







Dagli hub creativi del San Giovanni e di Lido alle mostre su Rotella e Bernini: Palazzo De Nobili lancia la sfida strategica per frenare lo spopolamento urbano
20 maggio 2026 15:05di GUGLIELMO SCOPELLITI
Quattro milioni di euro da spendere entro l’anno per dare un'immediata scossa economica a una città in sofferenza. Palazzo De Nobili sblocca i progetti definitivi della nuova Agenda Urbana, un piano strategico da quattordici milionicomplessivi che punta a ridisegnare i destini di attività economiche, cultura, marketing territoriale e turismo. La giunta guidata da Nicola Fiorita presenta le linee d'azione operative per i primi quattro anni, con una decisa virata verso la rigenerazione immateriale per aggirare le rigide scadenze imposte dagli uffici regionali.
Catanzaro perde abitanti, sconta l'invecchiamento demografico e soffre la storica frammentazione dei suoi quartieri. Per risalire la china, l'amministrazione comunale sceglie di investire sulla ricucitura sentimentale dei suoi quattro poli urbani, puntando su un ecosistema dove impresa e creatività viaggiano sullo stesso binario. Un lavoro di cesello burocratico che ha visto la luce solo dopo l’approvazione del bilancio comunale.
“Abbiamo fatto un grandissimo sforzo per comprimere i tempi” — chiarisce Nicola Fiorita — “e oggi presentiamo i progetti attraverso cui si realizza un pezzo significativo della nostra strategia urbana”. Il sindaco risponde a viso aperto alle critiche delle opposizioni sulla presunta assenza di una rotta politica chiara per il capoluogo.

“Nel dibattito si evoca spesso una mancanza di visione” — rilancia il primo cittadino — “ma a me sembra che una visione della città ce l'abbia questa amministrazione, forse oserei dire solo questa amministrazione”. La sfida consiste nel far convergere gli investimenti infrastrutturali già avviati, come il rientro degli uffici pubblici in centro storico o il recupero dell'ex Carbone, con un robusto piano di aiuti alle piccole attività commerciali e alle produzioni locali.
Fatte le debite riserve, la vera tenuta politica della coalizione di governo si gioca proprio sulla capacità di tradurre le carte in fatti, trasformando la macchina burocratica in un ingranaggio impeccabile. Il mandato affidato al coordinatore Giovanni Laganà e a Benedetta De Vita supera il mero compito tecnico: diventa un test di sopravvivenza per la giunta, costretta a marciare a ritmi serrati per disinnescare l'assedio delle opposizioni, pronte a speculare su ogni minimo ritardo nel cronoprogramma finanziario.
Sul fronte culturale, la strategia abbandona l'idea dei vecchi festival stagionali per strutturare format identitari stabili. L’assessore Donatella Monteverdi parla di “una città che ha perso la sua essenza” e avverte che “fare cultura significa ridare senso comune” a una comunità che deve riscoprire le proprie radici. Il racconto urbano ruoterà intorno a tre simboli cardine: il vento, la luce, la seta e il tessuto. Il progetto “Venti di Luce” trasformerà la brezza catanzarese in un percorso di installazioni cinetiche e percorsi in realtà aumentata per valorizzare la caratteristica verticalità del territorio. In autunno debutterà una grande mostra nazionale su Mimmo Rotella, programmata a ottobre nel giorno del suo compleanno, seguita da un'esposizione dedicata al legame storico con Gian Lorenzo Bernini. Spazio anche alla divulgazione scientifica con il “Festival di Storia” in collaborazione con l'editore Laterza, alle performance di “Strade d'Arte” e al design di “Mediterraneo Urbano”, sul modello del festival napoletano “Edit”.
Due storici contenitori cambieranno volto per diventare veri motori occupazionali. Il San Giovanni e l'ex Mercato Ortofrutticolo di Catanzaro Lido si trasformeranno in Hub di Comunità dedicati a coworking, incubazione di startup e laboratori professionali di cinema, intelligenza artificiale e tessitura artistica. Vincenzo Costantino mette in guardia dalle facili illusioni della formazione sterile. L'assessore alle politiche giovanili garantisce ricadute reali sul territorio grazie a percorsi capaci di attrarre e trattenere oltre cento giovani creativi nei quartieri della città.
L'asse economico della riforma si poggia su un bando de minimis da due milioni di euro contro la desertificazione commerciale, un capitolo che Giuliana Furrer, assessore alle attività economiche, definisce cruciale dopo un anno e mezzo di istruttoria tecnica. La vera novità risiede nella strategia per il centro storico, destinatario di una riserva di seicentomila euro. Piuttosto che disperdere le risorse in micro-finanziamenti a pioggia, la giunta scommette su un modello di gestione integrata: un unico gestore coordinerà più immobili commerciali sfitti contemporaneamente, imponendo un layout e un asset unitari. Questa rete unificata integrerà vendita al dettaglio, eventi culturali, promozione turistica e valorizzazione delle produzioni enogastronomiche e artigianali calabresi. Di questa dote, ben trecentomila euro andranno a blindare la riqualificazione di quel tratto del Corso destinato, nei piani di Palazzo De Nobili, a trasformarsi in un'isola pedonale stabile.
Questa iniezione di liquidità commerciale si salda con le operazioni materiali e infrastrutturali richiamate con forza dal sindaco Fiorita per ripopolare il cuore antico della città. Il piano prevede azioni concrete: il rientro di un ufficio pubblico in centro dopo vent'anni di assenza per garantire un flusso quotidiano di utenza, la riqualificazione di strutture storiche come l'ex Carbone recentemente inaugurato, e la creazione di alloggi universitari. L'obiettivo politico è trasformare il centro storico in un ecosistema attrattivo e vivo per gli studenti dell'Ateneo, superando la dimensione del semplice dormitorio grazie a un protocollo d'intesa di prossima firma che agevolerà lo stanziamento stabile dei giovani. La parte restante della misura economica, pari a un milione e quattrocentomila euro, andrà a finanziare le imprese di quartiere tra il centro, Lido, Santa Maria e Gagliano, assecondando le vocazioni produttive di ciascuna area.

