














di GAETANO MARCO GIAIMO
"Ci sono parole che sembrano leggere, poi te le consegnano e capisci che pesano". È così che il Cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, conosciuto soprattutto come Don Mimmo alle nostre latitudini, ha iniziato il suo discorso questa mattina durante il Consiglio Comunale tenutosi per conferirgli la cittadinanza onoraria di Catanzaro. La proposta avanzata dal Sindaco del capoluogo, Nicola Fiorita, è stata accolta all'unanimità quest'oggi all'interno di una gremita Aula Rossa di Palazzo De Nobili, con 23 voti favorevoli su altrettanti presenti, davanti a un uditorio pronto a salutare chi ha sempre portato avanti la propria missione sacerdotale "nel segno della più vera umanità, con sguardo amorevole verso i più deboli e fragili, donando loro un abbraccio forte e una risposta concreta", come sottolineato dal Presidente del Consiglio Comunale, Gian Michele Bosco.

Un legame indissolubile quello tra il cardinale e la città dei tre colli: nato a Satriano, Don Mimmo ha compiuto i suoi studi nel Seminario regionale di San Pio X; ha anche ricoperto il ruolo di rettore del seminario liceale del capoluogo, ma la sua attività più incisiva è stata svolta nei suoi oltre 20 anni (dal 1992 al 2016) alla guida del Centro calabrese di Solidarietà. "Proprio perché ha saputo rendere migliore la vita di chi ha voluto comprendere le sue parole e la sua opera, la città oggi è felice di poterlo accogliere tra i suoi cittadini onorari", ha concluso Bosco.
Il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha preso la parola e ha voluto tracciare un parallelismo tra il territorio napoletano e quello catanzarese: in questo scambio di rotte, infatti, De Rosa, napoletano, opera a Catanzaro, mentre Battaglia, catanzarese, ora si ritrova alla guida spirituale dell'arcidiocesi di Napoli. "Sia qui che a Napoli si parla dell'eredità di Don Mimmo: i nostri territori esprimono un grande cuore e la Chiesa, sia qui che in Campania, gioca un ruolo importante nel sopperire alle mancanze delle agenzie formative. Come diceva Sant'Agostino, coloro che comandano stanno al servizio di quanti ne sembrano comandati, è questo lo spirito con cui dobbiamo svolgere il nostro ruolo".
L'Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Mons. Claudio Maniago, ha voluto ringraziare il Cardinale perché "amare una città vuol dire guardare prima di tutto ai più fragili ed è facile vedere come tu hai interpretato questo nel nostro territorio, lasciando un segno importante e dando l'esempio a chiunque voglia fare altrettanto". Momenti di commozione, poi, per l'intervento di Isolina Mantelli, oggi presidente del Centro calabrese di Solidarietà: "Abbiamo tutti amato Papa Francesco ma non sono mai riuscita a perdonarlo per quando ha nominato Mimmo vescovo, portandomi via un amico e privando tutti noi di questa grande persona. Il Centro è opera tua e lo portiamo avanti con fede e costanza perché deve sopravvivere a tutti noi, essendo costituito da gente che vive insieme e combatte un un'unica battaglia. Schierarsi dalla parte degli ultimi è una forma ineccepibile di giustizia e spero che tu possa tornare qui perché non ce la posso fare da sola".
Dopo un lungo applauso, la parola è passata al Sindaco Fiorita: "Ci sono riconoscimenti che servono a dare prestigio. E ce ne sono altri che servono a dare senso. Lei non è qui perché è Cardinale ma perché ha scelto subito da che parte stare, immergendosi nell’umanità di un luogo che anche grazie a lei è diventato comunità. Per oltre vent’anni ha guidato il Centro calabrese di Solidarietà. Non un incarico, ma una responsabilità diventata missione di vita nel segno di un Vangelo non predicato: senza parole, senza slogan, ma cercando la sofferenza e l’amore nei volti e nelle storie, specie quelle dimenticate. Quando Papa Francesco l’ha chiamata a Napoli e poi l’ha voluta Cardinale, lei non ha cambiato linguaggio, postura o tono: ha continuato a dire che la pace non si costruisce armando i popoli, ma disarmando i cuori. È nato a Satriano, crescendo in questa Calabria che conosce le fragilità ma conosce anche la tenacia. Oggi Catanzaro le conferisce la cittadinanza onoraria per riconoscere una vita piena di generosità e di coerenza: la città non la celebra, non la festeggia, non la onora, la assume come esempio, ancora una volta".
