
di GIANNI PARISI*
Un altro Consiglio comunale che certifica tutta l'incapacità di questa amministrazione di confrontarsi in modo democratico, trasparente e costruttivo.
L'odierna seduta, dedicata all'assestamento di bilancio, ha confermato ancora una volta la totale mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio comunale. Alla mia richiesta di ascoltare il dirigente al Bilancio per avere chiarimenti sull'utilizzo del fondo di riserva, la risposta del dott. Macrina è stata lapidaria: «Le delibere sono pubblicate e quindi dovrebbe conoscerle.» Una risposta che non solo elude il confronto, ma dimostra indifferenza e persino un velato compiacimento. E tutto questo nel silenzio di chi avrebbe il dovere di garantire il rispetto delle istituzioni e dei consiglieri eletti dai cittadini.
Non è una novità. Da anni pongo questioni puntuali, documentate e circostanziate. Da anni attendo risposte serie, motivate e competenti. Da anni, invano.
La domanda, però, resta ed è semplice. Se ai cittadini si continua a ripetere che "non ci sono soldi", perché si attingono centinaia di migliaia di euro dal fondo di riserva? Quel fondo nasce per affrontare eventi straordinari e imprevedibili, non per finanziare feste e festini. Altrettanto grave è quanto accaduto su Catanzaro Servizi.
Con questo assestamento vengono stanziati altri 200.000 euro, senza alcuna strategia capace di produrre risultati nel medio e lungo periodo. Lo ribadisco ancora una volta: i nuovi affidamenti non salveranno la società. Al contrario, rischiano di aggravarne definitivamente la crisi.
Si continua semplicemente a rinviare il problema, alimentando illusioni nei lavoratori invece di affrontare con coraggio le vere criticità. I numeri parlano chiaro. L'affidamento del verde pubblico è stato approvato nonostante, durante il precedente Consiglio comunale, sia stato ammesso pubblicamente un errore nel conto economico che rende quel servizio economicamente in perdita. Eppure nessuna correzione è stata apportata alla relazione e la delibera è stata ugualmente votata. Lo stesso accade per il servizio delle lampade votive, destinato anch'esso a generare perdite. Questa non è programmazione. Non è risanamento. Non è tutela dei lavoratori.
È soltanto il rinvio di problemi che, così facendo, diventeranno ancora più gravi. Su tutto questo sono pronto a un confronto pubblico con chiunque ritenga di sostenere tesi diverse. Non con slogan o propaganda, ma con documenti, dati e numeri alla mano. Perché i fatti contano più delle parole.
*consigliere comunale di Catanzaro
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