“Catanzaro capitale della Calabria”

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Vincenzo Speziali
  31 marzo 2022 08:12

di VINCENZO SPEZIALI 

Movimento ondulatorio e sussultorio: è così che direbbe Lino Banfi in uno dei suoi film!
E già che ci siamo, aggiungiamo pure, come caos, incertezze, rinvii, insofferenze ed altro ancora incedono, anzi soggiungono, senza fermar la pallina, del flipper cittadino.
Se l'Italia, da qualcuno, è stata definita la patria dei grandi annunci -dove sembra che da un momento all'altro il mondo stia per caderti addosso e poi tutto rimane a posto- Catanzaro, invece -purtroppo e per sconsolazione!- sembra essere divenuta la città dei preannunci: ieri si è chiuso, oggi si comunica, domani si conferma e dopodomani la cosa è ferma!

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Non è che io possa o desideri 'dare la croce addosso a qualcuno' -per carità!- anzi comprendo 'il delerium tremens' dei civici (che tentano di condurre una partita, dettando la linea alle formazioni politiche) e dei Partiti (che non vogliono 'rompere' con i consiglieri apparentemente 'paria', i quali hanno consenso e devono essere tenuti in doverosa considerazione), però a mancare è sintesi, buonsenso e soprattutto la politica, da cui discende ogni cosa. Se non ci si mette in testa che Catanzaro -giustamente, per il suo ruolo di Capoluogo Regionale e per il rispetto che le dobbiamo e che si farà di tutto per garantire e riconoscere- è un test nazionale, poco o nulla è chiaro. Difatti, non si può derogare la dignità (la quale mai deve mancare, verso chicchessia, comunque e dovunque), ma soprattutto -nella fase preliminare della scelta di candidato a Sindaco e di aggregazione- non possiamo rendere la città  ostaggio di insensatezza (o peggio ancora di incredibile 'inabissamento identitario'). Come è anche consigliabile evitare colpi di mano locali -che non trovano corrispondenza, comprensione e avalli romani-  rischiando fughe in avanti e risultati negativi -probabili benché non auspicabili- per non definirli fallimentari.

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Disegnare, programmare e attuare una visione di vera 'Capitale della Calabria' (con tutto quanto ne deriva, conseguenzialmente) è una forma di amore verso essa e di rispetto, ossequioso, nei confronti dei cittadini. Siamo passati dalle turbe a mo' di balcanizzazione del PD, alla caoticità del centrodestra, dove alla fine -nonostante rassicurazioni 'Cicero pro domo sua'- non si potrà non aprire una verifica consultiva romana, poiché altrimenti la maionese non è che non si lega, ma impazzisce.

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Siamo sinceri: al di là di ciò che si dice o che si 'spropaganda' (neologismo significante spropositata propaganda), per quanta buona volontà hanno alcuni colleghi in loco, è giusto un 'passaggio' romano -a fronte di confronto e di riflssione- per la pratica Catanzaro, così come si sta facendo per Palermo, Messina, Viterbo, L'Aquila, Verona e Genova. Basta con la macelleria nominalistica a buon mercato, in quanto dobbiamo impegnarci anche su un programma (credibile e realizzabile), oltre che sull'identitarismo culturalpolitico, di cui non ci si deve vergognare di rappresentare, né camuffare per calcoli di bottega.
Patti chiari, in questo caso manco di bottega, ma di bancarella da suk arabo, ma allora ciò non sarebbe tollerabile e aumenterebbe disaffezione al voto ed esso -dalle Amministrative di giugno a quello delle Politiche del prossimo anno- arriva. Sempre, inesorabilmente!

 

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