
di CATERINA MURACA
Sicurezza e disagio giovanile tornano al centro del dibattito cittadino. Nel quartiere Lido di Catanzaro, la Parrocchia “Sacro Cuore”, in collaborazione con il Sindacato Fsp Polizia di Stato, ha promosso un incontro pubblico dal titolo “Sicurezza e disagio giovanile: un messaggio alle famiglie”, richiamando una significativa partecipazione di cittadini e rappresentanti istituzionali.
Un’iniziativa che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, forze dell’ordine, comunità ecclesiale e territorio, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e individuare risposte condivise alle fragilità sociali che interessano in particolare le nuove generazioni.
A moderare l’iniziativa è stato Giuseppe Brugnano, Segretario Nazionale del Sindacato Fsp Polizia di Stato, che ha sottolineato come la sicurezza non possa essere delegata esclusivamente alle forze dell’ordine. Occorre un’assunzione di responsabilità collettiva capace di coinvolgere istituzioni, famiglie e corpi intermedi e la comunità deve diventare protagonista di un modello di sicurezza partecipata, fondato sulla prevenzione, sulla legalità e su una presenza educativa stabile nei territori.
Ad aprire il dibattito è stato Padre Rocco Predoti, parroco della Parrocchia “Sacro Cuore”, che ha ringraziato i presenti e le autorità intervenute, evidenziando l’importanza di affrontare il fenomeno della violenza giovanile nei suoi diversi aspetti. Il sacerdote ha richiamato il ruolo centrale della comunità educante, sottolineando la necessità di conoscere i giovani, intercettarne i bisogni e orientarli con il sostegno delle famiglie e della Chiesa.
Tra gli interventi, particolarmente articolato quello di Francesco Costa, Responsabile della Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Costa ha proposto una riflessione in tre punti fondamentali: la sfera umana e del desiderio, evidenziando come oggi molti giovani appaiano privi di slanci e prospettive, soprattutto nella capacità di immaginare e progettare il proprio futuro. Una mancanza che si traduce spesso in disorientamento e fragilità; distinzione netta tra violenza e conflitto: il conflitto, se vissuto nel dialogo, può rappresentare un’occasione di crescita e maturazione personale; la violenza, al contrario, annulla il confronto e si impone come risposta immediata e distruttiva, talvolta anche per motivi futili.
Infine l’assenza di una vera "dimensione politica" intesa come costruzione comune e dialogo intergenerazionale. È stato richiamato il fenomeno degli hikikomori, segno di un disagio, sempre più diffuso, che porta molti ragazzi a chiudersi in sé stessi, non uscendo più dalla propria stanza per interi mesi, interrompendo relazioni e percorsi formativi. Da qui l’invito a “sintonizzarsi” con i giovani, ricostruire i legami sociali e rafforzare le figure educative di riferimento, come famiglia ed insegnanti.
L’Assessore regionale alla Sicurezza, Legalità e Ambiente, Antonio Montuoro, ha illustrato le iniziative messe in campo dalla Regione a favore dei giovani. Tra queste, un festival dedicato agli studenti delle scuole superiori e dell’Università, con la realizzazione di cortometraggi sul tema del cybercrime e dei rischi connessi al web e al digitale. «Il web rappresenta una grande opportunità – ha spiegato – ma anche un potenziale pericolo se non viene utilizzato con consapevolezza». Spazio anche ai bandi destinati ai giovani che intendono avviare startup o nuove attività imprenditoriali, come strumenti concreti per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. Montuoro ha ribadito che iniziative di questo tipo devono servire soprattutto ad aprire un dialogo costante con i ragazzi, coinvolgendo famiglie e parrocchie e mantenendo un confronto stabile con le istituzioni.
Il Questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, ha ricordato come il tema della violenza giovanile non sia un fenomeno recente, citando un testo del 1907 che già ne analizzava alcune dinamiche. Oggi cambiano i nomi – si parla di “maranza” – ma restano le stesse criticità legate alla ricerca di identità e di ruolo. Linares ha evidenziato come sia aumentata la percezione della criminalità giovanile e ha sottolineato l’importanza di distinguere tra competenze in materia di sicurezza, affidate alle forze dell’ordine, e responsabilità educative e civili che spettano all’intera comunità.
L’incontro non si è limitato all’analisi delle problematiche, ma ha posto le basi per un percorso condiviso di prevenzione e corresponsabilità.
L’appuntamento al Lido si inserisce in un cammino più ampio: sono infatti previsti ulteriori incontri e iniziative per continuare ad approfondire i temi della sicurezza, della legalità e del disagio giovanile. Un segnale chiaro della volontà di fare rete e di costruire, insieme, risposte concrete alle sfide educative e sociali del territorio.
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