In seguito alla votazione, il Cardinale Battaglia è stato accolto per poter trasmettere il suo messaggio: "Io non desidero essere ascritto tra i primi cittadini. Non perché io non stimi il ruolo, non perché io non riconosca l'importanza delle responsabilità pubbliche, anzi. Proprio perché prendo sul serio le parole, io vorrei che oggi fosse chiaro il punto in cui desidero stare. Io vorrei essere iscritto non nell'elenco dei primi, ma in quello degli ultimi, perché è da loro che capisci la vita". La voce di Don Mimmo è rotta dall'emozione quando inizia il fulcro del suo discorso: "Sul mio comodino tengo due libri: il Vangelo e la Costituzione. La sera, quando la casa si fa silenziosa e rimane soltanto la verità nuda delle cose, quei libri, con linguaggi diversi, mi fanno la stessa domanda: da che parte stai? Il Vangelo non è solo opera di fede ma anche un deposito di parole che attraversano i secoli per toccare ciò che ci rende uomini: dignità, compassione, giustizia, libertà, pace, libertà interiore. La Costituzione è la grammatica civile del nostro stare insieme, la forma che abbiamo dato alla parola Noi, l'idea che la persona viene prima. Ecco perché, sul mio comodino, quei due libri non litigano, si parlano, e mi spingono verso gli ultimi. E spesso la gente mi chiama prete degli ultimi: io vi chiedo di lasciarmi questo nome, non perché me lo senta, ma perché mi tiene sveglio, mi impedisce di credere che la mia misura sia il posto che occupo, mi ricorda che il mio posto è accanto e, quando serve, sotto il peso delle fatiche altrui, per provare a sostenerlo un po'. Oggi mi rendete cittadino onorario, ma per me questo titolo ha senso solo se diventa un ponte in basso".
Tramite le "Beatitudini", il cardinale Battaglia ha evidenziato come il Vangelo possa trasmettere anche una missione di vita laica: "Non sono una formula magica, una consolazione addormentata o un invito alla rassegnazione. Sono piuttosto una liberazione di orizzonti, un rovesciamento dei criteri con cui spesso misuriamo il successo. Una comunità civile si vede quando sa stare vicino a chi soffre, senza voltarsi dall'altra parte. Per questo oggi, davanti a voi, soprattutto davanti alla solennità delle istituzioni, io non voglio fare una predica, voglio dire un impegno. La vera nobiltà di una città sta nella capacità di non lasciare nessuno per terra. Ecco perché non voglio essere ascritto tra i primi: Cristo è sceso fra gli ultimi e se il mio Signore ha scelto quella posizione, io non posso cercarne un'altra senza tradirlo".
Sul termine del suo discorso, arriva una dichiarazione d'intenti: "Mi piacerebbe che questa cittadinanza onoraria diventasse, per me, davvero una cittadinanza operativa. Il rischio più grande è che gli ultimi diventino un tema: loro sono persone che vanno incontrate, ascoltate, aiutate. Vi chiedo di aiutarmi a rimanere fedele al mio essere prete degli ultimi: è questo il mio impegno pubblico. E se un giorno qualcuno dirà È stato cittadino di Catanzaro, io vorrei che si potesse aggiungere senza retorica, con naturalezza È rimasto un prete degli ultimi". Il momento, con molta pacatezza, è stato dedicato al piccolo Domenico. Una standing ovation ha accompagnato poi la firma dei documenti per la cittadinanza onoraria, corredati dal dono di una targa celebrativa realizzata da Michele Affidato. Catanzaro, dunque, riabbraccia il "suo" cardinale. Non sarà però l'unica città in Calabria a tributare di una simile onoreficienza Sua Eminenza: martedì 3 marzo, infatti, anche Squillace accoglierà Don Mimmo Battaglia per conferirgli lo stesso status, con una cerimonia che si terrà alle 11 nella Basilica "S. Maria Assunta".
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797