
di IACOPO PARISI
Le voci degli studenti riempiono i corridoi, le aule diventano palcoscenici. Al Liceo Classico – Convitto Nazionale “P. Galluppi” di Catanzaro la Notte Nazionale del Liceo Classico si è trasformata in un percorso fatto di parole, musica e riflessioni, tutto costruito attorno a un tema: Homo sum. Un evento condiviso da oltre 350 licei classici in tutta Italia ( e all’estero), giunto alla dodicesima edizione, che ancora una volta ha aperto le scuole alla cittadinanza per valorizzare gli studi umanistici e il loro dialogo con il presente.

Al “Galluppi” la serata ha preso forma attraverso un programma articolato e multidisciplinare, che ha coinvolto diversi spazi dell’istituto. Dal teatro, dove si sono svolti i momenti introduttivi e la rappresentazione del Processo ad Antigone, alle aule del primo piano trasformate in luoghi di performance, tra letture, laboratori e reinterpretazioni del mondo classico.
Il filo conduttore è stato il concetto di humanitas, evocato dal celebre verso di Terenzio da cui prende spunto il tema di quest’anno. Un invito a riconoscersi nell’altro, a coltivare empatia e a recuperare una dimensione di ascolto spesso smarrita.
Protagonisti assoluti sono stati gli studenti, che hanno ideato e realizzato gran parte delle attività, guidati dai docenti in un lavoro di preparazione durato settimane. “Questa è una serata costruita dai ragazzi”, spiega la professoressa Maria Trimboli, tra le referenti dell’iniziativa. “Hanno la possibilità di esprimere con originalità e sensibilità le loro emozioni, mettendo in mostra talenti e passioni”.

Un coinvolgimento che si è tradotto in performance intense e partecipate, capaci di unire testi antichi e linguaggi contemporanei.
“Il tema di quest’anno è profondo – aggiunge Trimboli –. È un invito all’umanità, all’inclusione, a ritrovare empatia. In un mondo attraversato da tante difficoltà, è necessario fermarsi ad ascoltare e condividere valori”.
La risposta del pubblico è stata significativa, con una presenza costante nel corso della serata e una partecipazione attenta alle diverse iniziative proposte.
“La scuola è diventata un laboratorio di creatività e di emozioni autentiche”, conclude la docente. “Un luogo di cultura, ma anche di incontro e di crescita personale”.
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