Catanzaro, al 'De Nobili' presentato il libro "La vita per forza" dell'avv Maria Claudia Conidi

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images Catanzaro, al 'De Nobili' presentato il libro "La vita per forza" dell'avv Maria Claudia Conidi

  26 febbraio 2024 08:36

 Sabato 24 febbraio il Liceo “De Nobili” ha accolto, in un incontro particolarmente significativo sotto il duplice aspetto della cultura della legalità e dei valori universali di umanità e rispetto dell’altro, l’avvocato Maria Claudia Conidi, straordinaria figura, nota da svariati anni per il proprio infaticabile e impavido impegno in prima linea per i diritti dei deboli e dei dimenticati, di quella umanità varia, cioè, fragile e bisognosa di qualcuno che le tenda una mano per non annegare definitivamente, per ottenere giustizia e una vita più dignitosa.

Tre classi prime del Liceo delle Scienze Umane hanno spaziato attraverso i temi urgenti e delicati della violenza, della dignità della persona e della cultura democratica della vita, a partire dalla presentazione del volume di narrativa “La vita per forza” pubblicato dall’editore “La Rondine” e ispirato a una storia vera nella quale la scrittrice ha avuto un ruolo attivo in quanto legale che ha curato la difesa nella vicenda di maltrattamenti e violenza di genere che è successivamente divenuta un romanzo breve.

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La proposta di lettura di questo volume, infatti, ha costituito un ennesimo stimolo di cultura della legalità per gli studenti coinvolti, che, come ha sottolineato il Dirigente Scolastico, prof. Angelo Gagliardi durante i saluti istituzionali, a partire dalle prime classi si ritrovano, nel contesto del Liceo “De Nobili”, proiettati in un orizzonte di aperture ed eventi, quali gli incontri con autore al termine dei percorsi di lettura nell’ambito o a latere del progetto Agorà, che li collegano direttamente al mondo della cultura locale e nazionale e a quello della legalità. Il tutto nel più genuino spirito di accompagnamento e sostegno alla crescita dell’individuo, a cui da sempre il liceo cittadino è attento, premurandosi di offrire opportunità rilevanti e diversificate di crescita ai propri studenti. Lo stesso Dirigente ha espresso la propria soddisfazione nel ricevere un’ospite così attenta nella diffusione dei sani valori di rispetto e dignità della persona umana e oltremodo impegnata nella garanzie dei connessi diritti.  

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  Il prof. Franco Migliaccio ha introdotto l’autrice e curato la presentazione dell’opera, corredata da alcune letture di stralci del volume a cura degli studenti. E’ seguita una toccante e puntuale relazione dell’avvocato Conidi che ha avuto modo di illustrare agli studenti i motivi che hanno ispirato la scrittura, non ultima la necessaria denuncia, affinché – come la scrittrice ha sottolineato – gli orrori di cui era stata partecipe non cadessero nell’oblio e perché restasse un segno maggiormente durevole e capace di produrre effetto più duraturo della risonanza mediatica, che pure era seguita alla vicenda: il segno che si lascia attraverso l’educazione delle giovani generazioni.

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Nel suo, a tratti, accorato appello ai giovani perché si impegnino tutti i giorni per una società più giusta, lontana dalla violenza e dall’omertà, l’autrice ha intramezzato incursioni e riflessioni relative alla propria attività in difesa degli “invisibili”, i collaboratori e testimoni di Giustizia – e le loro famiglie – in storici processi contro la ‘ndrangheta che l’ hanno esposta a rischi elevatissimi, nonostante i quali ha portato avanti con coraggio e determinazione la sua battaglia e la rivendicazione del loro diritto a una vita dignitosa che non divenga un “carcere” senza pareti fisiche, una cella di fatto nell’apparente mantenimento di una facciata di libertà, tema “caldo” approfondito in un suo volume già edito da “La Rondine”: Un mondo invisibile. Prima o poi, anche tra i potenti, la giustizia si fa largo. 

Ne è seguito un ampio dibattito, animato dalla curiosità degli studenti che hanno posto svariate domande, alle quali l’autrice si è volentieri prestata, anche riferendo di fatti personali toccanti, nella consueta testimonianza umana e professionale di una vita che viene tuttora spesa al servizio degli altri, senza paura di esporsi. Per questo l’incontro  è stato prezioso e carico di emozione: perché i giovani non necessitano di discorsi impegnati o motivazionali ma di persone che divengano modelli positivi di comportamento e che testimonino con la loro stessa vita quest’impegno nel sistema-mondo, il sistema più complesso, in cui spesso le vittime affondano senza nessuno che tenda loro la famosa mano, fagocitate dall’indifferenza o dalla strumentalizzazione.

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