
Si è concluso con un bilancio estremamente positivo il Pain Experience Summit, il Congresso regionale AISD Calabria che il 19 e 20 giugno ha trasformato l’Auditorium dell’Università Magna Graecia di Catanzaro in uno dei principali punti di riferimento nazionali per la medicina del dolore. Due giornate intense, caratterizzate da un’elevata partecipazione, da un confronto scientifico di altissimo livello e dalla presenza di alcuni tra i più autorevoli esperti italiani del settore, che hanno discusso le più recenti innovazioni nella diagnosi e nel trattamento del dolore cronico.
L’evento, promosso dall’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD), ha avuto come responsabili scientifici Pietro Maglio, Direttore dell’Unità Operativa di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro e Presidente SIAV, Lucia Muraca, rappresentante regionale AISD Calabria e referente nazionale SIMG per l’Area Dolore Sud Italia e Isole, e Diego M.M. Fornasari, Professore Ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano e Presidente nazionale AISD.
Sin dalla cerimonia inaugurale è stato chiaro il significato profondo dell’iniziativa. “Questo congresso rappresenta molto più di un momento di aggiornamento scientifico: è un’occasione di incontro tra professionisti, di condivisione delle esperienze e di costruzione di una cultura del dolore sempre più moderna, multidisciplinare e vicina ai bisogni dei pazienti”, ha sottolineato Pietro Maglio, nel suo intervento di apertura, evidenziando come l’obiettivo comune fosse quello di migliorare la cura del dolore attraverso conoscenza, innovazione e collaborazione.
La scelta dell’Università Magna Graecia come sede dell’evento non è stata casuale. “L’università rappresenta la cellula della formazione di ognuno di noi medici”, ha spiegato Lucia Muraca. “In questi due giorni la scienza ha unito e la Calabria ha accolto. Sono arrivati relatori di spessore internazionale, si sono create connessioni, rete, cultura e formazione. La numerosa affluenza testimonia il successo di questa iniziativa”.
Il summit ha proposto un programma scientifico particolarmente articolato, affrontando il dolore cronico da molteplici prospettive: clinica, farmacologica, psicologica, riabilitativa e interventistica. Le sessioni hanno approfondito temi cruciali come il dolore cronico primario, le nuove strategie farmacologiche, la gestione del paziente fragile, le tecniche invasive e le più avanzate procedure di neuromodulazione, radiofrequenza, crioanalgesia e medicina rigenerativa. Grande interesse hanno suscitato anche il workshop dedicato alla terapia infiltrativa ecoguidata del ginocchio e il seminario AISD-SIMG sul percorso assistenziale del paziente anziano e complesso.
Tra i protagonisti del dibattito scientifico, il presidente nazionale AISD Diego Fornasari ha evidenziato come il futuro della terapia del dolore passi sempre più attraverso la personalizzazione delle cure. “Non esistono pazienti uguali tra loro. La terapia farmacologica deve essere costruita sulle caratteristiche del singolo individuo, sulle sue risposte ai farmaci e sulle sue comorbidità. Una conoscenza sempre più approfondita dei meccanismi d’azione dei trattamenti ci consentirà di curare meglio i nostri pazienti”.
Di particolare interesse anche gli interventi dedicati alle nuove tecnologie. La presidente nazionale SIAARTI, Elena Bignami, ha posto l’accento sul ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, della telemedicina e del telemonitoraggio nella gestione del dolore cronico. Strumenti che, soprattutto in territori complessi come la Calabria, possono contribuire a ridurre le distanze tra ospedale e territorio e a garantire una presa in carico sempre più efficace e personalizzata.
A testimoniare l'importanza dell'appuntamento anche la vicinanza delle istituzioni. A ricordare l’impegno dell’Ateneo nella ricerca e nella formazione sul tema del dolore è stato il padrone di casa, il Rettore dell’Università Magna Graecia, Giovanni Cuda. “Dietro ogni sintomo - ha affermato - c’è una persona che soffre. Concentrarsi esclusivamente sulla causa senza considerare il dolore significa commettere un errore. Per questo il nostro Ateneo è da anni impegnato nella ricerca di nuovi approcci terapeutici e nella formazione delle nuove generazioni di professionisti”.
Contributi e presente di rilievo dal panorama politico. Nel suo messaggio di saluto, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro ha rimarcato il valore umano e sociale della terapia del dolore. “Dietro ogni terapia e ogni proposta di cura non c’è soltanto un paziente, ma una persona. Il dolore cronico non deve essere considerato un destino inevitabile, ma una malattia da riconoscere, trattare e gestire attraverso percorsi di cura personalizzati”.
Sul piano regionale, il vicepresidente della giunta, Filippo Mancuso, ha evidenziato come la Calabria guardi con particolare attenzione al mondo della ricerca e della formazione medica, sostenendo il percorso dell'Università Magna Graecia e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Dulbecco. Un modello di integrazione che, secondo Mancuso, sta ponendo solide basi per il futuro della sanità calabrese e che trova in eventi come il Pain Experience Summit una concreta occasione di crescita e valorizzazione delle eccellenze presenti sul territorio. Parole condivise anche dalla vicesindaca di Catanzaro, Giusy Iemma, che ha definito il congresso “un appuntamento di rilevanza nazionale”, sottolineando come il dolore cronico rappresenti una problematica sanitaria e sociale che richiede una forte capacità di fare rete tra istituzioni, università, sistema sanitario e territorio.
Al termine dei lavori, il sentimento condiviso è stato quello di aver vissuto un’esperienza scientifica di straordinario valore. “Abbiamo assistito a un congresso regionale dal respiro nazionale, anzi internazionale”, ha affermato Pietro Maglio. “Siamo riusciti a portare in Calabria le eccellenze italiane della terapia del dolore e ad approfondire tutte le più attuali tematiche diagnostiche, terapeutiche e interventistiche. L’obiettivo non è curare il dolore fine a sé stesso, ma restituire dignità alla malattia e soprattutto qualità della vita ai pazienti”.
Il Pain Experience Summit lascia così in eredità molto più di un semplice aggiornamento professionale. Ha consolidato una rete di competenze, favorito il dialogo tra specialisti, medicina territoriale e istituzioni, e ribadito con forza un principio fondamentale: la lotta al dolore cronico rappresenta una delle grandi sfide della medicina contemporanea e richiede un approccio multidisciplinare, innovativo e sempre più centrato sulla persona.
Per due giorni Catanzaro e l’Università Magna Graecia sono state il cuore pulsante della cultura del dolore in Italia, confermando il ruolo crescente della Calabria nel panorama scientifico nazionale della terapia del dolore.
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