
di CATERINA MURACA
Catanzaro si prepara ad accogliere “Alberincanti”, il festival dedicato agli alberi e ai boschi che mette al centro il legame tra natura, cultura e identità territoriale. La prima edizione del progetto, promosso da Cassiodoro – Polo Innovazione Cultura e Turismo, con il sostegno di Kalabria 2001 ed Edizioni Beroè, in collaborazione con il Conservatorio Etnobotanico Mediterraneo e con il patrocinio del Comune di Catanzaro, propone un ricco calendario di appuntamenti pensati per raccontare gli alberi non solo come elementi del paesaggio, ma come veri maestri di vita.
Un progetto culturale e formativo che nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio naturale, paesaggistico e identitario della Calabria, portando al centro della riflessione non solo i luoghi costruiti dall’uomo, ma anche il rapporto profondo tra comunità, natura e geografia del territorio.
A introdurre il senso dell’iniziativa è stato il presidente Fortunato Cuzzupoli, che ha ricordato come il Polo sia nato dalla volontà della Regione Calabria con l’intento di promuovere la cultura attraverso l’innovazione, favorendo una nuova fruizione delle risorse calabresi, anche quelle meno conosciute. Tra gli obiettivi, anche quello di avvicinare il pubblico ai musei minori e costruire, in prospettiva, un museo virtuale diffuso capace di raccontare il territorio in maniera più ampia e accessibile.
Il festival, definito “anomalo” solo in apparenza, sceglie come protagonisti alberi, uomini e boschi. Una scelta che guarda alla Calabria delle grandi aree verdi, dalla Sila all’Aspromonte, ma anche ai piccoli borghi e ai paesaggi più quotidiani, come quelli legati agli ulivi. Proprio i boschi di ulivo rappresentano un patrimonio speciale: non solo per il loro valore naturale, ma anche per il ruolo avuto nella storia economica e sociale delle famiglie calabresi. Attraverso l’ulivo, molte comunità hanno costruito lavoro, tradizione e possibilità di futuro, contribuendo alla formazione di generazioni che, pur andando fuori a studiare o lavorare, continuano a mantenere un legame forte con la propria terra.
A raccontare l’anima più profonda di “Alberincanti” è stata anche Angelica Artemisia Pedatella, direttrice artistica e ideatrice del progetto “Madre Terra – Intercooltura – Alberincanti”, che ha definito l’iniziativa come un festival fatto di persone, alberi, incontri, relazioni e sensibilizzazione. Un percorso che nasce dall’idea di creare contenuti stimolanti, divertenti, innovativi e allo stesso tempo altamente formativi.
Alla base del progetto c’è la volontà di superare la separazione tra cultura e intrattenimento. Troppo spesso, ha spiegato Pedatella, la cultura viene percepita come un dovere serio e quasi noioso, mentre il divertimento viene collocato in uno spazio separato, più leggero e distante dalla formazione. “Alberincanti” prova invece a unire questi due aspetti, dimostrando che la creatività, il gioco, l’incontro e la partecipazione possono diventare strumenti culturali ed educativi.
Il titolo stesso richiama l’idea di una “Intercooltura”, una cultura capace di essere accessibile, coinvolgente e trasversale. Una “cooltura” che non rinuncia alla profondità, ma sceglie canali nuovi per parlare alle persone, soprattutto ai più giovani. L’obiettivo è contribuire alla formazione del cittadino del futuro, un cittadino consapevole, capace di riconoscere il valore dell’ambiente e di vivere il territorio non come semplice spazio da attraversare, ma come luogo di relazione, memoria e responsabilità.
Per questo diversi laboratori sono già attivi nelle scuole e nel Centro minorile di Catanzaro, coinvolgendo ragazzi e comunità in attività pensate per stimolare consapevolezza, manualità, creatività e senso di appartenenza. Accanto a questi percorsi, sono previste anche iniziative aperte al pubblico, nate per favorire l’incontro tra persone, territori e comunità arboree.
Al centro resta il rapporto tra comunità umane e natura. In un tempo sempre più segnato dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, il festival riporta l’attenzione su ciò che resta essenziale: l’ossigeno, la bellezza, il paesaggio, gli alberi e la capacità dell’essere umano di riconoscersi parte di un ecosistema più ampio. Senza natura, è il messaggio del progetto, non esistono né l’uomo né la tecnologia.
Il programma prevede oltre quaranta giornate culturali, formative e interattive, con attività rivolte a scuole, cittadini, ragazzi, artigiani e realtà del territorio. Gli appuntamenti coinvolgeranno diversi luoghi, tra cui Catanzaro, Sersale e Tiriolo, con laboratori dedicati all’arte dell’allestire, alle pietre sociali, all’espressione del legno, al corpo e al contatto con la terra, al riciclo, alla creazione di seedballs, allo psicodramma nella natura e alle attività di design e manualità.
Particolare attenzione è stata riservata anche al coinvolgimento dei giovani del circuito minorile. Il dottor Massimo Martelli, ha evidenziato l’entusiasmo dei ragazzi e il valore educativo del progetto, costruito anche insieme a loro. In questo contesto si inserisce il percorso “R3 – Riduci, Riuso, Riciclo”, curato da Linea Selvatica e rappresentato da Antonella Raffaele: un laboratorio che non riguarda soltanto i materiali, ma anche le persone, perché il riciclo diventa metafora di rinascita e seconda possibilità.
Le attività interne sono già partite ad aprile, mentre le iniziative aperte al pubblico prenderanno il via nelle prossime settimane. Il primo appuntamento aperto sarà il 21 luglio con il laboratorio di psicodramma nella natura, pensato come esperienza di benessere, relazione e percezione dell’ambiente.
Nel corso dell’incontro è stato chiarito anche il motivo della scelta di ospitare, almeno in questa fase iniziale, diversi appuntamenti in spazi attrezzati come Villa Margherita e Palazzo Fazzari. Trattandosi di una prima edizione pilota, l’obiettivo è creare le condizioni per trasformare progressivamente “Alberincanti” in un festival istituzionale e stabile, valutando la risposta degli enti, delle scuole, dei cittadini e dei ragazzi, oltre alla possibilità di attrezzare in futuro nuove aree per le attività.
Con “Alberincanti”, Catanzaro apre una nuova pagina dedicata alla cultura ambientale e territoriale, provando a costruire un percorso che unisce natura, educazione, memoria, arte e partecipazione. Un festival che guarda agli alberi non come semplice sfondo del paesaggio, ma come radici vive di una comunità che vuole riconoscersi, raccontarsi e immaginare nuove forme di futuro.
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