La presentazione dei progetti accende subito il confronto con i giornalisti accorsi nella Sala Concerti, trasformando la conferenza stampa in un'arena di dibattito politico sul superamento dei vecchi steccati geografici della città. “Dobbiamo lavorare sulla circolarità e sulla riassunzione del senso di comunità” — avverte l'assessore Donatella Monteverdi nel rispondere alle domande dei cronisti — “perché finché continuiamo a pensarci come una somma di quartieri isolati, non riusciremo mai a svoltare. È un fatto di testa, supera i confini geografici o le linee degli autobus”. L'esponente della giunta evoca la forza della devozione storica: “Perché quando c’è un rito identitario profondo come la Naca, i cittadini arrivano da ogni quartiere per convergere in centro? Perché quell’unione esiste già nei fatti”.
La scommessa, dunque, passa dalle connessioni operative generate dagli Hub culturali: un giovane artigiano o commerciante che decide di fare impresa a Santa Maria, a Gagliano o a Lido troverà la sua utilità concreta nel frequentare il San Giovanni per i servizi di mentoring e tutoraggio. Allo stesso modo, le produzioni degli Hub gireranno per tutta la città. “Siamo nella fase della sperimentazione, ci abbiamo messo tanta testa” — ammette la Monteverdi — “e chi parla di progetti campati in aria dimentica che prima, senza fondi, si potevano proporre solo palliativi. Ora le risorse ci sono, e le attiveremo in sinergia con l'Università, l'Accademia e il Conservatorio, senza perderci in inconcludenti tavoli preliminari”.

Sulla stessa lunghezza d'onda si sintonizza l'assessore Vincenzo Costantino, che sgombra il campo dai dubbi sui ritardi del passato rivendicando nuove condizioni strutturali: “Oggi disponiamo di una metropolitana che rivoluzionerà la mobilità cittadina, una carta che ereditiamo da una visione a lungo termine e che ora dobbiamo far fruttare”. Il piano punta a risultati immediati, ma si struttura soprattutto per consolidare lo sviluppo nel medio periodo. Per farlo, la giunta ha predisposto un massiccio piano tecnico che divide nettamente la promozione esterna del brand Catanzaro da una comunicazione interna capillare nei quartieri. “Far circolare le informazioni tra aree che storicamente non si parlano è una sfida complessa” — confessa l'assessore alle politiche giovanili — “ma dobbiamo imparare a guardare la nostra città con gli occhi e i linguaggi della contemporaneità, abbandonando gli schemi del passato che finiscono solo per intossicare il dibattito pubblico”.
È probabile che questa mole di investimenti possa ridare ossigeno a un tessuto commerciale asfittico e stanco delle promesse passate. E mentre la Catanzaro sportiva sta dimostrando sul campo di saper vincere le sue partite, resta da vedere se la Catanzaro politica saprà fare altrettanto nell'insidiosa partita dello sviluppo.
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