
di CATERINA MURACA
Catanzaro riscopre il valore dell’arte contemporanea attraverso il talento emergente di Antonio Burgello, protagonista della mostra “Impressioni Cromatiche”, inserita nel più ampio programma “L’artigiano di visioni”, promosso da Confartigianato Imprese Catanzaro, dall'associazione ANCoS e organizzato da Giuliana Paonessa.
L’esposizione, che rientra in una rassegna di eventi artistici distribuiti tra aprile e luglio, rappresenta un momento significativo non solo per il percorso dell’artista, ma anche per la scena culturale cittadina, dove iniziative di questo tipo contribuiscono a rafforzare il legame tra arte e territorio.
Il lavoro di Burgello prende forma a partire da un passaggio fondamentale della sua vita: il ritorno da Londra. Un’esperienza che segna una svolta sia artistica che personale. Se la capitale inglese aveva influenzato le sue opere con atmosfere più cupe e urbane, il rientro in Calabria riporta al centro la natura, la luce e l’armonia dei colori. Le sue tele si aprono così a paesaggi più ampi, respirano di una ritrovata connessione con la terra d’origine, in un percorso che guarda al classicismo e ai grandi maestri per affinare tecnica e sensibilità.
La mostra si articola in più momenti espressivi. In un secondo gruppo di opere emerge una pittura più densa, quasi materica, attraversata da una sottile nostalgia. Qui si percepisce il peso degli studi precedenti, ma anche una continua tensione verso la bellezza, ricercata soprattutto attraverso la luce, elemento centrale che diventa veicolo di emozioni profonde e spesso trattenute.
È però nel terzo nucleo di lavori che si coglie una trasformazione più evidente. Le opere raccontano il desiderio di “riaccendere” i luoghi vissuti, restituendo loro nuova vita e significato. A emergere è una maggiore maturità artistica, accompagnata da una crescita personale che si riflette nella composizione e nei colori.
Simbolo ricorrente di questa fase è la mongolfiera, metafora di elevazione e distacco: un invito a sollevarsi sopra le difficoltà quotidiane per osservarle da un’altra prospettiva. Dall’alto, ogni peso appare diverso, più leggero, inserito in un contesto più ampio e armonico. Le tele si riempiono così di colore e luce, superando i vincoli della nostalgia per aprirsi a una nuova consapevolezza, che richiama l’uomo al senso del bello e alla possibilità di rinascita.
La presentazione della mostra ha posto l’accento anche su un tema più ampio: il ruolo dell’arte in una città come Catanzaro, dove spesso gli spazi e le occasioni culturali risultano limitati. Iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale valorizzare artisti emergenti, offrendo loro visibilità e creando occasioni di crescita anche per la città stessa.
L’arte, infatti, non vive solo nei grandi musei: può nascere e svilupparsi anche in contesti più piccoli, diventando motore di cambiamento e contribuendo a costruire un’immagine diversa e più viva della città. È proprio da questi percorsi che può partire una nuova attenzione verso la cultura, capace di coinvolgere il territorio e stimolare nuove energie creative.
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