di assistenza e il diritto alla salute dei calabresi, facendo al contempo lievitare i costi dell’emigrazione sanitaria”. Il paventato rischio di vedere la clinica cardiologica cancellata è dovuto “al diniego - nonostante l’accreditamento della struttura concesso con decreto dal Commissario ad acta per la sanità - da parte dell’Asp di Catanzaro di stipulare il contratto per l’anno in corso”.

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