Catanzaro, attesa per “Viso di Primavera”: l’intervista a Peppe Fonte sul dialogo tra Pavese e Ciampi

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  22 aprile 2026 20:09

di CATERINA MURACA

Un dialogo mai avvenuto, ma profondamente possibile, quello che prende forma in “Viso di Primavera”, lo spettacolo che andrà  in scena il possimo 24 Aprile al Teatro Comunale alle ore 21:00 firmato da Domenico Dara e Peppe Fonte, con la regia di Francesco Mazza, che mette idealmente a confronto Cesare Pavese e Piero Ciampi.

 A raccontarne il senso è proprio Peppe Fonte, protagonista musicale del progetto, che sottolinea come: "Pavese e Ciampi non si sono mai conosciuti, ma appartengono allo stesso dolore, alla stessa agonia", evidenziando "Questa disperazione legata all’amore per la vita", un contrasto continuo "tra il desiderio di viverla pienamente e l’impossibilità di afferrarne le cose belle".

Due percorsi diversi, ma una sensibilità che si tocca: "Ciampi era uno che amava la vita ma non è mai riuscito a farsi amare davvero dal pubblico, mentre Pavese ha avuto riconoscimenti importanti. Però restano due figure grandissime, unite da una fragilità profonda". Da questa affinità nasce uno spettacolo che è prima di tutto un incontro umano. «Con Domenico Dara questo progetto nasce da lontano», racconta Fonte: "Era già un amico, ma con questa esperienza è diventato un punto di riferimento importante. È uno scrittore di altissimo livello, ma anche una persona autentica, spontanea, con quella freschezza che io cerco sempre".

Accanto a loro il lavoro di regia di Francesco Mazza, descritto come essenziale e generoso: "È una persona che va ringraziata, si dà completamente per l’arte e per la città, senza cercare visibilità. Fa le cose perché le ama, e questo ci unisce molto". Un lavoro condiviso che trova il suo cuore nel tema della fragilità, affrontato non solo sul piano artistico ma anche umano, e che si lega a una finalità concreta: il sostegno al Centro Calabrese di Solidarietà. "Il centro per me è un punto di riferimento da sempre", spiega Fonte, "Sono stato anche il loro avvocato, e lo dico con orgoglio. È un luogo che ti segna, che ti mette davanti a storie vere".

Il legame è anche personale e carico di memoria: "Ho fatto la prima comunione di mio figlio con i ragazzi tossicodipendenti del centro. La messa fu celebrata da Mimmo Battaglia, oggi cardinale. È stata una delle esperienze più emozionanti della mia vita". In questo intreccio tra arte e impegno, “Viso di Primavera” diventa anche un gesto verso la città: "È un progetto importante perché nasce nella semplicità», sottolinea Fonte, «senza grandi mezzi, ma con amore, onestà e voglia di coinvolgere".

Un messaggio che si allarga al contesto culturale di Catanzaro: "Non basta mettersi davanti a un microfono, bisogna esprimere qualcosa e metterlo al servizio degli altri. Questa è l’unica vera possibilità che abbiamo: dare quello che sappiamo fare, nel modo più semplice possibile". E conclude: "Io, Domenico Dara e Francesco Mazza mettiamo in campo le nostre capacità per regalare un’emozione, senza chiedere nulla in cambio".


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