Catanzaro. Abusivismo pubblicitario in città, Rizza: "Cosa è cambiato 3 anni dopo l’approvazione del nuovo regolamento?"

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images Catanzaro. Abusivismo pubblicitario in città, Rizza: "Cosa è cambiato 3 anni dopo l’approvazione del nuovo regolamento?"

  08 luglio 2021 09:00

di ROBERTO RIZZA

Il venti novembre del 2019 ho diramato un comunicato stampa per mezzo del quale mi chiedevo e chiedevo a che punto fosse, nella nostra città, dopo l’approvazione del nuovo piano generale dei mezzi e degli impianti pubblicitari, la lotta all’abusivismo pubblicitario e, di conseguenza, gli incassi, stimati in circa ottocento mila euro, nel corso del tempo perduti dalla nostra amministrazione comunale.

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Lo ripropongo oggi, tale e quale, un anno e mezzo dopo. Lo ripropongo oggi, tale e quale, tre anni dopo l’approvazione del nuovo regolamento. 

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Lo ripropongo in maniera costruttiva e positivamente critica. Nella speranza che il tempo trascorso non sia passato invano. Il contrario sarebbe grave.

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"Catanzaro continua a perdere centinaia di migliaia di Euro? Cosa è cambiato dopo la tanto attesa approvazione del nuovo regolamento? Più di un anno e mezzo fa l’amministrazione comunale di Catanzaro ha approvato il piano generale dei mezzi e degli impianti pubblicitari, una misura che, dopo un iter travagliato, avrebbe dovuto sanare un vulnus che, nel tempo, ha pesato per centinaia di migliaia di euro sulle casse comunali in termini di mancati incassi. Si rileva la presenza, su tutto il territorio comunale, di un massiccio fenomeno di abusivismo sia in relazione ai pagamenti dell’imposta pubblicitaria che relativamente al titolo abilitativo afferente l’installazione degli impianti", cita Rizza. "In queste poche righe, messe nero su bianco nella proposta di deliberazione allora indirizzata dal settore urbanistica al consiglio comunale, e da quest’ultimo poi approvata, è riassunta la ratio di un provvedimento la cui necessità è stata, nel corso degli anni, più volte ribadita anche dalla Corte dei Conti. 

La questione, per i lettori, è così, “semplicemente” riassunta: una parte degli impianti pubblicitari di grande formato presenti per le vie cittadine non è in regola con le imposte dovute, ma soprattutto una buona parte degli stessi risulta essere priva di qualsiasi autorizzazione. L’amministrazione comunale, per contrastare questo fenomeno, avrebbe dovuto e così ha ben fatto, riscrivere le regole e rideterminare gli spazi finalizzati alla promozione pubblicitaria. Successivamente poi, avrebbe dovuto procedere alla regolare assegnazione, tramite bando, degli stalli individuati, a fronte di un corrispettivo per il giusto titolo autorizzativo e al puntuale e corretto recupero delle imposte dovute. Il regolamento approvato, quindi, sarebbe dovuto essere propedeutico ad una serie di altre determinazioni necessarie per ripristinare, nel merito, la piena legalità e il recupero delle ingenti somme di denaro. 

Oggi, dunque, dopo diciotto mesi, è doveroso chiedersi quanti e quali passi in avanti, nel merito, la citta abbia fatto. A che punto è la redazione del bando di gara che avrebbe dovuto assegnare le superfici degli impianti da adibire a pubbliche affissioni così come da elaborato approvato? Come stanno procedendo i contenziosi tra l’amministrazione e le tante aziende private operanti nel settore? Quanti impianti abusivi sono stati rimossi negli ultimi diciotto mesi e quali misure sono state adottate in tal senso? È certo che, nel corso di quest’ultimo anno, nessun nuovo impianto pubblicitario abusivo è stato installato?.   Domande legittime che vogliono essere da stimolo costruttivo. Poste per l’interesse generale della città e nel prosieguo di un impegno che, nel merito, ho personalmente portato avanti negli anni in cui ho avuto l’onore di essere amministratore della cosa pubblica e il cui interesse, me lo impone la mia formazione, ci mancherebbe altro, non può esaurirsi con la fine di un mandato. Anzi". 

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